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Gent.mo
Dott. Biscardi,

per prima cosa Le esprimo la mia stima e il sincero ringraziamento per l’attenzione che pone alle nostre iniziative.

Nel lontano mese di maggio, quando sono iniziate a filtrare le prime indiscrezioni sul possibile coinvolgimento della Juventus nello scandalo che successivamente è stato denominato “Calciopoli”, abbiamo deciso di realizzare un sito internet il cui scopo era quello di creare una comunità virtuale in difesa della storia della Juventus che fa parte della nostra vita.

Fin da subito ci siamo accorti che la quasi totalità di coloro che navigavano nelle pagine web avevano realizzato che il susseguente processo sportivo aveva una sentenza già scritta.

A convincerci poi dell’ostile esito processuale si sono aggiunte le incomprensibili dichiarazioni di colpevolezza rilasciate dal Dott. John Elkann e dall’Avvocato Cesare Zaccone.

Non si può infine trascurare la nomina quale commissario straordinario della FIGC - l’Avv. Guido ROSSI - ex componente del CDA Telecom/Inter nonché legale della famiglia Moratti per decenni, e non privo di acredine nei confronti del gruppo FIAT per vecchie vicende professionali scoppiate nel giugno del 1985.

Se in questo quadro che già di per se pregiudicava l’imparzialità del giudizio si aggiungeva l’uso “a campione” di intercettazioni telefoniche, la riscrittura delle regole del processo sportivo, la nomina di una nuova commissione giudicante e l’onta mediatica che si è abbattuta sulle spalle della vecchia dirigenza, ecco che i giochi sono fatti.

Chi, in un qualsiasi processo, si farebbe giudicare senza opporre la più strenua resistenza da giudici nominati da un componente di un società concorrente? Chi accetterebbe la riscrittura delle regole in corso d’opera e la violazione delle minime garanzie legali e Costituzionali? Si può realizzare in pochi giorni un processo che conta migliaia di pagine di atti ed in cui viene negata la possibilità di presentare prove a discolpa?

Nel mese di Luglio, una sentenza della Corte di giustizia europea chiarisce i rapporti tra diritto comunitario e federazioni. In pratica, la Cgce respinge le pretese delle federazioni internazionali di sfuggire al Diritto Comunitario. Si tratta di una sentenza che dichiara illegittime le pretese delle Federazioni di comminare pene sotto il cappello di "eccezione sportiva", "specificità sportiva" o "regolamento puramente sportivo". Da allora in avanti una Federazione sportiva non avrebbe più potuto comminare pene severe senza che si fossero verificati in modo inconfutabile i reati ascritti.

Per quanto sopra esposto, la nostra Associazione ritiene il Processo sportivo che si è consumato la scorsa estate, illegittimo ed incostituzionale.

Ad avvalorare la nostra tesi ci sono le dichiarazioni di Illustri Costituzionalisti, di Giudici Sportivi, di grandi giornalisti sulla amarissima vicenda che ancora oggi registra le inequivoche affermazioni di BERGAMO.

Giuseppe Belviso
www.giulemanidallajuve.com
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