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Attualità di N. REDAZIONE del 15/06/2017 08:02:38
Antonio Conte, sempre il numero uno!

 

Di Crazeology

Con grande dolore e con grande imbarazzo dei piani alti della Torino bene, e di una buona metà del popolo bianconero (quella un po' credulona e sempliciona che ancora si beve la favola del celebre e inaspettato tradimento del nostro grande ex), Conte ha centrato un nuovo grande risultato: Scudetto in Premier League con Il Chelsea (anche se lì non lo chiamano scudetto).

Di ciò che penso di Conte, ne abbiamo già parlato in occasione degli Europei ( LINK ) e, cari lettori, vi invito a rileggere e a rifletterci sopra nuovamente, con calma, serenità e senza preconcetti.
"L'agitato mattacchione" in questione, quando era sulla panchina della Juve, prese la squadrotta (non proprio uno squadrone, ma neanche troppo squadretta) e la portò da due settimi posti consecutivi al primo posto per tre anni di fila, con annessi anche dei record invidiabili (fatti salvi alcuni doverosi grandi innesti, tipo Tevez, ecc). E ottenne quei risultati non senza problemi creati ad hoc dalla FIGC e dalla solita giustizia Italiota pasticciona che ben conosciamo. E scusate se è poco.
In Inghilterra invece, ha preso il Chelsea addirittura dal decimo posto (uno dei peggiori piazzamenti di sempre nella storia del club) e lo ha portato al primo posto. Con una squadra non costruita con il suo totale assenso. Del resto Abramovic negli ultimi anni non è più il ricco spendaccione di un tempo. A dir la verità, ricco lo è ancora, ovviamente, ma i soldi non li butta più dalla finestra con nonchalance come faceva ai bei tempi degli inizi della sua avventura calcistica. Il campionato inglese, tra le altre cose, in questa stagione vedeva su altre panchine importanti gente come Guardiola, Mourinho, Pochettino, Wenger, ecc. E, detto molto brutalmente, ancora una volta la squadra che ha vinto sulla carta non era la più forte. E scusate se è poco.

Poi, certamente, va detto che l'anno prima ancora del decimo posto (ossia 2014-2015, con Mourinho in panchina) il titolo lo vinse sempre il Chelsea, e molti giocatori sono rimasti gli stessi.
Ma la differenza, ancora una volta, l'ha fatta lui, Conte, e i tifosi blues lo hanno capito, infatti lo adorano. Anche perché ha portato una dose di energia positiva a tutto l'ambiente nel complesso (come al solito).
Durante i festeggiamenti post partita contro il West Bromwich, allo stadio un ruggito si levava nel cielo "Antonio! Antonio!", (mentre i giocatori lo buttavano per aria). Ma i cori pro Conte tra i tifosi Blues sono una consuetudine da mesi e mesi.

In mezzo a queste due fasi (Juve-Chelsea), c'è stata la fase nazionale italiana, dove ha preso una nazionale oggettivamente e mediamente "brocca" (forte solo in difesa), e l'ha portata a confrontarsi dignitosamente contro nazionali molto più forti e complete. E non solo, ma a quella nazionale è pure riuscito a fargli credere che avrebbe potuto vincere il titolo, tanto che all'uscita dal torneo alcuni grandi campioni piangevano come bambini. Erano davvero convinti di vincere. Se un paio di ragazzotti un po' sbruffoni avessero tirato meglio quei rigori contro la Germania, chissà come sarebbe andata a finire...

Detto tutto ciò, allo stato dell'arte, si può dire dunque che Antonio Conte migliora all'ennesima potenza praticamente tutto ciò che tocca. E a quelli come noi, che conoscono pregi e difetti di Antonio Conte, e pregi e difetti della proprietà e della dirigenza della Juventus, non può che fare piacere se quello Juventino leccese sempre grintoso e "agitato" ha conseguito un nuovo titolo e ha esportato la mentalità "Contiana", e anche un po' della mentalità Juventina, all'estero. Per quelli come noi, di cui del Chelsea non ce ne può fregare di meno, è comunque un grande orgoglio.

Ora, la domanda provocatoria che è giusto porsi è: questo tipo di riflessioni, mettono in dubbio o in cattiva luce ciò che stanno facendo Allegri e la squadra da lui capeggiata? La risposta è NO.
E si può continuare coi quesiti: questo tipi di riflessioni, hanno lo scopo, o possono servire, ad alimentare le velleità, le ambizioni e le nostalgie del partito dei nostalgici di Conte, o magari quelle del partito che ancora oggi non prova simpatia per Allegri? La risposta è NO.
E' tutto molto più semplice. Dare i giusti meriti, sempre e comunque, a chi ce li ha e se li è guadagnati, senza tenere volutamente i propri occhi foderati di salame.
Questa libertà di pensiero, senza preconcetti e senza stupide questioni sotterranee, sono il lusso che noi ci possiamo e ci vogliamo concedere. Altri invece no (siti e tv). Loro non possono o non vogliono, perché magari hanno altre... "convenienti esigenze".

Alcune malelingue, dicono che Conte per un po' di tempo avrà ancora qualche difficoltà ad allenare in Italia, soprattutto su panchine di squadre che hanno dei buoni rapporti con la Juventus. E' difficile dire se è davvero così, perché correre dietro a tutti i pettegolezzi è tempo perso. Per ora si sa solo che l'anno prossimo, lo ritroviamo come avversario in CL.
Chiudiamo con una certezza: Antonio Conte è uno dei migliori (o forse il migliore) allenatore del globo terraqueo. E scusate se è poco.

Note:
- Una versione ridotta di questo articolo è pubblicata anche a pg. 12 del Freepress cartaceo JUVETORO, n. 24, anno VI, del 21-05-2017. Per scaricare e salvare gratuitamente una copia in pdf del giornale, clicca sul tasto rosso in basso nella pagina che si apre cliccando qui:

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