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Sabato 18/08/18, ore 18,30
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Attualità di M. LANCIERI del 03/08/2018 09:31:16
Bonucci-Caldara-Higuain: parole in libertà

 

Premessa: mi sforzerò in tutte le maniere di non dare un giudizio sullo scambio di giocatori che ha tenuto banco in questi giorni. E lo farò per due ragioni.
Prima: ogni operazione va giudicata in un quadro generale. Chi gioca a scacchi, conosce bene il concetto di “sacrificio” e in quella disciplina il sacrificio è tanto più valido quanto più rimane celato agli occhi dell’avversario. Analogamente, nel calciomercato si deve ragionare da tattici, cercando di fare quadrare i conti e di incastrare le operazioni aumentando il valore della propria rosa senza rinforzare eccessivamente gli avversari diretti. Spesso, anche al termine di una sessione, è difficile per un profano (come il sottoscritto) fare le corrette valutazioni. Figuriamoci a metà strada.
Seconda: molto probabilmente, questa operazione ha finalità esclusivamente finanziarie, almeno per quanto riguarda la Juve, per cui mi mancano le competenze per entrare nel merito e non mi interessa neanche averle (o fingere di averle, come amano fare tanti commentatori).

Mi soffermerò invece su alcuni aspetti che mi hanno colpito. Anzitutto, alla fine di un giro di Valzer durato circa 12 mesi, il Milan si ritrova in casa Higuain e Caldara, mentre la Juve ha in più il solo De Sciglio, oltre ovviamente ad un bel gruzzoletto, in buona parte rappresentato da un credito nei confronti del Milan. Bonucci, invece, ha fatto semplicemente (si fa per dire…) corsa di andata e ritorno.
A pensarci bene, questa storia è perlomeno sorprendente (per non dire del tutto incoerente), rispetto alla situazione dei due club. Se i bianconeri hanno storicamente i conti in ordine e la necessità di alzare costantemente il livello tecnico della loro rosa, i milanisti, per ammissione del loro stesso responsabile di mercato, dovrebbero avere anzitutto l’obiettivo di rientrare in parametri finanziariamente sostenibili. Tradotto: logica vorrebbe che fosse la Juve a dare soldi al Milan per prendersi giocatori di alto livello (se li avesse) e non il contrario. Invece, la Juve si è privata di una delle punte più prolifiche d’Europa e di un difensore che, a ventiquattro anni, è già più di una promessa, per avere in cambio un terzino mediocre, di cui il Milan non vedeva l’ora di disfarsi. Tutto questo, come ovvio che fosse (e ci mancherebbe!), non alla pari, ma con un sostanzioso esborso (al momento in gran parte virtuale) da parte dei rossoneri. Pare strano solo a me? Se per la Juve, tornando agli scacchi, si può pensare ad un “sacrifico”, la linea del Milan quale sarebbe?
Poche settimane fa, all’indomani dell’ennesimo cambio di proprietà, i rossoneri sono stati riammessi in Europa League per il rotto della cuffia, promettendo per l’ennesima volta che avrebbero risanato i conti. Subito dopo, si portano a casa un grandissimo attaccante, che però prende uno stipendio da paura (più alto dello stesso Bonucci, appena ceduto), ed un ottimo giovane, che comunque non arriva gratis. Un po’ come uno che vada in banca ad implorare al proprio direttore di rinnovargli un fido, nonostante ripetuti sconfinamenti, e il giorno dopo vada in concessionaria a comprare una fuoriserie. Vi pare logico?

Un altro aspetto singolare, ma sul quale ormai non c’è più da sorprendersi, è legato ai commenti dei giornali. Mi soffermerò su quelli più vicini alla Juve, che, tanto per cambiare, parlano di grande affare anche per i bianconeri (titolo della Stampa di ieri: “Affare per due” ). Come ho anticipato, non mi sogno nemmeno lontanamente di dare una valutazione tecnica dell’operazione (mentre, da tifoso, non nascondo che perdere in un solo colpo Higuain e Caldara a favore di una squadra che certo non amo mi scoccia parecchio), ma mi pare giusto evidenziare le consuete giravolte che la stampa amica compie per tranquillizzare i propri tifosi.
Prendiamo, per esempio, Tuttosport e le sue valutazioni su Caldara. Il 26 maggio, alla vigilia del suo arrivo in bianconero, iniziava un articolo proponendo il parallelo tra il giovane difensore e nientemeno che Gaetano Scirea: “sembra che qualcuno ne stia ripercorrendo la strada in maniera suggestiva”. Ora, al termine di un lungo articolo in cui il medesimo giornale spiega che questa per la Juve era ineluttabilmente l’unica “via d’uscita” (nonostante manchino diversi giorni alla fine del mercato), sentenzia: “dallo scambio (di Bonucci, ndr) con Caldara perde in prospettiva, ma guadagna nel presente perché Bonucci è ancora più forte dell’ex atalantino”.
Personalmente, non ho nulla contro Bonucci e, al contrario di gran parte dei tifosi bianconeri, non sono affatto dispiaciuto del suo rientro, ma se considerassi Caldara qualcosa di simile ad un nuovo Scirea (che, con tutto il rispetto per Leo, era di un altro pianeta), sarei incazzato come una iena per la sua cessione, anche se al suo posto fosse arrivato Bonucci con 7 anni in meno. Va comunque dato atto a Tuttosport di avere pubblicato ieri anche un articolo di Damascelli, che esprimeva senza mezzi termini la sua totale disapprovazione a questa operazione.

Alla fine dei conti, l’impressione è che chi ci racconta i fatti e tenta di spiegarceli, magari con il fine più o meno palese di “orientarci”, abbia competenze non troppo diverse dalle nostre, con l’unica differenza che molto spesso assistiamo a giravolte e dribbling verbali che, in confronto, quelli che fa Cristiano Ronaldo con il pallone sono roba da dilettanti. Ma alla fine va bene così: l’importante è non prenderli (e non prendersi) troppo sul serio.

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