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Attualità di E. LOFFREDO del 13/05/2019 13:49:58
Lo scopriremo solo vivendo

 

«Credo che abbiamo una rosa di assoluto valore, sia in Italia che in Europa, migliorarla sarà molto difficile. Se Allegri sarà sulla panchina della Juventus all'inizio della prossima stagione? Chi vivrà vedrà, aspettiamo». Con queste parole Pavel Nedved ha affrontato il tema dominante nell'ambiente bianconero.

Si è detto e scritto nei giorni scorsi di un Nedved favorevole al cambio di panchina e ben disposto ad un eventuale ritorno di Antonio Conte. Sulla stessa linea sembra essere Fabio Paratici. Sarebbe fortemente contrario Andrea Agnelli, che avrebbe stoppato con decisione tale possibilità. Scenario da molti raccontato e da nessuno smentito o contraddetto.

Con la stessa certezza nei giorni scorsi è stato scritto delle richieste di mercato di Allegri, che reclamerebbe maggior voce in capitolo e cinque sei acquisti per "migliorare" la rosa. In questa direzione leggiamo la frase di Allegri «Siamo arrivati ai quarti (di CL, ndr) in condizioni non ottimali per gli infortuni. Ci mancavano quattro-cinque giocatori pesanti». E se è vero che quanto fin qui è pacifico per mancata contestazione dei diretti interessati, allo stesso modo è pacifico che quello che si voleva smentire è stato smentito: clausola del 50% dei risultati raggiunti per la conferma automatica di Allegri e richiesta di aumento di ingaggio «Io soldi non ne chiedo, ho già un contratto».

Se quella che abbiamo raccontato fin qui è la reale situazione sulla scacchiera societaria, è evidente che vicepresidente e DG da una parte stanno sviluppando i pezzi, mentre dall'altra l'allenatore rimane arroccato in una posizione che attende solo le mosse della società. Ago della bilancia sarà dunque il presidente bianconero.

Questa situazione ci suggerisce due domande: in società vogliono ancora Allegri? I due "vicepremier" di Agnelli vorrebbero non continuare. Allegri vuole realmente rimanere? Il tecnico sembra voler provocare le mosse societarie con richieste di mercato che sa non realizzabili. A noi, ma è nostra sensazione, il tecnico dà l'idea di chi non vuole rinunciare all'ingaggio che avrebbe ancora garantito per un anno e che, nella migliore delle ipotesi (accordo già con altra società), vuole almeno una congrua buonuscita.

Quello che è certo dalle dichiarazioni di ieri è che almeno tra Nedved e Allegri c'è una certa distanza. Una differenza di vedute che è esagerato descrivere come una frattura, ma che comunque segna un solco. Se Nedved non è del partito di Allegri, quest'ultimo non è del partito di Paratici. L'allenatore che afferma che da sei mesi ritiene questa rosa migliorabile e perciò manchevole di qualche tassello non si fa amico chi ha fatto il mercato.

Ancora quarantotto ore e almeno i diretti interessati conosceranno le scelte di Agnelli, che dovrà per forza di cose aderire all'uno o all'altro pensiero. A quel punto se ancora ci saranno visioni divergenti (soprattutto sulle strategie di mercato), qualcuno in casa Juve sarà di troppo. Se questi sarà Allegri, Nedved o Paratici lo scopriremo solo vivendo. Proprio come ha affermato Nedved.

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