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Attualità di E. LOFFREDO del 05/02/2020 09:20:45
Commisso: prima gli italoamericani!

 

Da domenica pomeriggio «Rocco il breve» (autocitazione) esprime una forma di tracotanza verbale goffa sia qualitativamente che quantitativamente. Riprendendo il titolo di un vecchio quiz dobbiamo dire che Rocco non lascia, raddoppia. Anzi, moltiplica i suoi interventi nonostante l'invito di Gravina ad abbassare i toni.

Che Commisso continui a stracciarsi le vesti è preoccupante (per la sua salute), che invece i cosiddetti "professionisti" dell'informazione continuino a concedergli spazio - dandogli un'eco che il presidente viola mai aveva avuto -, è preoccupante per lo stato dell'informazione italiana. Liberi di continuare a stuzzicare le dichiarazione del presidente fiorentino, non saremo noi ad intraprendere una velata forma di censura. Il lettore, si spera, rimane libero di giudicare quello che vede e sente.

Il logorroico Commisso lunedì ha avuto uno scambio di battute anche con il presidente dell'AIA, Marcello Nicchi: «Sono gli arbitri italiani ad essere "disgustati" per quello che è stato detto». Pronta la risposta dell'italoamericano: «Se ha parlato male di noi serve una risposta riservata e formale. L'organizzazione degli arbitri è come quella dei giudici. Sa quante critiche prendono i giudici in USA e stanno zitti? Lo facciano anche loro».

Silenzio, parla Rocco! Un'intimazione al silenzio che il presidente viola aveva già manifestato allo Stadium e diretta a Nedved: «Non si deve mettere con me, io con lui non parlo, parlo con Agnelli, Nedved deve stare zitto». Il vicepresidente bianconero è stato bersagliato anche nel day-after della partita: «Non so chi gli dia quest'arroganza.Vada a casa sua». Cos'è, la declinazione fiorentina di uno slogan elettorale? "Prima gli italoamericani!".

«Non si deve mettere con me... deve stare zitto; Gli arbitri stiano zitti; vada a casa sua...». Ci chiediamo come mai di fronte a queste frasi nessun addetto ai lavori o dirigente federale si senta offeso e riconfini Commisso nel limbo che gli compete. Quel Gravina eccessivamente educato e tutti quei giornalisti con la bava per qualche altra dichiarazione del viola Commisso, non ce l'hanno un po' di dignità personale, professionale e istituzionale? O preferiscono forse viver come bruti?

Commisso vuole lanciare accuse e pretende che non gli si risponda! Vorremmo anche capire che significa «Se ha parlato male di noi serve una risposta riservata e formale». Una frase che, incastonata in tutto il polverone mediatico sollevato, rimanda a qualche forma di replica lontana dai riflettori, che sarà anche legittima, ma che detta a quel modo fa pensar male, «vengono cattivi pensieri» come si disse a Firenze anni fa.

Va bene progere l'altra guancia per stemperare gli animi, ma quando è troppo bisogna avere il coraggio di fermare la lingua troppo libera di Commisso. La procura federale si faccia ispirare da Alberto Sordi: "Rocco, m'hai provocato, io me te magno!". E a un certo punto anche un Agnelli (Andrea) dovrebbe farsi lupo! Ma aspetta e spera...
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