Perchè Guardiola fa giocare un centrocampista in difesa e non un difensore a centrocampo
Perchè Guardiola, senza Iniesta e Abidal, gioca lo stesso con tre punte vere
Perchè tu, al contrario del Pep, non solo giochi con 5 difensori, ma anche senza un attaccante vero.
Perchè hai messo ben tre giocatori fuori ruolo, ovvero Pepe a centrocampo, Ramos centrale anzichè terzino e C. Ronaldo centravanti anzichè ala.
Perchè Messi nelle partite che contano salta 5 uomini e fa gol, mentre C. Ronaldo ancora è lì che si lacca le unghie.
Perchè una tattica non è mai perfetta, anche se ieri sera ci è andata vicino ad esserlo, e se giochi il pallone per meno di un terzo del tempo del tuo avversario, può succedere che un difensore un pò esaltato entri come un criminale e si becchi la giusta espulsione.
Perchè l'anno scorso hai avuto sei, dico: sei errori clamorosi a favore, di cui ben tre, e tutti decisivi, proprio contro il Barça.
Perchè se Ovrebo svantaggiò il Chelsea al ritorno, all'andata fu l'altro arbitro, di cui non ricordo il nome, perchè anch'io come il Pep non ho il segretario, a danneggiare il Barça.
Perchè l'anno scorso Lazio-Inter fu più indecente di 100 Starck concentrati in una sola partita.
Perchè far passare il Barça come "Mafia" al cospetto del Real Madrid, è come far passare Paperino come milionario nei confronti di Paperone.
Perchè l'unico arbitro che ammise di essersi venduto una partita di Coppacampioni fu quel tizio che nella sfida spareggio Real-Juventus 3-1 di fine anni '50 regalò il passaggio del turno proprio ai blancos, dopo che Sivori espugnò il Bernabeu nella gara precedente, impresa allora considerata impossibile.
Perchè a Barcellona preparano le partite e non le radio che vomitano insinuazioni e calunnie sul doping presunto degli avversari.
Perchè ti è rimasto appiccicato addosso il puzzo del "fumus persecutionis" tipico dell'italiano medio; ma ora alleni la più grande e potente squadra di Spagna, caro Specialone e non la terza squadra d'Italia.
Perchè se vinci sei un fenomeno che fa miracoli, mentre se perdi te l'hanno rubata; ma la cosa la si può leggere tranquillamente anche al contrario, soprattutto se sei stato l'allenatore dell'Inter post 2006.
Perchè sei l'allenatore più bravo del mondo e diventa dura spiegare perchè l'allenatore più bravo del mondo, che allena il club più potente del mondo, giochi un catenaccio anni '70 in casa, toccando la palla per il solo 29% del tempo e in 11 contro 11.
Perchè il Barça gioca il football che si gioca in Paradiso, mentre il tuo Real ieri sera ha giocato il football del catenaccio italiano anni '70.
Perchè rimettere ogni tanto i piedi sulla terra è salutare. Saluta il Pep, maestro di tattica e nuovo Special One e il suo fantastico Barcellona.
F. Del Re
L'è minga un pirla!
Penso che tutti i lettori del forum sappiano cosa io pensi del Vate di Setubal. Che come allenatore non vale una cicca, ma come comunicatore meriterebbe il Premio Nobel. Di sicuro, come ci confermò lui stesso appena arrivato a Milano, “l’è minga un pirla!” e, dopo le sue recenti dichiarazioni, ne sono più che mai convinto. Ma andiamo con ordine. Dopo una settimana (macchè... una stagione!) passata a mettere le mani avanti secondo i metodi imparati alla Scuola milanese, con insinuazioni di bassa lega sugli arbitri, sull’avversario e su tutto il mondo che gira nello spazio senza fine con gli amori appena nati e con gli amori già finiti, arriva la sera del match, del “Clàsico”. Vero che l’arbitraggio non è immune da pecche (il cartellino “arancione” a Pepe diventa rosso forse anche in funzione della nomea del giocatore, ma questo è un film già visto con gente come Bruno, Montero e Melo) ma altrettanto vero che i Blaugrana giocano senza il giocatore –secondo me- più sottovalutato del secolo, l’immenso Iniesta, e che il Real scende in campo sul proprio terreno con un modulo che definire catenacciaro è generoso. Trapattoni dei tempi d’oro non avrebbe saputo fare di meglio. Già, ma lui era un difensivista, questo è un genio. Guarda te la vita, certe volte. E così Mourinho veste di nuovo i panni del Burinho, si fa cacciare dal campo e poi si presenta ai microfoni a vomitare insulti, insinuazioni e provocazioni. E qui casca l’asino. Perchè tratteggia l’avversario come avrebbe fatto con la Juve ai tempi dell’inter. Poteri forti, poteri oscuri, losche trame. Già. Mettiamo che abbia ragione. Che all’ombra della Sagrada Familia viva il novello Al Capone del calcio. Questa squadra dotata di tanto potere è quella che l’anno scorso è stata eliminata con rigori palesi non concessi ed una rete regolare annullata che avrebbe valso la qualificazione. Ed è strano che il Vate non se lo ricordi, perchè su “quell’altra” panchina sedeva proprio lui. Ed era proprio lui ad essere portato in trionfo dai suoi giocatori in quello stesso stadio dove ieri sfogava la sua rabbia. Già... Forse qualcosa si ricorda anche lui, infatti parla di “colossale impresa” compiuta l’anno scorso per eliminare questo 666 del calcio, questo mostro dall’immane potere. Praticamente, a quanto dice lui, il panettiere dell’angolo che da solo sconfigge Cosa Nostra a colpi di michette e bocconcini. Vada a raccontare questa storia anche a Kiev, a Londra, a Monaco. Forse sono curiosi di sentirla. Ma non la venga a raccontare a noi. Noi lo sappiamo da un pezzo che il vecchio ciccione vestito di rosso che scende dal camino non porta regali. O è uno spasimante della moglie, o è un topo d’appartamento.
L. Burzio
Mou e l'insostenibile leggerezza dell'essere
Che Mourinho sia il prototipo dell'allenatore della seconda squadra di Milano lo ha dimostrato quando, di fronte alla vittoria ottenuta dal Barça al Santiago Bernabeu, non ha trovato di meglio che accusare, l'arbitro, l'UEFA e Pep Guardiola.
Il super-one accusa il Barça di essere aiutato dagli arbitri (ho il sospetto che Moggi stia lavorando per i Catalani) accusa Pep Guardiola di vincere le Champios grazie ai favori arbitrali, perà super-one ha la memoria corta, non si ricorda gli arbitraggi che l'anno scorso gli hanno permesso di vincere la Champions? Forse ha dimenticato il reigore negato al Chelsea o il goal annullato allo stesso Barça contro l'Inter?
Super-one, solo alla corte dei miracoli di Appiano Gentile trova la sua connotazione naturale.
Quanto male faccia al calcio un Mourinho è sotto gli occhi di tutti, un consiglio per John Elkann ed i suoi mentori: perchè non assumerlo come DT della New Juventus? Lui e Blanc sarebbero la coppia perfetta per terminare l'opera di distruzione.
Che tristezza vedere seduto sulla panchina del Santiago Bernabeu, una delle panchine più prestigiose del mondo, un simile personaggio.
M. Sottosanti
Preghiere mediatiche
Ne è nato un caso, riportato nelle ultime ore da tutti i media, che ha di fatto messo sul piede di guerra i due principali club calcistici della penisola iberica: Real Madrid e Barcelona. Il Barça denuncia, il Real reagisce, questo, in pillole, il post-Clasico europeo. Il Barcellona presenterà denuncia presso la Uefa perchè prenda provvedimenti contro "le gravi accuse di Mourinho". Il segretario della Giunta, Toni Freixa, ha detto: "Ha superato il limite. È inaccettabile che qualcuno metta in discussione i nostri titoli e il nostro rapporto con l'Unicef".
Il Real Madrid passa al contrattacco. Proprio mentre la Uefa ufficializza l'apertura del procedimento disciplinare nei confronti di Josè Mourinho, il club "blanco" pubblica anche un video per dimostrare che Pepe non meritava il rosso e che tra il difensore madridista e Dani Alves non c'è contatto. Alla UEFA i comportamenti mantenuti da Real Madrid e Barcellona durante l'andata delle semifinale di Champions League non sono proprio piaciuti. Per questo la federazione continentale ha deciso di aprire un procedimento per andare a fondo su alcuni episodi plateali visti da tutti in tv. La federazione europea ha infatti deciso di indagare sull'espulsione di Pinto nel tunnel e anche sull'occasione in cui è stato dato il cartellino rosso a Pepe per l'entrata su Dani Alves, frangente in cui è stato allontanato dal campo anche José Mourinho. Soprattutto, però, per quanto riguarda lo Special One, la UEFA analizzerà le dichiarazioni post gara e le pesanti accuse mosse dal portoghese alla squadra catalana. A prescindere da come si risolverà il tutto, alcune note sono indispensabili. Chi era seduto davanti al televisore a gustarsi la semi-finale d'andata tra le due compagini, ha potuto nuovamente osservare come l'ennesima, generosa, espulsione ha favorito la formazione catalana. L'altra sera come negli ottavi di ritorno contro l'Arsenal, lo scorso anno con l'Inter come due anni prima nel match contro il Chelsea. In pratica: fino a quando in campo s'è giocato 11 contro 11 il Barcellona era fuori dai giochi, eliminato. Precisiamo: la forza tecnica del Barcellona è fuori discussione, la magia delle giocate del giocatore più forte al mondo sono fuori discussione, la capacità di gestire il possesso della sfera è altrettanto fuori discussione. Ma è altrettanto evidente che quel possesso palla, fino a quando s'è rimasti in campo con uguali forze, è sempre stato fine a se stesso: giocano, giocano, giocano ma le occasioni create rimangono pari a zero, niente, nulla. L'inerzia del match è sempre cambiata (e diversamente non potrebbe) nel momento in cui, prima un arbitro e poi l'altro, hanno permesso ai catalani di giocare con un uomo in più. Molti diranno: certo, se non prendi mai la palla e t'innervosisci facendo falli a ripetizione è normale che avvengano determinate decisioni. Falso. Non c'è espulsione di quelle citate che sia stata figlia di falli di frustrazione et simili, anzi, come dichiarato da più parti, i comportamenti anti-sportivi dei giocatori blaugrana testimoniano di gran lunga come certe decisioni derivino dall'aver simulato gesti e indotto gli arbitri a credere agli stessi. Rio Ferdinand (difensore Manchester United): "queste sceneggiate sono imbarazzanti, quando Pedro si rivedrà in tv cosa penserà. I giocatori di rugby rideranno del calcio e dei calciatori", scrive il centrale dei Red Devils (e probabile sfidante nella finale di Wembley) su Twitter, secondo quanto riportato dal sito del Real. Ferdinand parla anche di Dani Alves e del "fallo" che è costato il rosso a Pepe: "se un giorno mi vedete uscire dal campo in barella e subito dopo tornare sul terreno di gioco di corsa, beh allora siete autorizzati a fare un'entrata a piedi uniti su di me". Prendendo in esame le espulsioni di quest'anno (Arsenal e Real Madrid) è evidente che le decisioni "leggere" dei direttori di gara hanno permesso ai ragazzi di Guardiola di avere la meglio sull'avversario senza meriti. L'espulsione di Van Persie, sull'1-1 a 25 minuti dalla fine, è stata comminata dopo che l'attaccante olandese, in un'azione di gioco, ha calciato la sfera verso la porta blaugrana mezzo secondo dopo il fischio di Busacca per fuorigioco. Avete letto bene: in un ottavo di Champions League, con il Barcellona eliminato e con zero idee per superare la formazione di Wenger, è stato espulso un uomo non per un fallo da dietro, non per aver risposto in maniera colorita alla terna arbitrale e nemmeno per un gesto violento e antisportivo nei confronti di un avversario, ma semplicemente per aver calciato la sfera a gioco (quasi) fermo. L'altra sera, per un contrasto di gioco tra Pepe e Dani Alves, il signor Stark, in una semi-finale della massima competizione continentale per club, ha avuto la grande idea di buttare fuori il giocatore madridista, lasciando le "merengues" in dieci uomini, consentendo ai ragazzi di Guardiola di giocare in superiorità numerica e di superare gli acerrimi rivali. Sposo la tesi di Wenger: "Capisco certe parole a caldo, perchè ci sono passato anch'io con l'Arsenal ma non posso credere a una sceneggiatura". E ad una sceneggiatura non credo nemmeno io, ma è indiscutibile che quanto sta avvenendo da parecchi anni a questa parte sia stucchevole. Come stucchevoli sono le opinioni di tutti i media quando si parla di Barcellona. Loro sono bravi, sono buoni, sono belli, hanno sempre un sorriso disponibile. Questo, però, dovrebbe non rientrare nel terreno di gioco quando si gioca al calcio. Sono i più bravi, quelli che giocano un ottimo football, quelli che fanno di una filosofia una ragione di stile e di vita, ma sarebbe fondamentale che tutto questo venga realizzato senza dover sempre avere vantaggi, oggi come ieri, probabilmente come domani. Diciamocelo chiaro, un po' come ha fatto Mourinho l'altra sera: che il Barça prosegua in Champions League, arrivando alla finale, fa "comodo" a tutti, dai media agli sponsor, fino alla stessa Uefa. Saranno belli, bravi e buoni, ma la loro simpatia sta perdendo consensi, soprattutto quando, in diretta mondiale, per uno stupido fallo a pochi secondi dal termine la preghiera di Messi è servita per non prendere un giallo sacrosanto. Sia mai che in finale manchi il giocatore mediaticamente più importante del globo.
F. Zagari |