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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 03/05/2011 07:22:40
La Juventus addormentata

 

Ansia da prestazione. Mancanza di un leader che raccolga l’eredità di Alex. Assenza di idee.
Patiscono il confronto con il passato? In che misura è questo e in che misura dipende da una società assente e incompetente? Forse impotente? Che non pressa i giocatori? Che non li fa sentire al centro del progetto?
Il progetto sarà circoscritto allo stadio? I giocatori non si sentono protagonisti? E’ essere trasformati in asset che snatura una squadra di calcio? Che converte in freddo calcolo economico un gioco che dovrebbe essere acceso dalla passione?
Come possono dei calciatori affermati non sfoderare il cuore e il meglio del loro repertorio tecnico vestendo una maglia come quella della Juve? Si sentono già appagati dall’indossarla o forse non ne sopportano il peso? O percepiscono che manca l’aura di signoria che regnava prima di calciopoli?
E’ calciopoli il punto di non ritorno, il cancro con il quale faremo per sempre i conti? E’ diventato un alibi? E’ stato un suicidio, questo è certo. E’ capitato mai di dover rifondare una squadra direttamente in serie A? Con la responsabilità di dover essere grandi subito, senza il tempo di crescere? Senza spendere di colpo 250 milioni di euro come si è potuto permettere il Real Madrid, che pure sotto la guida del pervicace Mourinho non ha trovato subito una dimensione vincente e convincente? Ma tanto questi nemmeno lo vedono giocare il Real Madrid. E nemmeno il Barcellona o il Manchester United. Eppure dovrebbero, perché il football è bello. Quando lo giocano. E noi Juventini ce ne stiamo dimenticando. A forza di studiarlo dentro o tribunali. Un popolo di allenatori eravamo e siamo rimasti un drappello di avvocati. Quasi tutti improvvisati. Anche questo per amore.
Questa è una creatura che è stata stuprata. Ha bisogno anzitutto di una guida, di un sostegno psicologico, di certezze. Di ristabilire un ego. Di reinventarsi una personalità che assomigli a quella di prima, ma metabolizzi il trauma e ricomponendo le ferite torni a essere consapevole di sé. Ma soprattutto a desiderare ardentemente di consistere. Di farsi calcio.
Possono due ragazzini fare da garanti e tutor a una simile impresa? Non sarebbe stato più logico e sicuro mantenere almeno un legame con il prima? Non esonerare Bettega tanto tempestivamente?
Si può temere il confronto con il passato? Sono bambini che stanno giocando con il gioiello di famiglia? Si credono a torto già grandi? Sono essi stessi il gioco di qualcuno più grande di loro? Qualcuno che non ha ancora deciso cosa fare della Juventus?
Centrocampo? Possesso palla? Schemi? Gioco a memoria? Preparazione atletica? Depressioni varie e assortite? Vizi che uccidono l’autocontrollo? Allenatore poco carismatico? Società inesistente? Proprietà che riconosce priorità estranee allo sport?
Dubbi e domande che mi affollano la mente e comprendo ancora una volta che alla creatura divina e meravigliosa è stata rubata la bellezza e la memoria. Ma non so come fare per destarla. E ho bisogno di voi. E all’improvviso un bacio. E lo chiamano calcio.

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