Annunciato da
Giòn nell'aprile del 2010 e presentato esattamente un anno fa, l'esposto redatto dal piccolo di casa
Grande Stevens e firmato dall'ex trino
Blanc spegne oggi la sua prima candelina!
Il sintetico esposto chiedeva la revoca dello scudetto assegnato a tavolino all'Inter e, come ha più volte sottolineato lo stesso Giòn, la parità di trattamento per tutte le altre squadre in base a quanto è emerso durante il procedimento penale in corso a Napoli.
In questo anno abbiamo ascoltato e letto diverse volte i
«siamo vigili» o i
«siamo molto fiduciosi», ma in nessun caso la società ha osato pressare ufficialmente i destinatari dell'esposto. Così come non è stata mai avvertita la necessità di integrare quell'esposto con gli ulteriori fatti e le ulteriori prove indiziarie emerse anche negli ultimi 365 giorni.
A integrare le beffe invece ci hanno pensato Abete e Palazzi alla vigilia del compleanno di Giòn:
«L'attivazione dell'iter non parte per l'esposto della Juve». Snobbati con una frase; brutta fine ha fatto la Juve ma anche la famiglia Elkann. A fine campionato è probabile che quello scudetto venga revocato e non assegnato, ma non c'è alcun segnale positivo sulla richiesta di parità di trattamento.
Questo anno da
“vigilanti” serva da insegnamento a tutti noi quando altri
«fuochi di paglia» saranno annunciati alla piazza per intorpidirla e convincerla ad aspettare, seduti accanto a loro, il Godot di turno.
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