«Dobbiamo porci delle serie riflessioni» e «Niente è precluso», caspita che incipit! Si sarà svegliato?
«In questo momento dobbiamo aspettare le motivazioni della Corte di giustizia federale e poi la posizione dell'Alta corte di giustizia del Coni. A quel punto può di nuovo decadere tutto e bisogna valutare come si comporterà la Lega, una Lega che oggi ha deliberato con il voto di un presidente dimissionario. Dunque aspettiamo questi passaggi e nel frattempo valuteremo quelle che sono le azioni migliori per tutelare le società che investono nel calcio» … «La delibera può essere impugnata: non escludiamo nulla, magari usciamo da questa Lega e andiamo a giocare in un’altra Lega».
Frasi che i tifosi bianconeri si aspettavano già in quella prima conferenza di fine aprile 2010 e che hanno atteso per più di un anno. Peccato che siano arrivate in un contesto del tutto diverso da quello auspicato. Quando c’è da tutelare seriamente la Juventus, magari iniziando a individuare i colpevoli e avviando azioni di responsabilità, preferiscono rendersi complici piuttosto che «rappresentare i tifosi». Quando c’è da riprendersi gli scudetti, si limitano a essere vigili osservatori; custodi della culla in cui Palazzi, Abete e Petrucci giacciono sereni («per fortuna c’è il CONI che ci tutela»!).
Contrariamente, se c’è da passare a incassare qualche briciola, assistiamo al risveglio dei giusti e puri che utilizzano ogni strumento a disposizione per ottenere quello che vogliono. Finisce il tempo del silenzio, del basso profilo, e si passa a urlare e minacciare.
Tanto domani i loro giornali diranno che sono in arrivo Aguero, Higuain e Guardiola, chi se ne frega dell’onore!
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