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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. SOTTOSANTI del 15/05/2011 09:56:15
Un po’ di storia bianconera…

 

In questi giorni di esternazioni continue del cherubino Giòn Jacobo Filippo Elkann, vorrei dare sfogo ai ricordi del passato bianconero, perché la storia ci da delle lezioni per comprendere il presente e prepararci per il futuro.

Correva l'anno 1970 e Gianni Agnelli chiamò alla Juventus Italo Allodi artefice dell’inter di Angelo Moratti e dal 1967 ufficialmente inattivo; insieme ad Allodi arriva alla Juventus come allenatore un altro protagonista dell’Inter degli anni 60, il compianto Armando Picchi. I due arrivarono dopo una stagione anomala della Juventus: a fine ottobre 1969 fu esonerato Luis Catniglia sostituito da Ercole Rabitti, presidente all'epoca era Vittore Catella; l’esonero di un allenatore in casa Juventus fu un evento memorabile. Inutile dire che l'arrivo di Italo Allodi e Armando Picchi segnarono la prima "ricostruzione" della Juventus, infatti quell'anno si arrivò quarti ed in finale Coppa delle Fiere e l'anno successivo arrivò lo scudetto.

Arrivò un nuovo presidente, un certo Giampiero Boniperti da Barengo e qui iniziò il capolavoro dell'Avvocato. Italo Allodi non riscuoteva tutte le simpatie dell'Avvocato e affiancare ad Allodi Giampiero Boniperti è stato come mettere insieme il diavolo e l'acqua santa. Allodi all'epoca era una specie di "eminenza grigia" del calcio Italiano, re incontrastato del mercato, ascoltatissimo dagli organi federali e dalla lega; Boniperti da buon "contadino" mezzo piemontese e mezzo lombardo è sempre stato pragmatico, sempre un po' in ombra, mai si è detto o si è saputo esattamente quale e quanto fosse il suo potere nel mondo del Calcio, anche se ne ha avuto tantissimo.

Fu subito chiaro che il predestinato non sarebbe mai stato Italo Allodi che l'Avvocato portò alla Juventus per una scelta di necessità, per dare una svolta alla Società e iniziare a costruire una Juventus vincente nel tempo: Allodi serviva per far crescere Boniperti. Nel 1973 in totale stile Juventus, in silenzio, senza alcun segnale premonitore ecco che Allodi viene "rimosso" e la Juventus passa totalmente nella mani di Boniperti.

Facciamo un salto in avanti di 20 anni, stagione 1990/91, allenatore Gigi Maifredi l'inventore del calcio Champagne, portato alla Juventus dal vicepresidente esecutivo Luca Cordero di Montezzemolo, si proprio lui! Si pensò che una stagione così fosse irripetibile, settimo posto in campionato: un disastro!
L'Avvocato in silenzio, anche questa volta senza fare proclami, senza rivolgere accuse a nessuno, a fine stagione dà il benservito al filosofo del calcio champagne e al suo mentore, il vicepresidente esecutivo. Ancora una volta Boniperti è chiamato a riprende in mano la situazione, ritorna il Trap sulla panchina, aggiustamenti dell’organico e l’anno successivo secondo posto in campionato e finale di coppa Italia.

Se leggiamo la storia della Juventus vediamo che il pragmatismo e l’agire in maniera discreta, stando sempre fuori dalle luci dei riflettori, è sempre stata la caratteristica della Juventus. Le vicende di Allodi e di Luca di Montezzemolo sono state delle scosse forti all’ambiente, cambi traumatici se analizzati in termine di organizzazione ed equilibri di potere, ma le decisioni prese sono sempre seguite da risultati vincenti.

In questi giorni Giòn va sbandierando ai quattro venti che la Juventus ha un piano (altra parola che assieme a progetto mi fanno venire l’orticaria) e la “famiglia” è pronta a sostenerlo.

Ing. John Jacob Philip Elkann la sua preparazione manageriale è indiscutibile, ha studiato negli USA ed è cresciuto a pane e finanza; penso però a un ragazzo che moltissimi anni fa arrivò a Torino da Barengo per tirare calci a un pallone, quel ragazzo mezzo piemontese e mezzo lombardo che non ha studiato negli USA e non è cresciuto a pane e finanza, fu scelto da suo nonno per fare grande la Juventus e ci riuscì con successo.

Ing. John Jacob Philip Elkann sa perché suo nonno si fidò di Giampiero Boniperti, se lo è mai chiesto? Si è mai domandato perché suo nonno e suo zio non sono mai andati dichiarando ai quattro venti che avrebbero sostenuto economicamente la squadra? Si è mai posto la domanda del perché la Juventus prima del suo arrivo incuteva rispetto?

Ing. John Jacob Philip Elkann suo nonno e suo zio per fare grande la Juventus hanno sempre scelto persone che di calcio ne capivano, alcuni come Giampiero Boniperti riscuotevano stima e affetto, ad altri come Italo Allodi furono riconosciute le loro competenze e capacità professionali; per Gianni e Umberto Agnelli quello che contava era il risultato sportivo che doveva essere solo uno: raggiungere la vittoria.

Per concludere vorrei ricordarle due frasi celebri di suo nonno Gianni Agnalli:
alla domanda “Vinca la Juve o vinca il migliore?” Suo nonno rispose “Sono fortunato spesso le due cose coincidono”;
“la Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni”.

Per noi che amiamo la Juventus oggi, Ing. John Jacob Philip Elkann lei sta dandoci il peggior spettacolo possibile e moltissime delusioni...
 
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