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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 19/05/2011 07:45:18
Una radiazione che infiamma calciopoli

 

Uno dei luoghi comuni delle storie tinte di giallo e nero è quello che vede l’assassino tornare sul luogo del delitto. Si torna infatti all’hotel “Parco dei Principi” di Roma, che nel 2006 ospitò il processo sportivo di calciopoli, per l’udienza relativa al nuovo processo che la FIGC ha istruito per la proposta di radiazione nei confronti di Moggi, Giraudo e Mazzini. La proposta è pendente dal 2006, quando si ebbero le sentenze della giustizia sportiva, ma da allora molte cose sono cambiate. Anzitutto la normativa, che all’epoca dei fatti lasciava al Presidente della FIGC la decisione. Dopo una prima interpretazione per la quale la radiazione doveva intendersi come automatica, Abete ha cercato di coinvolgere il CONI, che gli ha restituito il favore. Il Consiglio Federale ha elaborato allora una norma che prevede un procedimento disciplinare con primo e secondo grado di giudizio comprendente un contraddittorio.

La data scelta del 19 maggio, precedente di un giorno il pronunciamento della Corte di Appello sulla richiesta di ricusazione contro la Giudice Casoria, ha destato stupore, ma ha riacceso prepotentemente, almeno per chi ne ha seguito in questi anni gli sviluppi, i riflettori su calciopoli.

Il sapiente incastro di date ha provocato un ulteriore disagio per i soggetti sottoposti a giudizio, che potrebbero ritrovarsi radiati a un passo da una sentenza, quella di Napoli, che dovrebbe riscrivere la storia del calcio italiano e dei suoi scandali. La proposta di radiazione è basata sul quadro accusatorio messo a disposizione dalle indagini nel 2006 e sugli esiti del processo sportivo e potrebbe tenere conto della sentenza di primo grado del processo celebrato con rito breve contro Giraudo, di colpevolezza. Le contromosse non hanno tardato ad arrivare. La prima ad opera di Innocenzo Mazzini, che il 2 aprile ha presentato un ricorso attraverso gli avvocati Tortorella e Viciconte all’Alta Corte del Coni, che ha disposto un’istruttoria per il 23 maggio chiedendo informazioni alla FIGC, facendo pensare a un rinvio dell’udienza del 19. Lo stesso Mazzini ha spiegato ai microfoni di Radio Radio giorno 5 maggio, nel corso della trasmissione “Il Bianco e il Nero”, le motivazioni del ricorso: "Abbiamo ottenuto il nostro ricorso sul provvedimento Figc che affidava la proposta di radiazione ad un altro processo dopo che avevamo già sostenuto quello del 2006, prima si faceva alla Caf e poi alla Corte Federale mentre ora si chiama Corte di Giustizia Federale di secondo grado… abbiamo riscontrato dei fatti pregiudiziali: primo sono stati cambiati i regolamenti da allora e saremmo stati giudicati sotto il nuovo regolamento in modo errato perché noi imputati sottostavamo al vecchio regolamento, secondo noi avremmo dovuto appellarci alla stessa Corte che già si era espressa su di noi dicendo che eravamo automaticamente radiati, come sarebbe credibile una cosa del genere?”.

La seconda reazione è arrivata da Luciano Moggi, che a sorpresa, come abbiamo appreso da un paio di giorni, ha presentato attraverso l’avvocato Prioreschi istanza di ricusazione per motivi di diritto contro il giudice sportivo destinato a presiedere la Commissione Disciplinare nel procedimento di radiazione. Quella che ha tutto il sapore di una rivincita dell’ex dg della Juventus si basa sull’art. 28 del CGS, per il quale gli incolpati possono richiedere la ricusazione dei giudici. Tuttosport spiega: “L’articolo 28 al punto 4 fa espresso richiamo al Codice di procedura civile (così l’hanno scritto nel 2007) per le modalità di applica¬zione del principio… il rimando al codice di procedura civile (articoli 51, comma 4, e 52) prevede che in caso di ricusazione del giudice si pervenga ad una immediata sospensione del procedimento. In attesa che un’altra commissione, senza Artico al ver¬tice, decida sulla richiesta di Moggi, che a memoria d’uomo federale è la prima” . La motivazione della richiesta di ricusazione del giudice Sergio Artico è basata sul fatto che aveva presieduto la Commissione Disciplinare Nazionale che aveva condannato tra gli altri Luciano Moggi nel procedimento della giustizia sportiva relativo alle sim svizzere, come si evince dal comunicato ufficiale della FICG n. 13 CDN del 06.08.2008.

Calciopoli sembra destinato a fare scuola, poiché anche quella della signora Teresa Casoria sembra essere la prima ricusazione di un giudice portata avanti dai pm e non dalle difese. Ma sembra sempre più correre parallelamente sui binari della giustizia sportiva e ordinaria. La squalifica dei radiandi scade il 30 giugno 2011, quando saranno compiuti i cinque anni previsti. Non è chiaro se il nuovo iter sia stato studiato per tenerli lontani a lungo dal mondo del calcio , trascinandoli attraverso i gradi di giudizio e preservando la FIGC da eventuali richieste di risarcimento, poiché sarebbe impossibile che gli avvocati degli imputati non si presentassero alla Disciplinare chiedendo l’acquisizione delle nuove intercettazioni e degli interrogatori di Napoli, oppure un modo di agevolare il loro rientro senza procedere alla revisione delle sentenze sportive. Una delle dichiarazioni sottoscritte da Sergio Artico nel documento citato riguardava i rapporti tra Nucini e Facchetti, sui quali non erano stati accertati fatti censurabili. Le dichiarazioni rese dallo stesso Nucini al processo di Napoli hanno scritto un’altra versione della storia.

Massimo Moratti ha dichiarato in un’intervista concessa a “Le Iene Show” in questi giorni: “Le magagne durante calciopoli c’erano sicuramente, ragion per cui li hanno beccati, e forse ci saranno state anche prima, avevano la fortuna che nessuno li intercettasse”. Anche in questo caso non si è fatta attendere la risposta di Moggi, ai microfoni di Radiosportiva: “Al processo Telecom io sono parte lesa e chiederò i danni, il presidente di Telecom era Tronchetti Provera, Moratti era nel Consiglio di Telecom, non c´è altro da dire sulle intercettazioni. L´Inter non era intercettata, Telecom era loro... Vorrei che Moratti stesse zitto, anche per la questione dei passaporti falsi. Hanno utilizzato Nucini per due anni, roba da retrocessione immediata. Il processo sportivo ha detto che non c´erano illeciti da parte della Juve, questa è la verità”.

Secondo La Repubblica, Innocenzo Mazzini ne ha fatto una questione di principio, Moggi e Giraudo vorrebbero tornare a lavorare nel mondo del calcio. Il primo perché gli chiedono ancora consulenze, il secondo presso un club belga, ragione per la quale avrebbe ingaggiato l’avvocato Dupont del caso Bosman.


Se la Corte d'appello dovesse accogliere l'istanza di ricusazione dovrebbe anche dichiarare quali atti compiuti possano conservare efficacia nel prosieguo del giudizio (altro concetto è quello di utilizzabilità, che riguarda la possibilità che il tribunale fondi il proprio convincimento su un determinato atto "utilizzandolo", per l'appunto, quale prova; sull'utilizzabilità degli atti di cui eventualmente la Corte d'appello dovesse confermare l'efficacia deciderà sempre il tribunale in nuova composizione).
Se la Corte d'appello dimentica di pronunciarsi sull'efficacia degli atti finora compiuti dal tribunale, nessun atto potrà conservare efficacia nel prosieguo del giudizio. Entro luglio il processo di Napoli, qualora la giudice Casoria non venisse ricusata, potrebbe arrivare a sentenza e sempre a luglio è fissato l’Appello per il processo Giraudo. A giugno il procuratore Palazzi dovrebbe consegnare alla FIGC il suo responso in merito all’esposto presentato il 10 maggio dell’anno scorso da Andrea Agnelli sull’attesa revoca all’Inter dello scudetto a suo tempo revocato alla Juventus.

Vanity Fair ci informa attraverso un sondaggio della Ipsos su calciopoli che più di un terzo degli interpellati ritengono che il fenomeno dell’illegalità nel mondo del calcio sia aumentato, mentre è scarsissima la fiducia nella FIGC, nella Lega e negli organi di giustizia sportiva.

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