Come anticipato, da queste pagine, poco più di un mese fa, l'avvio del procedimento ha messo alla luce quella che è la sua vera natura. Nessuno stupore per le richieste di Palazzi, che si limita ad interpretare il suo ruolo di accusatore. Interessanti sono invece le diverse posizioni assunte dai personaggi sotto i riflettori.
I legali di
Giraudo hanno, di fatto, dato a capire che gli starebbe bene l'aver scontato i cinque anni di squalifica e si oppongono solo alla radiazione, minacciando di rivolgersi ai tribunali europei in caso di ulteriore condanna. Krogh arriva a dire che Giraudo ha imparato la lezione, che cercherà «di non ricadere in quei comportamenti» che lo hanno portato alla squalifica. Un'ammissione di colpa bella e buona,
alla Zaccone, che farà contenti quanti attendono di procedere contro Giraudo in sede civile. Galasso si riallaccia alla “buona condotta”, evidenziata dal collega, parlando di «grande lealtà da parte di Giraudo nei confronti dell'istutizione calcistica» e richiama il buon senso. Come temevo, il procedimento ha assunto così tutti i tratti di una richiesta di patteggiamento da smaltire subito o in appello.
Diverso l'atteggiamento dei legali di Luciano
Moggi che, con la ricusazione, non hanno cestinato il procedimento ma solo rinviato l'esito. Un'operazione che consentirà di vederci più chiaro, prendendo la decisione finale dopo il giudizio di Giraudo, il verdetto del Coni e, se i tempi si dilateranno ulteriormente, con la sentenza napoletana di primo grado in pugno oltre alla squalifica scontata in toto.
Unico a farne ancora una questione di principio è
Mazzini che, tramite l'avvocato Tortorella, attacca frontalmente la natura stessa del procedimento e ricorda il rischio di una spaccatura col Coni. Mazzini infatti è l'unico ad essersi subito mosso per stroncare l'ennesimo procedimento farsa e attende oggi la risposta da parte dell'Alta Corte del Coni.
«Si doveva attendere l'accertamento del fatto: ci può essere il proscioglimento in sede penale, la rilevanza di quella condotta può essere diversa, ma il fatto lo può accertare solo il giudice penale. Le sentenze rese sono di condanna già per la gravità del fatto: che stiamo decidendo, allora? Decidiamo se le condotte di allora col metro di oggi siano o meno gravi? Davvero atipico, fantasioso. Non posso che sperare che l'Alta Corte dia traiettorie a questa delibera, ricordando a Palazzi che l'atto può essere immediatamente lesivo: Mazzini è stato già leso, perché è sottoposto ad un nuovo procedimento. Un nuovo dramma processuale: è già una lesione dei diritti di Mazzini.», «In questo deferimento c'è solo il riferimento alla norma approvata dalla Figc che non sappiamo ancora se sia legittima. E nel deferimento non ci sono riferimenti alle singole condotte di violazione: qui hanno deferito senza capi d'incolpazione.»; sarà difficile far digerire a Mazzini un “patteggiamento”...
Link alle dichiarazioni riprese da TuttoSportIl procedimento anti-revisione /1