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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 27/05/2011 07:38:59
Le amnesie di Narducci

 

Udienza nuova, storia vecchia, al processo di Napoli. Narducci ci propone un altro tuffo nel passato, come se in questi due anni e passa trascorsi ad ascoltare deposizioni nessuno lo avesse messo al corrente dei fatti nuovi e delle nuove prove emerse in aula. La sua requisitoria prosegue sulla base dei soli elementi prodotti in fase di istruttoria.

Prima però si fa avanti l’avvocato di Paolo Bergamo, Mariano Fabiani e Maria Grazia Fazi, Silvia Morescanti, chiedendo un rinvio del processo al 20 ottobre a causa di una gravidanza e ricevendo una risposta negativa dalla giudice Casoria, sempre intenzionata a portare avanti il processo in maniera spedita, ricusazione permettendo. Il 31 non ci sarà sosta per il ballottaggio elettorale, mentre per il 14 giugno, a causa dei referendum, si deciderà in seguito. A Narducci spetta di concludere la trattazione riguardo all’associazione a delinquere, per passare la parola a Capuano sulla frode sportiva. Mazzei nomina come difensore l’avvocato di Bertini, Mauro Messeri.

Allacciate le cinture, comincia il viaggio nel tempo. Narducci si butta senza paracadute sui sorteggi truccati e punta su Zamparini. Il sorteggio viene diviso in tre fasi distinte: griglia, estrazione e designazione di assistenti e quarto uomo. Tornano gli spettri dei colpi di tosse e delle palline ammaccate e usurate, ma pur essendo stati abbondantemente vanificati dalle testimonianze dei notai Ioli e Tavassi e dei giornalisti che prendevano parte al sorteggio, il pm insiste che servissero per potere operare l'estrazione secondo piani predisposti, ponendo l’accento sulle testimonianze di Galati e Martini. Cita a sostegno delle sue tesi anche alcune intercettazioni, nelle quali “si torna a parlare di quello che è accaduto su questa storia con un linguaggio che è chiaro come quello di quando parlano di padroni e di referenti” . Tornano in mente le intercettazioni tra Meani e Collina, soprattutto quella relativa al presunto incontro presso il ristorante di Lodi e tra Meani e Galliani, con le disposizioni sul tenere basse o alte le bandierine o su come fare slittare di una giornata il calendario delle partite di campionato, ma anche sulle richieste di calore da parte di un designatore al presidente di Milan e Lega.
I ricordi si focalizzano sulla grigliata di Facchetti e i suoi consigli per l’uso, ma Narducci accusa un’amnesia. Anche se c’è da dire che ogni tanto, come ha sottolineato l’avvocato Prioreschi in un’intervista a SKY, si concede “punti di fantasia notevoli , mi riferisco alla parte che riguarda i sorteggi dove il Pubblico Ministero ha tirato fuori dal suo cilindro il coniglio sul fatto che prima si facevano i sorteggi degli arbitri e poi quelli delle squadre; e questo non risulta da nessuna parte, è un’invenzione proprio del Pubblico Ministero”. Mentre in concomitanza con alcune deposizioni che non si incastrano con le sue congetture, sembra fare ritorno alla realtà.

E’ così che i testimoni ascoltati durante il processo si guadagnano la palma della credibilità. Se infatti Nucini è attendibile, nonostante le versioni del presunto incontro al Concord siano diverse a ogni deposizione resa e lo stesso valga per la sim che avrebbe ricevuto da Fabiani e la chiacchierata con la Boccassini, non lo è Ancelotti, che non conferma quello che invece avrebbe dovuto, ma di sicuro merita attenzione Zamparini. Si ricorderà che fu chiamato a testimoniare in seguito a un’intervista a Radio Radio del 19 aprile scorso, nella quale aveva raccontato che durante un incontro con Moggi, questi avrebbe fatto una telefonata per ottenere la designazione dell’arbitro Rizzoli per il Palermo. Se da una parte Zamparini non è stato in grado di collocare nel tempo la telefonata, e perciò non si può stabilire se avvenne prima o dopo che il sorteggio era stato effettuato, a condurlo a termine davanti al notaio Ioli fu proprio Manfredi Martino, che pertanto avrebbe dovuto truccarlo. Ci tocca ripetere per l’ennesima volta che se il tribunale di Napoli ammettesse che i sorteggi erano truccati, entrerebbe in conflitto con la sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Roma che ha smentito già nel 2007 che lo fossero, in una causa intentata e vinta dai designatori ai danni del giornalista Teotino. Quanto al fatto che Moggi conoscesse prima le designazioni, ancora una volta Narducci disconosce la storia del processo di calciopoli, che integratosi con le intercettazioni scoperte dal perito Penta e facenti parte, “piaccia o non piaccia”, del fascicolo processuale, ci ha svelato da tempo che sia Facchetti che Meani erano capaci di batterlo sul tempo di qualche ora buona. Sbugiardando l’ennesima leggenda metropolitana costruita intorno alla cupola.

Come nel caso delle cene tra Moggi, Giraudo, i designatori, Lanese, Mazzini e la Fazi. Definite da Narducci momenti riservati, erano invece aperte a tutti. Non ne era escluso Facchetti, ma ne organizzava persino Sacchi, come abbiamo appreso sotto giuramento lo scorso marzo nel corso della deposizione del dirigente del Parma Baraldi. Le deposizioni di Gianfelice Facchetti e di Danilo Nucini hanno fatto già luce sui rapporti di un dirigente dell’Inter con un arbitro in attività, ripagati con colloqui di lavoro, ma anche questa volta Narducci è riuscito a colmare un’altra lacuna nella frammentata e selettiva esposizione dei fatti riguardanti calciopoli nella quale si è rimasti a lungo impantanati. Pur ricadendo nella solita serie di errori grossolani che ancora popolano sentenze e requisitorie. Ricorderete come nelle motivazioni della sentenza Giraudo di primo grado, l’ex DA della Juventus e Dondarini siano rimasti vittime a loro volta delle amnesie di De Gregorio, con le incongruenze rispettivamente sui commenti alla partita Udinese Brescia del 26/09/2004, avvenuti a partita già giocata e su un goal mai segnato ma inspiegabilmente annullato dall’arbitro al Chievo.

Narducci non si fa mancare l’episodio di Paparesta, ma si sofferma anche sulla possibilità riservata agli arbitri amici di fare carriera favorendo la Juventus, citando un’intercettazione nella quale Bergamo e la signora Fazi ridacchiano sulla possibilità di poter finalmente farla pagare a Pieri in prossimità di un Reggina Palermo che non vede coinvolta la Juve. Peccato che l’arbitro amico della cupola stesse già scontando con l’estromissione per tutta la stagione dalla prima griglia proprio un errore di due settimane prima in un Bologna Juventus, nel quale aveva assegnato ai bianconeri una punizione che non c’era, dalla quale però Nedved aveva tirato fuori un gran goal.

Le ultime battute della requisitoria riguardano il caso Scardina, all’epoca dei fatti di calciopoli caporedattore di RaiSport con delega al calcio, secondo l’accusa adepto della cupola con il compito di confezionare servizi che mettessero in luce le belle qualità della Juventus e di favorire quella schiappa di inviato che era Ciro Venerato ai danni della bravissima giornalista Francesca Sanipoli. Secondo la deposizione di Giubilo però la Sanipoli era un’inviata e Venerato un collaboratore esterno con mansioni di redigere servizi di colore. Una sentenza del tribunale di Roma depositata agli atti del processo dal legale di Scardina ha chiarito che non c’è stata alcuna azione di mobbing da parte della Rai nei confronti della giornalista, che invece aveva volontariamente rinunciato per motivi personali in diverse circostanze ad alcuni incarichi, tra i quali seguire da inviato una Coppa Intercontinentale. In sostanza Scardina proponeva gli inviati che poi dovevano essere approvati dai vicedirettori e dal direttore Maffei.

Nonostante le amnesie e gli inviti della giudice Casoria alla sintesi, Narducci è finalmente riuscito in 20 ore a completare la sua requisitoria, senza che Capuano abbia potuto ancora pronunciare una sola parola.

Non sarà difficile per le difese smontare il suo decrepito castello di accuse, ma un risultato lo ha già raggiunto: l’allungamento di una settimana dei tempi della sentenza, che già si è allontanata nel tempo dal 12 al 19 luglio. Poco a poco non vorremmo si perdesse nelle nebbie di Avalon. Lì, secondo la leggenda, riposa Artù nell’attesa di tornare quando il mondo sentirà la sua mancanza. I Cavalieri della Tavola Rotonda rappresentano la ricerca umana della luce intesa come purezza, redenzione nella giustizia e nel coraggio. I tempi sembrano maturi.

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