Domenica 22 Maggio con la fine del campionato di serie A si è conclusa anche la trasmissione per noi espatriati “La Giostra dei Gol” e devo ringraziare RAI International che mi ha evitato l’ultimo travaso di bile
non trasmettendo la partita Juventus - Napoli. Ma non è di Juventus Napoli che intendo parlare e neppure fare una critica alla trasmissione, vorrei invece prendere spunto da alcune situazioni televisive per fare delle riflessioni.
Sono mesi che per vedere una gara della Juventus, se non è un anticipo o un posticipo, ho dovuto scovare un canale locale Venezuelano che ha avuto il
coraggio di trasmette alcune partite.
La diminuzione di visibilità della Juventus a mio avviso, da la misura di quanto sia il valore perso da questa squadra e da questa Società. Come dicevo prima, solo RAI International trasmette tutti gli anticipi e posticipi e ci da la possibilità di vedere le gare della Juventus;
a ESPN e FOX Sport la Juventus non interessa più, meglio il calcio olandese o una gara di golf.
Voglio invece dare atto a Italo Cucci, con il quale in passato non sono stato certo tenero, di aver fatto un intervento molto interessante e che condivido pienamente.
Il cronista, nel corso de “La Giostra dei Gol” di domenica 22 maggio, ha detto che alle celebrazioni finali di questo Campionato
“mancava una curva”, quella della Juventus. Non posso dargli torto; è infatti da troppo tempo che manca “la curva” bianconera;
da troppo tempo non si parla più della Juventus se non per ricordare com’era o per piangere su come è diventata.
Vorrei sottolineare un altro passaggio che reputo ancor più interessante. Italo Cucci sostiene che noi Juventini
dovremmo essere molto più critici con la Dirigenza e la Proprietà piuttosto che sprecare energie nei vari siti e blog a criticare chi critica la Juventus.
Pur avendolo duramente criticato in passato e come continuerò a fare se necessario in futuro, oggi appoggio questa considerazione. Ha ragione quando dice che molte voci bianconere attaccando i media perdono di vista la causa della crisi profonda in cui versa la Juvetus. Da un lato credo ci sia buona fede: la passione per i colori bianconeri ci fa soffrire nel sentire le critiche che vengono rivolte alla Juventus, così come duole vedere che lo spazio dedicato alla Vecchia Signora non è superiore a quello dedicato al Chievo (con tutto rispetto per il Chievo).
Da un altro lato credo invece che non si possa parlare di buona fede, anzi, penso che ci siano
dei personaggi che per tornaconto personale, usano la passione dei tifosi esasperati. E’ su questo aspetto che vorrei focalizzare ulteriormente l’attenzione.
Indubbiamente siamo di fronte ad una Juventus che dal 2006 si è snaturata, ma di chi sono le responsabilità? Dei giornalisti? Della FIGC? Dell’Inter?
No, obbiettivamente di nessuno di loro.
Le responsabilità sono tutte concentrate in chi rappresenta la Juventus, in chi la gestisce, in chi ha il potere di deciderne le sorti:sono loro i responsabili della decadenza della Juventus. Gli altri non si disperano certamente, al contrario ne sono felici.
E’ vero che mai si è vista una Juventus così debole: sportivamente ma anche nel far valere le proprie ragioni.
Ora che lo tzunami è passato, tutti si
stanno rendendo conto che il calcio Italiano, senza la Juventus, è un calcio più povero tecnicamente ed economicamente. Anche i forcaioli, oramai, riconoscono l’errore enorme che fu fatto nel 2006.
I media non sono esenti da colpe perchè nel 2006 molti giornalisti hanno fatto si che si realizzasse il
progetto: c’è chi l’ha fatto per tornaconto personale, chi per rancore e chi semplicemente perchè non ha il coraggio di essere scomodo. Pochissimi di loro hanno avuto il coraggio di fare emergere la verità, quindi se è condivisibile la critica attuale, non è condivisibile l’atteggiamento di molti addetti ai lavori che adesso, con
falso buonismo riconoscono l’enormità della pena comminata alla sola Juventus nel 2006.
La
Exor in questi anni è riuscita quasi a defilarsi dalle sue responsabilità e l’ha fatto bene. L’ha fatto
costruendo delle aspettative ad ogni inizio di stagione, che puntualmente svanivano da Natale in avanti; l’ha fatto pagando dei dipendenti che hanno assunto delle cariche che li ha portati ad essere accusati di incapacità; l’ha fatto mettendo Andrea Agnelli alla Presidenza della Juventus per dimostrare che neppure lui, il più amato dai tifosi, è riuscito ad ottenere i risultati che è giusto pretendere dalla Juventus.
Credo che stiamo rasentando il fondo del barile e la risalita non sarà certamente semplice né rapida, però se continuiamo a firmare assegni in bianco a questa Proprietà e a questa Dirigenza, tra un anno potremmo ritrovarci a
festeggiare la permanenza in serie A. La Juventus quella vera è sempre cresciuta e ha costruito le sue vittorie anche grazie alla passione di chi l’ha guidata; senza la passione di Gianni e Umberto Agnelli non ci sarebbe mai stata Juventus.
Io credo che per far rinascere la Juventus, quella vera, in questo particolare momento debba esserci
un’assunzione di responsabilità di chi la guida. La Juventus non deve essere merce di scambio.
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