Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di P. CICCONOFRI del 01/06/2011 10:16:17
Calciopoli: le ultime cartucce

 

Narducci e Capuano hanno terminato la loro requisitoria. Come era prevedibile, ma non certamente auspicabile, il procedimento durato più di due anni non ha portato nessun elemento di novità: il teorema si regge ancora sulle supposizioni, e con le stesse modalità che abbiamo imparato a distinguere e da cui stiamo ancora difendendo.

Uno dei teste chiave della pubblica accusa è Manfredi Martino, uno dei pochi non travolti da calciopoli nonostante alcuni riscontri avrebbero pur dovuto coinvolgerlo (ricordate gli sms e le telefonate con l’addetto agli arbitri del Milan, Meani?). Ma la sua figura si presta bene a quello che è il preciso ruolo che i pm hanno voluto riservargli, preparandogli il terreno per renderlo un personaggio credibile soprattutto grazie al sostegno mediatico. Ricordate a questo proposito l’enfasi e lo spazio dedicato dalla Gazzetta dello Sport dopo la sua deposizione in aula? Il giornale rosa titolava con questo virgolettato: “ecco come truccavano i sorteggi” . Il meccanismo è sempre lo stesso: si decide la linea da far passare, e come farla passare, per poi procedere alla diffusione e al condizionamento con l’appoggio di tutti quei media colpevolisti che ancora prestano il fianco e si rendono garanti della teoria farsopoliana.

Altra pedina fondamentale dei pm per ribadire la teoria dei sorteggi truccati, è rappresentata l’esuberante patron rosanero, Zamparini, grazie ad alcune sue dichiarazioni. Non è importante e non interessa riportare qui le sue precise parole, ché tali sono rimaste non essendo poi state supportate da prove e fatti, ma è fondamentale riflettere sulla loro strumentalizzazione. La credibilità del teste, in mancanza di quella concretezza necessaria per asserire che le parole hanno un loro fondamento, è possibile valutarla, in questo caso, anche seguendo quello che è un modus comportamentale di Zamparini. Proprio qualche giorno fa, a conclusione della finale di Coppa Italia disputata dal suo Palermo contro l’Inter, non ha esitato a dichiarare: “L'Inter è la Banda Bassotti, sanno solo rubare. Moratti? Si definisce da solo, se non si vergogna lui...”, per poi rettificare la mattina successiva, rimangiandosi ogni sillaba. Inoltre la scorsa settimana aveva dichiarato, proprio in risposta ad una domanda su calciopoli: “La verità è che hanno colpito le persone invece di colpire le istituzioni. Calciopoli è nata perché in 50 anni abbiamo avuto a che fare con istituzioni sbagliate, e alla fine ha pagato un solo dipendente. E colpire Giraudo e Moggi non è servito a nulla, loro sono solo stati i più bravi a muoversi nel sistema che poi li ha fatti fuori perché erano pure i più forti”. Tutto e il contrario di tutto, ma che rende chiaro anche in questo caso, un metodo collaudato, quello del taglia cuci, decontestualizzando parole ed eventi e ricontestualizzandoli a piacimento in base alla convenienza , proprio come fatto per le dichiarazioni di Zamparini. Potrebbe essere un argomento da bar sport, ma continuare a riproporlo come prova per un procedimento penale rende bene l’idea di come si navighi a vista…

Altro “cavallo di troia”, oltre a Nucini, è rappresentato dalle intercettazioni. Narducci e Capuano ne parlano continuamente(fino allo sfinimento) e le definiscono chiaramente, interpretandole a loro piacimento, come esempio che chiarisce il rapporto tra padrone e referente. Non entrando, neanche in questo caso nel merito di queste intercettazioni, è comunque inaccettabile che a fronte di comportamenti tenuti dalla quasi totalità dei rappresentanti del calcio professionistico, con prove emerse anche in dibattimento -come, ad esempio, quelle emerse dalla lettura delle nuove intercettazioni-, venga totalmente evitato anche il semplice confronto. Stesso sistema con cui vengono affrontati altri temi, come quello degli incontri riservati, delle grigliate e delle designazioni per la Coppa Italia: si evita volutamente di parlare di una generalità di comportamenti.

Abbiamo sempre affermato che calciopoli ha sconsacrato quanto di vero c’è nello sport, rappresentato dalle vittorie ottenute sul campo. Si mettono in dubbio le parole degli uomini di campo, da Ancelotti ai vari assistenti e arbitri nonché osservatori che hanno reso la loro deposizione sotto giuramento. Ancora una volta Narducci prima e Capuano dopo, lo sconfessano e lo fanno non credendo alle parole di quei testimoni, alcuni da loro stessi chiamati a deporre in tribunale, che sul campo hanno maturato le proprie convinzioni.

Ricordiamo poi il distinguo proposto da Narducci e Capuano sulla credibilità di un teste che la stabilisce la sua attinenza alle accuse. Proprio per questo motivo si pretende di far passare come prova il colpo di tosse di Manfredi Martino o le ritrattazioni di Nucini, mentre vengono contestate le deposizioni dei notai, ad esempio, perché i verbali da loro redatti erano simili gli uni agli altri e troppo brevi; così come vengono contestate le dichiarazioni di tutti i giornalisti che hanno presenziato e partecipato all’operazione del sorteggio. Ricordiamo che, in tutto questo pullulare di teorie e accuse, nessun teste è stato denunciato per falsa testimonianza, ragion per cui il tentativo evidente del p.m. rimane quello di condizionare l'opinione pubblica, usando paroloni che si prestano ancora ai soliti giochini mediatici. Un esempio su tutti, le chiacchiere di Meani al telefono con i vari assistenti, richiamate in modo confusionario da Capuano, per provare il sistema Moggi. Sembra quasi una barzelletta.

Viene da se che, nel momento in cui si decide di abbandonare la realtà per viaggiare nell’universo parallelo delle chiacchiere da bar, trovino amplificazione e spazio quelle teorie che i salotti televisivi portano avanti da anni tra gli schiamazzi dei tifosi vip presenti. Ampio spazio viene dato in questo contesto alla trasmissione che, per sua stessa ammissione, più rappresenta il comune sentimento popolare; sto parlando del Processo del lunedì di Aldo Biscardi. E’ come se, per trovare conferma ad un’accusa, si usi la stessa accusa per trovare conferme dalla trasmissione, e il risultato è lo stesso, con la sola differenza che le chiacchiere del salotto televisivo vengono dirottate all’interno di un’aula di tribunale.

Alla fine, tutto quello che i pm hanno in mano è rappresentato esclusivamente da interpretazioni, parole, teorie e un uso strumentale dei media, ma niente in grado di provare le accuse con dati e fatti certi. In questo contesto va da se che i presunti componenti della cupola abbiano messo in piedi tutto questo sistema di condizionamento che, nei fatti, non ha portato a nessun beneficio concreto (quante partite ha fatto vincere alla Juventus? Quanti soldi hanno guadagnato i cupolari?) e che nemmeno le più fantasiose teorie, proprio per questo, possono sostenere, ancora meno possono reggere un’accusa penale

Resta da vedere quale lettura ne darà Casoria, ricusazione permettendo, anche perché la richiesta delle pene da parte dei PM a requisitoria finita, è più bassa di quella che la requisitoria stessa lasciava ipotizzare (ci sono anche delle assoluzioni), ed il caposaldo delle teorizzazioni - come sembra chiaro dalle richieste per Moggi, Bergamo e Pairetto - è rappresentato dal rapporto esclusivo tra Moggi e i designatori, che poi così esclusivo, come è stato dimostrato, non era.

Trascrizione completa della requisitoria

Commenta l'articolo sul nostro forum!
 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our