Giovedì 2 giugno un articolo in seconda pagina di Tuttosport di Andrea Arzilli riporta alcune dichiarazioni dell’avvocato
Mario Stagliano, 14 anni nell’Ufficio Indagini della Federcalcio, gli ultimi cinque da vice del generale Italo Pappa, dimissionario in seguito a calciopoli:
“L’avevo detto io, ma soprattutto lo avevano detto tutti gli anziani dell’Ufficio Indagini” . Secondo Stagliano troppi nomi noti sono riaffiorati nel nuovo scandalo scoppiato in seguito alle indagini e ai provvedimenti della procura di Cremona, perché molte persone coinvolte se la sarebbero cavata in passato a buon mercato. Urge
“maggiore attenzione e rigore da parte degli organi inquirenti” e una
“maggiore collaborazione da parte dei titolari delle agenzie” del gioco legale, che non riesce a fare argine al fenomeno delle scommesse clandestine.
Fanno eco le dichiarazioni di
Abete del 3 giugno a UnoMattinaEstate, preoccupato della tempestività dell’azione della FIGC per
“consentire la definizione degli organici” della nuova stagione. Abete ricorda che
“quando ci fu calciopoli, nel 2006, la giustizia sportiva chiuse il suo corso in due mesi. Oggi a Napoli la giustizia ordinaria è al primo grado dopo cinque anni”. Le critiche alla FIGC sarebbero dunque “strumentali”, poiché la FICG è
“un organismo derivato. Cosa si scoprirebbe in Italia, se non ci fossero le perquisizioni, le intercettazioni, i controlli bancari? Noi non possiamo farlo”. Il 14 settembre 2006
Borrelli si presenta alla Commissione Giustizia del Senato. Dall’audizione apprendiamo che la Procura di Napoli gli aveva consegnato copia delle informative dei carabinieri relative ad un’indagine che si sarebbe conclusa nella primavera dell’anno seguente, per la quale non era ancora stato emesso neanche un avviso di garanzia,
su richiesta verbale non scritta, in quanto non era ancora stata assunta ufficialmente la funzione di Capo Ufficio Indagini della FIGC. La Procura di Napoli illustra alla FIGC, che è un’associazione privata, le linee principali di un’indagine coperta da segreto istruttorio. Una delle lagnanze dei difensori delle società sportive coinvolte sarà che è stata operata una
selezione degli atti utilizzabili. Provata al processo di Napoli quando saranno resi noti i contenuti di gran parte delle intercettazioni ignorate o riportate in modo parziale. Per le stesse ipotesi di reato contestate a Napoli a Moggi, Giraudo e Pairetto la Procura di Torino era giunta all’archiviazione, trasmettendo però gli atti dell’inchiesta alla FIGC. Il 19 giugno 2006 Borrelli consegna a Palazzi la relazione conclusiva su calciopoli, affermando:
“Resta da ripetere che le indagini dovranno proseguire: la vastità del contesto, la unicità di questo che è il più grande scandalo del mondo del calcio, il numero davvero ampio di società e soggetti coinvolti, i plurimi filoni investigativi che sin da ora emergono e che vieppiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l’opera di individuazione delle responsabilità eventualmente attribuibili ad altre società e ad altre persone fisiche” .
Nelle intenzioni di Borrelli c’erano indagini agevolate dalle possibili dichiarazioni di un eventuale pentito. L’occasione si presenta nell’ottobre 2006, quando ascolta
Nucini e Moratti in relazione ai pedinamenti e ai dossieraggi illegali condotti nei confronti di diversi appartenenti al mondo del calcio, ma il risultato sarà l’archiviazione della vicenda Inter Telecom nella primavera successiva.
Nell’aprile del 2010 accade qualcosa che sembra rievocare e riannodare le fila dei suggerimenti di Borrelli. Nel processo di Napoli
vengono resi noti nuovi fatti e nuove prove che modificano gli scenari di calciopoli. Alcune intercettazioni coinvolgono l’Inter in modo che ci si rende conto che l’operato di molti dei suoi dirigenti degli ultimi dieci anni è stato di gran lunga più compromettente di quello di Moggi e Giraudo. Svincolando per prima cosa gli ex dirigenti bianconeri dall’accusa di aver avuto rapporti univoci con i designatori, che era costata a caro prezzo alla Juventus. Mettendo in luce che, mentre in mancanza di illeciti si era costruita per la società bianconera ad hoc l’accusa di illecito strutturato, consistente nell’alterazione dei campionati senza alterazione delle singole partite,
Facchetti l’illecito lo aveva compiuto rendendosi complice di frequentazioni assidue e continuate con Nucini, un arbitro in attività al quale si ricambiava il favore di spiare gli avversari procurandogli colloqui di lavoro.
Palazzi si vede costretto ad aprire un fascicolo.
Andrea Agnelli presenta un esposto alla FIGC per la revoca dello scudetto detto di cartone all’Inter. Si aprono spiragli per la revisione del processo della giustizia sportiva del 2006 secondo l’art. 39 del CGS. Invece la FIGC pensa bene di radiare Moggi, Giraudo e Mazzini definitivamente dal mondo del calcio e si industria per un anno di architettare un
iter nuovo attraverso una sorta di ballottaggio con il CONI per stabilire chi debba assumersene la responsabilità.
Nel corso dell’audizione alla Commissione Giustizia del Senato del 2006 Borrelli afferma: "
E' un bel caos... La giustizia calcistica deve essere riordinata” .
Trovandosi di fronte all’eventualità di venire radiato per sempre a pochi giorni dall’aver scontato completamente la pena di 5 anni di inibizione,
Innocenzo Mazzini si chiede e attraverso i suoi legali Tortorella e Viciconte lo chiede all’Alta Corte del Coni, se sia giusto essere sottoposto al giudizio di un organo che si è già espresso per la colpevolezza e per di più con un regolamento diverso da quello vigente all’epoca dei fatti. Il ricorso ha esito negativo. Luciano Moggi, dal canto suo, attraverso l’avvocato Prioreschi presenta istanza di ricusazione nei confronti del giudice Sergio Artico e di alcuni suoi collaboratori che avevano presieduto e avuto parte attiva nel procedimento della giustizia sportiva del 2008 sulle sim svizzere. Rigettata.
In molti ci chiediamo se gli stessi personaggi che da 5 anni popolano le istituzioni sportive siano legittimati a gestire un nuovo scandalo.
Secondo Abete la FIGC non può essere criticata per avere l’obbligo di muoversi in fretta a seguito di indagini che non può condurre in prima persona, avendo l’obbligo di stilare i calendari dei campionati.
In presenza di nuove prove e nuovi fatti non le corre l’obbligo di non ignorarli? Revoca dello scudetto assegnato a tavolino all’Inter e proposta di radiazione potrebbero ancora essere due chiavi di volta per provare che la giustizia, quando intende essere tale, non ha bisogno di nascondersi dietro un aggettivo che serva a qualificarla per giustificarne i limiti. Che sia sportiva o ordinaria. Privata o pubblica. Soprattutto uguale per tutti.
Domani, 6 giugno, si discute la proposta di radiazione di Luciano Moggi. Ieri mattina il presidente del Coni Gianni Petrucci ha incontrato il presidente della Figc Giancarlo Abete, per
"un'organica riflessione sugli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria" legata allo scandalo del calcio scommesse,
"anche in vista della riunione della Giunta Nazionale del Coni in programma per oggi, 6 giugno", come sottolinea la nota del Coni.
"Nel ribadire il pieno e totale sostegno agli organismi inquirenti, Coni e Figc hanno convenuto sulla necessità di rafforzare le forme di collaborazione tra soggetti preposti alla tutela dell'ordine statuale e quelli preposti all'ordine sportivo…". Oggi Abete renderà note alla giunta Coni le immediate iniziative che la Figc adotterà in previsione del Consiglio Federale del 9 giugno.
L’auspicio di ogni sportivo è che si possa trarre profitto dagli errori del passato.
Commenta l'articolo sul nostro forum!