Come era prevedibile, dopo l’assaggio
dell’arringa di Prioreschi davanti alla Commissione Disciplinare della Federazione, chiamata a dirimere la matassa delle radiazioni per gli imputati di calciopoli, ed in prossimità della conclusione del processo penale di Napoli che, nonostante ripetuti tentativi di arresto, si sta avviando verso la pronuncia della sentenza di primo grado, ritornano i
“tromboni” a dare enfasi mediatica alle vecchie accuse.
Lo fa
Lepore:
"Nella prima Calciopoli, che fu fatta una buona inchiesta sia dal punto di vista penale, sia dal punto di vista disciplinare perchè si interessò molto la disciplinare del calcio, aveva messo alcuni evidenti sistemi sbagliati che portavano dei risultati fasulli ed era un'inchiesta, la così detta Calciopoli, che dall'interno si cercava di manovrare il campionato per far vincere una determinata squadra o retrocedere un'altra squadra".Lo fa
Sandulli:
“Il tempo a disposizione non mi spaventa, e lo dimostrano anche le sentenze del Tar che hanno confermato i giudizi della giustizia sportiva su Calciopoli". Ed
ancora:
"Bisogna epurare dai fatti il millantato credito che spesso ricorre in queste situazioni. E’ opportuno tenere per sè le sensazioni se non supportate da atti giudiziari, anche perchè ci sono società quotate in borsa e perchè si rischia di demonizzare chi non c’entra nulla: di mezzo ci sono diritti e interessi economici da tutelare”. Incredibile!!!!
E il vecchio “volpone”, dichiaratamente juventino (o ex)
Marco Travaglio: '
Bene, bravi, bis. Purtroppo questi indefessi Robespierre dell'etica sportiva sono riusciti a non radiare Luciano Moggi, l'uomo che sussurrava agli arbitri, ai designatori, ai dirigenti, ai calciatori, ai procuratori, ai politici, ai giornalisti, ai moviolisti, persino a qualche giudice (sportivo e non), insomma a tutti, controllori e controllati. Dopo aver precipitato in serie B la Juventus con due scudetti revocati, Moggi è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno e mezzo di carcere per violenza privata (pena ridotta in appello a un anno per prescrizione di un episodio delittuoso) per aver minacciato un paio di calciatori affinché si liberassero del proprio procuratore e passassero alla Gea del figlio Alessandro (anch'egli condannato in appello a cinque mesi). E' stato anche rinviato a giudizio dal Tribunale di Napoli per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (il pm ha appena chiesto la sua condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione). Intanto la giustizia sportiva, dopo un'infinità di ricorsi, l'ha squalificato per 5 anni "con proposta di radiazione". Ma la proposta è rimasta lettera morta. La Figc, dal 2006 a oggi, si è sempre dimenticata di inibirlo per sempre dall'attività. E così a luglio, allo scadere della squalifica, "Lucky Luciano" potrà tornare anche ufficialmente a manovrare il mondo del pallone (magari insieme al figlio Alessandro, rientrato in pista il 31 dicembre scorso).'E’ tutto chiaro. E’ tutto tremendamente chiaro.
Le
pressioni per confermare la condanna del 2006 agli ex amministratori juventini e alla Juventus stessa arrivano da ogni dove e da voci più disparate. Non sono riusciti - almeno fino ad oggi - a fermare (ma solo allungare) il processo di Napoli, pur provandoci in ogni modo (hanno ricusato per 3 volte il Giudice Casoria).
Non sono riusciti a
“zittire” le voci degli squadristi del web, fallendo anche nel misero tentativo di
non far conoscere le nuove realtà uscite dalla fase dibattimentale del processo napoletano.
Prendiamo atto che in questo povero Paese, possiamo essere trovati con una valigetta in mano piena di soldi ed essere assolti, come successo a Preziosi (poco importa sapere come e perché), ma non possiamo “
millantare” al telefono. Ne vale la credibilità delle istituzioni e
Palazzi è il prode cavaliere che sta cercando di difenderle:
«Trovare una violazione al codice di giustizia sportiva è molto più semplice che portare a termine un’inchiesta penale ». E se il metro di giudizio per scommessopoli sarà lo stesso riservato all’inchiesta di calciopoli, allora si che sarà fatta giustizia!!!
Più che patetico è divertente. Davanti a milioni tifosi pronti a formulare un’arringa difensiva degna del miglior avvocato, con dati certi e ricostruzioni logiche, ci troviamo una serie di “tromboni” che non solo non conoscono così bene i fatti (o fanno finta di non conoscerli), ma pretendono di darci in pasto delle chiacchiere abusando del loro potere e della spinta mediatica, senza nemmeno rendersi conto
di essere ridicoli.