Volete sorridere?
La gazzetta, a firma di Piccioni, liquida l’arringa di Vitiello - durata 3 ore- con 10 righe.
“Moggi non rappresentava la Juve”
L’avvocato della società contesta la frode ma si distingue dall’ex dirigente bianconero
E’ stata la giornata delle difese al processo penale di calciopoli. Difese che però hanno scelto percorsi diversi e che alla fine si sono divise nella “battaglia” del calendario.
“Mi faccia il piacere”. Si è partiti con le quasi tre ore di arringa dell’avvocato della Juve:fra le citazioni di Catilina e Totò, il classicissimo “mi faccia il piacere”, l’avvocato Giuseppe Vitiello è partito all’offensiva contro le parti civili, Brescia in primis, e la legittimità della maxi-richieste di risarcimento (135 milioni di euro) citando l’articolo 30 dello statuto della Federcalcio, ma anche distinguendosi rispetto alla posizione di Moggi:”Non ci crediamo, non vediamo alcun dolo, ma qualora fosse provata una sua responsabilità, questa sarebbe avvenuta in autonomia dalla società visto che il Moggi non era provvisto dei poteri di rappresentanza”. Niente prima pagina, niente approfondimento, solo un anonimo articolo a pagina 13 (Galdi non segue più il processo?).
Ogni nuova udienza è un’ulteriore conferma di come
continua il lavoro del giornale rosa. Un piccolo spazio riassume oggi le tre ore di arringa di Vitiello.
Possiamo comprendere che l’assist fornito dalla Juventus attraverso il suo legale sia ghiotto e la gazzetta non ha fatto altro che evidenziare quello che lo stesso Vitiello, proprio in apertura, ha voluto chiarire. Un affare “mediatico” ben argomentato in tre ore che racchiude però, in poche righe il succo dell’intera arringa. Uno "strumento" dal duplice impiego: da una parte permette di avvicinarsi ad alcuni tifosi con un messaggio subliminare (avete visto come si difende la Juve?) e dall'altra parte, quella della gazzetta, permette di sostenere quelle tesi che dalla prima ora sono state sponsorizzate e condivise.
Di diverso tenore e di più ampio spazio è l’articolo proposto da
Tuttosport nell’edizione cartacea odierna, che completa la diretta dell’udienza curata puntualmente da Alvaro Moretti.
Non c'è distanza tra società e Moggi per Tuttosport. I virgolettati riportati sono quelli in cui si precisa
“l’eventuale” (strumentale anche Vitiello?) colpevolezza di Moggi, qui inteso con diverso significato che la premessa specifica: “La Juve
non crede che i suoi ex tesserati abbiamo commesso illeciti”. “Si voleva colpire la Juve”. Il legale bianconero: ”Indagini mirate contro una squadra vincente perché più forte”.
L’avvocato Pino Vitiello ha vergato col collega Russo e l’avvocato Michele Briamonte una memoria di 120 pagine…”. “La difesa juventina deve chiarire un fatto prima di tutto: il rapporto tra Moggi e il club. La Juve non crede che i suoi ex tesserati abbiamo commesso illeciti, ma sottolinea:”nel caso eventuale, e sottolineo eventuale che così sia giudicato, dobbiamo far presente che Moggi della Juve era il direttore generale e non il legale rappresentante:il dg deve coordinare il lavoro della squadra e delle strutture non certo esterne. Eppoi in cosa consisterebbe questa frode, nel condizionare il sorteggio arbitrale? E che cosa c’entra la Juve con questo? Eppoi può mai essere questo un motivo di illecito? Noi diciamo di no, decisamente: qui nessuno contesta il condizionamento dei risultati, è quello e solo quello che sostanzia la frode pretesa. Quanto all’associazione per delinquere, dove sarebbe la minaccia all’ordine pubblico, requisito previsto dalla legge come elemento fondante del reato? Non abbiamo visto risse negli stadi per le eventuali, e ripeto eventuali, frodi sportive. Insomma: è inesistente il fatto illecito e inesistenti sono i danni pretesi dalle parti civili che hanno sbagliato più volte in punta di diritto: non ci hanno notificato più volte le loro tesi, impedendoci per mesi di poterci dividere. Negli atti di questo processo non troverete nessun collegamento tra Juve e i fatti contestati pretesi come illeciti”. “…Non potevamo essere più attivi prima perché la nostra era ed è una difesa in punta di diritto e perché noi contestiamo il fatto stesso di essere in questo processo, viste le numerose irregolarità commesse per tenerci qui dentro”. “ Io difendo i fatti e dico che non ci sono elementi per sostenere un illecito penale. E questo vale per tutti gli imputati di un’associazione che non esiste”.” E anche nel caso Moggi avesse commesso eventuali, ripetiamo eventuali illeciti, dove sono gli atti che questo venisse a vantaggio della più titolata squadra d’Italia?....”. La Stampa è più diretta e a firma di Nerozzi propone un articolo dal titolo:
“I bianconeri difendono Moggi“ evidenziando in modo chiaro come la Juventus si sia difesa
“come non era successo ai tempi del processo sportivo del 2006” e come questa difesa sia stata ben accolta dal popolo juventino:
“molti tifosi appiccicavano commenti soddisfatti sui blog, da dove, per anni, avevano impallinato l'atteggiamento del club”. Poche righe anche per La Stampa, e un messaggio diretto proprio ai tifosi. Un altro dei giornale di
“famiglia” ha preso una posizione chiara selezionando qualche virgolettato a supporto di quella che è l’idea del fondo. Qualcuno, ascoltando le parole dell’Avvocato Vitiello, aveva intuito che l’arringa era diretta a conquistare proprio quei tifosi oltranzisti con qualche ammiccamento, rafforzata magari da qualche titolone ad effetto (che poi è arrivato). L’impressione è stata confermata e il messaggio arriva proprio dalla famiglia attraverso gli organi ufficiali di stampa.
E’ il momento finale del processo, quello più importante e che ci accompagna verso la pausa estiva tra spifferi e decisioni più o meno attese. Tuttosport scrive che
Capuano non farà repliche (ancora prima di sentire le arringhe dei legali degli imputati principali?).
Diversa fonte, riporta che
“secondo indiscrezioni fatte girare al termine dell’ultima udienza a Napoli, la Procura generale chiederà martedì prossimo alla Corte d’Appello di non ricusare il Presidente del collegio del processo a Luciano Moggi, la dott.ssa Teresa Casoria. Sarebbe stato il procuratore stesso, il dottor Lepore, a comunicare ad uno degli avvocati interessati (uno dei responsabili civili, il più atteso ) la decisione presa in tal senso” La sentenza arriverà in autunno e come piace dire a qualcuno, anche noi
vigiliamo sugli sviluppi in attesa di fatti a cui dare, almeno per una volta, un valore superiore a quello che vuol essere dato a delle semplici "parole"(strumentali?)
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