In Procura vince chi fugge . Una strategia (non solo processuale) che sembra valere per chi transita per gli uffici partenopei. Ultimo esempio l'ex pm del processo calciopoli,
Filippo Beatrice . Il primo compagno di ventura dell'altro transfuga Narducci ha candidamente dichiarato che per muovere le accuse che hanno sconvolto il calcio nel 2006 partirono
«da un primo screening effettuato dai carabinieri». In pratica il processo è stato partorito grazie al copia&incolla del «taglia&incolla» effettuato da Auricchio. Salute!
I pm hanno abdicato alla loro funzione rimettendosi completamente al "lavoro" dei carabinieri di Roma. Beatrice cerca di attenuare le responsabilità sue e di Narducci affermando anche che poi sono
«andati avanti per approfondire le indagini» ma non sono
«arrivati a quelle telefonate», peccato che a smentirlo riecheggia la madre di tutte le dichiarazioni del collega Narducci,
«piaccia o non piaccia non ci sono telefonate dell'Inter».Ad ulteriore
attenuante Beatrice porta persino il lavoro di chi quelle telefonate le ha scovate,
«vi ricordo che quelle telefonate furono tirate fuori dalla difesa ma con un ritardo notevolissimo. Quindi anche per gli avvocati è stato un lavoro molto lungo», ha rincarato l'ex pm.
Chissà, forse Beatrice crede di aver giustificato il perché e il per come di una fase inquirente a dir poco farraginosa. In realtà, per dirla alla napoletana, ha messo solo un'altra stonata “pezza a colore” sulla credibilità dell'azione sua e del prode Narducci, una sorta di
excusatio non petita. Ma è comunque positivo che l'ex pm sia intervenuto, vuol dire che ha la consapevolezza del pessimo lavoro svolto.
A dispetto delle intenzioni tuttavia, l'intervento aggrava il giudizio che si può dare dei due pm che hanno imbastito calciopoli.
È corretto che i pm si basino esclusivamente su quanto evidenziato dai carabinieri nelle loro informative (peraltro pur malamente redatte)? È serio e/o responsabile che i pm abbiano così leggermente esercitato il potere che deriva loro dall'ufficio che ricoprono? Tutte le scusanti a cui si aggrappa Beatrice non possono giustificare lui e Narducci dal non aver adeguatamente vagliato tutto il materiale di indagine, una superficialità che fa ribrezzo se si pensa alle conseguenze che ne derivano sulla vita delle persone indagate e rinviate a giudizio.
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