Penultima udienza prima della pausa estiva che si preannuncia interessante. Il programma di oggi prevede le arringhe dei legali Picca e Furgiuele per la difesa dei fratelli Della Valle che occuperanno la mattinata; nel pomeriggio spazio all’avvocato Gallinelli per la difesa di Massimo De Santis.
Alcune
indiscrezioni danno come probabile la presentazione di una
nuova memoria difensiva da parte di Lotito, riguardante l'ultima relazione stilata da Palazzi. Si parla anche di un nuovo documento che potrebbe totalmente cambiare il quadro della situazione e porre nuovi dubbi:
si tratta del sollecito,con data 19 novembre 2004, da parte della polizia giudiziaria a Telecom firmato dalla Boccasini per avere urgentemente i file di alcune intercettazioni per un indagine definita "urgente e delicata.". A questo punto la situazione diventerebbe paradossale: su quali numeri e chi era il soggetto? Le procure sapevano? Tante le domande senza risposta e sono attesi colpi di scena sempre più frequenti.
Il documento di cui parla Tuttosport è disponibile nel
ForumTuttosport, preannuncia un attacco sullo
scudetto 2006 anche da parte della Fiorentina
"perchè la Fiorentina, con una posizione equiparabile secondo Palazzi a quella interista, ha subito una penalizzazion e perso la Champions".
Avv. Alfonso Furgiuele, per la difesa di Andrea e Diego Della Valle e Sandro Mencucci Ipertrofia mediatica «In questa vicenda c’è stata soprattutto una grande ipertrofia mediatica che ha condizionato tutto, come fosse stata sparsa sui reati contestati una coltre di neve. Togliamo la coltre e vediamo se esistono i reati.»
Intervento orientato sull’interesse mediatico attirato dal calcio in Italia che spesso non permette di avere una visione corretta della realtà e dei temi fondamentali. Ipertrofia mediatica che nasconde una “carenza, una gracilità della fattispecie di reato”. L’avvocato illustra quello che sarà l’inquadramento della sua requisitoria, così dividendola: fattispecie di reato, ricostruzione della tesi accusatoria di fondo. All’Avvocato Picca spetterà il compito di esaminare gli indizi.
Capo A 5 Chievo -Fiorentina Si è parlato di un “delitto di attentato”, ma l’avvocato lo ritiene un errore. Segue una spiegazione sul concetto di reato di pericolo.
Il pm ha contestato “atti fraudolenti consistiti nell’alterare la corretta procedura di individuazione della griglie arbitrali e il successivo sorteggio”. Il pm ha cercato di dimostrare che era possibile pilotare i sorteggi. L’avvocato specifica che “l’atto fraudolento non può avere in sé la sola istigazione, che se non si concretizza nella consumazione di un atto fraudolento perché non raccolta, non è punibile”. È necessario che vi sia almeno un atto che presenti i caratteri della fraudolenza. «Doveva dimostrarlo, però, il pm che quel sorteggio di Chievo-Fiorentina: dov’è la prova che per quello specifico sorteggio, quella data con quelle modalità sia stato alterato. Senza quella prova, voi non potete condannare per quel capo d’imputazione. La mera segnalazione non integra l’atto fraudolento. La semplice istigazione, sotto forma di segnalazione, non costituisce reato»
Profilo psicologico Il profilo soggettivo è quello della condotta specifica. “Se l’atto fraudolento non è compiuto non c’è reato, se l’istigazione viene accolta, non automaticamente viene punita l’attività dell’istigatore”.
«Io non posso compiere la condotta tipica e quindi non posso rispondere di quel reato! quindi anche per il profilo psicologico si deve escludere la punibilità».
Profilo probatorio Tutti gli elementi e tutte le condizioni individuate devono formare oggetto di accertamento, deve esserci una prova al di là di ogni ragionevole dubbio: dimostrare sia l’elemento oggettivo e soggettivo e la consapevolezza dell’atto fraudolento compiuto.
Verificare la tesi accusatoria nel suo complesso Si passa a parlare della staffetta Carraro-Abete, già risolta nel febbraio del 2005 con un compromesso, mentre il salvataggio della Fiorentina scatta a fine aprile-inizio maggio: ipotesi senza fondamento!
Il pm sa bene la difficoltà di provare il reato e allora cerca di
suggestionare ed insistere su interpretazioni che però fanno perdere di vista il vero obiettivo probatorio. Per dare un senso, ha necessità di costruire un telaio su cui inserire le singole vicende.
Atteggiamento vessatorio degli arbitri I Della Valle si lamentavano di essere fortemente penalizzati per favorire gli altri, ma lo facevano pubblicamente, in televisione, sui giornali e non rivolgendosi direttamente ai vertici federali o ai designatori. “I dirigenti della Fiorentina erano gli unici a farlo pubblicamente.”
L’avvocato si domanda se questa loro lamentela trovava fondamento. Vengo citate alcune intercettazioni tra Mazzini e Mencucci e l’avvocato precisa che: “Su questo punto prove testimoniali non ve ne sono, ci sono solo intercettazioni”.
Mazzini suggerisce di non andare in Lega a fare chiacchiere: 'Devi essere tutelato perché la tua immagine fra gli arbitri è quella di un nemico'.
Dopo Fiorentina-Milan, quando la disperazione dei Della Valle è massima , c’è la telefonata del 2 maggio con Moggi che gli consiglia di andare a protestare nelle sedi opportune. Solo la sera di quello stesso giorno, Diego chiama Bergamo (quasi scusandosi di farlo). L’incontro avverrà dopo 12 giorni in un grande albergo dove risiede solitamente Della Valle. Di questo incontro, ne è a conoscenza l’autorità, che però non effettua intercettazioni ambientali :
”Si intercetta qualunque sciocchezza e quell’incontro nel quale si sarebbe dovuto stringere il patto non viene intercettato. O magari è stato intercettato e quello che si dissero non era così importante?”La storia della Fiorentina non cambia dopo questo incontro: Fiorentina-Atalanta finisce 0 a 0; in Lazio-Fiorentina, si verifica uno dei più grossi danni della Fiorentina con un arbitraggio scandaloso.
«E Rosetti dice in questa sede: 'mi sono sbagliato, c’era il rigore'. E nella ripresa non ha mica favorito la Fiorentina, ammette di aver danneggiato i viola e l’unico monito a Rosetti tra primo e secondo tempo non ha effetto. La ripresa si chiude senza favori, anzi. Lo ripete Consolo, l’assistente arbitrale, lo ha detto Abete in udienza e parlò con Mazzini proprio lamentando il danno grave di quell’errore commesso da Rosetti. E lo ripetono pure Di Livio, Zoff. Tutto a distanza di sette giorni dall’incontro di Villa La Massa. C’è stato qualcosa di anomalo, ma ai danni della Fiorentina. E allora qualcosa non funziona nella tesi accusatoria».
Arriviamo a Fiorentina-Brescia (non è indagata come gara), la gara fondamentale: se non vince è in B, la squadra viola. Se la tesi dei pm fosse corretta, il designatore avrebbe dovuto mandargli l’arbitro più pilotabile possibile. L’arbitro sarà Collina: una gara senza discussione. Si dice allora: Lecce-Parma, ma quella era un’altra condizione, senza la vittoria della Fiorentina non c’è combine.
Il salvataggio della Fiorentina: è solo un’ipotesi contrata dai fatti Nell’arco di tempo che va dal 21 aprile al 29 maggio ci sono sei gare della Fiorentina : tre gare nessun condizionamento a favore (Bologna-Fiorentina 0-0, Fiorentina-Atalanta 0-0, Fiorentina-Brescia 3-0 senza discussione); due gare ci sono stati torti arbitrali che hanno sfavorito palesemente la Fiorentina (Fiorentina-Milan 0-1 e Lazio-Fiorentina 1-1), l‘unica gara con favori sarebbe stata Chievo-Fiorentina senza però episodi eclatanti.
«Al di là delle chiacchiere, delle millanterie la realtà è che
non c’è stata nessuna operazione salvataggio della Fiorentina: i favoritismi c’erano solo nelle chiacchiere di intercettazioni interpretate ad uso dell’accusa».
E necessario accertare mediante la prova una serie di fatti:
• Che qualcuno rispetto a ciascuna delle gare tenne una condotta riconducibile ai fatti fraudolenti;
• Che questi atti fraudolenti erano volti ad alterare il corretto risultato di ciascuno dei tre incontri di calcio
• Che gli imputati Della Valle e Mencucci abbiano sollecitato un intervento finalizzato al compimento di atti fraudolenti.
Condotta tipica I capi di imputazione A 5 e A 10 sono addebitati per alterazione delle griglie arbitrali e del sorteggio. Le griglie vengono effettuate sulla base di alcuni criteri indicativi, quindi
non c’è possibilità di meccanismi di frode. “Bisognerebbe dimostrare, poi, che la scelta del direttore di gara nell’ambito di quella griglia sia stata manipolata. Il Pm ha cercato di dimostrare,
senza riuscirci, che era possibile scegliere la sfera con il nome voluto e quindi compiere un atto fraudolento per l'individuazione. Ma egli avrebbe dovuto fornire la prova che rispetto alle partite di cui agli atti di imputazione si verificò un episodio di alterazione del genere. Altrimenti non vi è atto fraudolento”.
L’avvocato precisa che ci sono “indizi, desumibli dalle intercettazioni”, argomento che poi svilupperà l’avv. Picca. Indizi che, dove presenti, dovrebbero essere gravi, precisi e concordanti rispetto all’oggetto della prova, che è sempre e soltanto la manipolazione della gara.
La “proposta oscena” L’avvocato si dice sorpreso di dover difendere Della Valle sulla base di una “frase smozzicata detta da Lotito a Mazzini senza che abbia avuto la possibilità di chiedere ai due che cosa intendevano”. L’unico testimone presente alla telefonata, Cosimo Ferri, ha detto che i rapporti tra i due erano del tutto inesistenti, di antipatia ed invidia e che il problema principale era quello legato ai diritti televisivi. La frase “proposta oscena” si riferiva proprio al problema dei diritti televisivi.
Manca la prova dell’intero percorso di ‘salvataggio’ Sul piano processuale manca la prova dell’intero percorso di salvataggio, anzi tutto depone all’opposto. I veri obiettivi prevedono che, quella intesa originaria non era volta a favorire ma, se ci fosse stata un'intesa, era rivolta ad ottenere arbitraggi equilibrati.
Istigazione L’avvocato chiede di trovare almeno un elemento dal quale desumere che le intenzioni che spinsero Della Valle a telefonare a Bergamo il 2 maggio erano quelle di ottenere la consumazione di atti fraudolenti volti a favorire la Fiorentinaì: “ tutto depone verso una pretesa di equilibrio e di giustizia!”.
Parti civilii La struttura della parte civile è questa: esiste un reato, noi riteniamo che tale reato è stato commesso da queste persone quindi chiediamo il risarcimento del danno. “Questa struttura ha una pecca: non c’è un reato ordinario, ma di pericolo, di pura condotta, le partite di cui parliamo sono indifferenti ai fini della configurabilità del reato”.
“Il Pm ha cercato di dimostrare che c’erano atti fraudolenti volti alla commissione di un reato, non era rivolto a dimostrare che quegli atti fraudolenti avrebbero prodotto il danno, cosa che spettava alla parte civile, che avrebbe anche dovuto dimostrare che quel particolare risultato era legato con nesso di causalità alla loro retrocessione in B. Solo in questo caso poteva esserci una richiesta di risarcimento del danno”
L’avvocato conclude chiedendo l’assoluzione perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto. Casoria respinge richiesta dell’Avvocato Morescanti La giudice Casoria legge una lettera dell’avvocato Morescanti, legale di Bergamo, Fazi e Fabiani, in cui lamenta che la mancata sospensione delle udienze, costituirebbe un grave danno al diritto di difesa degli imputati. Casoria conferma la nomina dell’avvocato Prioreschi , «che conosce meglio di tutti gli atti del processo», come suo sostituto. Le tre posizioni saranno discusse alla fine del processo.
Avv. Picca, per la difesa di Andrea e Diego Della Valle e Sandro MencucciCompartecipi La tesi dell’accusa è che la operazione parte ed ha un epilogo. La tesi si struttura anche con riferimento ai protagonisti che avrebbero cooperato attraverso comportamenti finalizzati al salvataggio: “non ci siamo sotto tutti gli aspetti”.
Cosa ha creato la Procura intorno a queste intercettazioni “La prova della tesi è infondata già per quello che riguarda la partecipazione soggettiva”.
Picca cita e ne legge alcuni passaggi, della telefonata tra Mazzini e Giraudo del 21 aprile, importante, perchè dimostra sul piano dei contenuti che la tesi è falsa. Il tema della discussione sono i soldi (Giraudo parla di comproprietà), quindi già l’accusa nasce male…
“I due sodali discutono di griglie? Di rapporti con designatori? Di come organizzare le palline? No, discutono di una cosa banale: se si vogliono salvare devono fare come se fosse la finale della Coppa del Mondo. Temi configgenti con quelli che dovrebbero essere i temi dell'organizzazione”.
Tema non isolato e che si ripete nella telefonata del 2 maggio (Moggi-Della Valle);”
Qui non si deve commettere l’errore di chi non vuole leggere o vuole leggere le telefonate in modo decontestualizzato. Trovate riferimenti alle griglie, alle alterazioni dei sorteggi? Ovviamente no!”.
Convergenza dei sodali Telefonata del 6 maggio tra Mazzini e tal Claudio Nassi. Oggetto della telefonata: difficoltà del salvataggio. E alla fine la conclusione è che se vanno in serie B forse è meglio. Viene agganciata l'operazione salvataggio al post partita con il Messina. Cita due telefonate (Mazzini-Andrea Della Valle e Mazzini-Mencucci) dove il pm trova condotte fraudolente ma il cui contenuto dice tutt’altro: “non vogliamo essere avvantaggiati, ma nemmeno vogliamo essere svantaggiati”.
Telefonata del 22 aprile tra Mazzini a Mencucci dopo il sorteggio di Bertini per Bologna-Fiorentina.
«Mi auguro che il tribunale non compia un’operazione alla Auricchio».
Telefonata del 26 aprile, Mazzini parla con Mencucci, dove Mazzini “ricostruisce un contenuto della telefonata precedente completamente diverso”. Elemento di smentita della accuse, per l’avvocato Picca precisa:
“È fondamentale leggere le telefonate, metterle a confronto e vedere cosa accade”.
“Qui il problema non è andare a vedere il risultato delle partite, ma di dare una risposta sul piano dell'esistenza della prova, della coerenza della stessa.
Il pm non ha prodottola prova delle condotte (una sequenza di plurimi atti fraudolenti che portavano all'esistenza della prova) e non è stato
“abile e capace nella prospettazione dell’elemento di prova”. Non fornisce la prova della condotte fraudolente né su griglie, sorteggio e gestione della gara,” porta un unico elemento che è una
presunta alterazione del sorteggio” (gli basta un unico elemento per la prova del fatto).
Assenza di prove Assenza di prova sulla formazione delle griglie, smentita sul coinvolgimento dell’arbitro: momento topico diventa il sorteggio (il pm non ha dimostrato la prova dell’esistenza dell’alterazione).
Manfredi Martino Ricca afferma che il pm conosce la differenza tra la testimonianza resa nell’interrogatorio fatto dai carabinieri prima del processo e quella resa qui in tribunale.
“Io avrei forti perplessità a seguire la fedeltà di una testimonianza di un soggetto che, se illecito c'è stato, è compartecipe dell’illecito”.
L’avvocato Picca richiama due intercettazioni: 2 maggio Bergamo-Mazzini e Bergamo e Diego Della Valle, chiedendo retoricamente: “C’è un solo riferimento ai meccanismi di designazione, griglia e sorteggio”. Naturalmente la risposta è No.
Mazzini dice il contrario! Picca cita un’altra telefonata quella dell’individuazione , quella in cui Mazzini dice il contrario di quanto poi avviene nella realtà,come nell’altro esempio ed è quella in cui cerca di individuare il posto dove deve avvenire l’incontro. Mazzini suggerisce di organizzarlo dalla parte del museo del calcio('Io ho le chiavi'), verso le 10 di sera e così è un incontro segreto. Ma la realtà vi dice che quell’incontro è avvenuto in un luogo pubblico frequentato da decine e decine di persone.
Il pm non ha dato prova di una telefonata successiva tra Della Valle e Bergamo
Dondarini L’istruttoria dibattimentale ha prodotto il rapporto dell’osservatore arbitrale. “ Il Pm o ha un sostanza di coerenza o non può affidare al tribunale la suggestione. O si dice che gli osservatori erano un soggetto terminale della condotta fraudolenta o questo documento smentisce la tesi dell’accusa”. L’osservatore arbitrale conclude che l’arbitraggio è stato corretto.
Copelli e Maggiani hanno detto che la gara fu regolare, che non avevano avuto alcuna indicazione di Dondarini, che non vi era stato alcun intervento nei loro confronti da parte di designatori, dirigenti o chicchessia. “Io vorrei che il tribunale cogliesse il dato che su questa partita, il pm ha portato a corredo probatorio la telefonata tra Mencucci e Mazzini: ‘bel lavoro, sì ma c’è anche un brutto ricordo, diventeranno belli!’”.
Lecce-Parma: la tesi dell’accusa implode L’accusa dice che questa partita determina il risultato dell’organizzazione. Ebbene, quando dicevo che l’istruttoria vi ha lasciato un elemento determinante mi riferivo alla relazione della dottoressa Beccacece sulla quale il pm nella requisitoria ha sorvolato. La Beccacece dice che nell’ultima giornata di campionato condizione prima era che la Fiorentina doveva vincere con il Brescia. Ogni altro ragionamento era irrilevante senza questo risultato.
Quand’anche si volesse predeterminare il pareggio in Lecce-Parma questo non sarebbe stato sufficiente perché occorreva aggiungere sul piano statistico matematico almeno un ulteriore risultato nelle altre partite.
Auricchio, l’eccellente investigatore Ma ancora una volta c’è un dato che deve portare a riflettere su una serie di cose: Auricchio, a mia domanda, quando ha affermato che ai fini di determinare chi si salvava c’erano oltre mille combinazioni, quando ho chiesto se ad eccezione di Lecce-Parma, fossero state investigate le altre gare rilevanti, la risposta è stata no. E quindi all’eccellente investigatore avrei rivolto una domanda: scusi, ma se hai sul piano della ricerca dell’elemento di prova la necessità di andare a verificare tutte le partite, perché non scegli di investigare tutte? Invece ci dice che lui queste partite non le ha nemmeno viste.
L’istruttoria ha prodotto: una deposizione dell’assistente, una del quarto uomo, una dell’osservatore arbitrale che dicono che l’arbitraggio fu conforme e regolare e che De Santis non disse loro di assumere atteggiamenti particolari; Zeman che dice che la partita venne condotta e gestita dai calciatori e i suoi decidono ad un certo punto di non giocare e lui si mette spalle al campo; i calciatori del Parma hanno dato atto di una gestione arbitrale conforme a regola.
Auricchio o la gazzetta? “Chi stabilisce se un comportamento arbitrale è stato conforme a regola? Auricchio o la Gazzetta? Non lo dice nessuno, anzi avete la prova di un comportamento opposto”.
Profilo irrilevante sulle ammonizioni La partita della Fiorentina con il Brescia durò 6 minuti meno di Lecce-Parma; due delle ammonizioni seriali, Morfeo e Vignaroli, avvengono a partita finita (Fiorentina-Brescia) e una addirittura a partita, Lecce-Parma, terminata.
Mazzini ruffiano “E che rilevanza ha la telefonata tra Mazzini e Mencucci dopo la gara? Che efficacia ha? Ci si pone il problema di contesto? Mazzini fa un commento che qualsiasi ruffiano farebbe in quel momento!”.
Lazio-Fiorentina La proposta “bandito” non è una storia definita, specifica, circostanziata. Lotito ce l’ha con tutto il mondo, addebitando loro atteggiamenti di ostacolo alla sua presidenza. Ed è ipotizzabile che tra due che hanno un conflitto così aperto vi sia stata una proposta? E poi di che proposta si parla? L’avvocato conclude l’argomento con questo interrogativo: “È lecito porre al tribunale il problema di un'inattendibilità di quello che Lotito racconta, ed è possibile sostenere che tra i soggetti vi era motivo di avversità tale da poter sostenere che l’affermazione di Lotito possa avere profili calunniosi?”
Conclusioni Noi chiediamo al tribunale di chiarire perché
questa indagine è caratterizzata da alcune particolarità che possono sembrare marginali ai disattenti, ma al lettore attento possono far sorgere profili di dubbio. La domanda che rivolgiamo al tribunale è capire: come mai il Pm o Auricchio hanno scelto delle opzioni investigative che sono
incoerenti con quello che lo stesso Auricchio è venuto a riferire in quest’aula.
Il profilo diventa degno di nota e di domanda allorquando recupero l’argomento già utilizzato dal collega Furgiuele sull’incontro del 14 maggio.
Ve lo dico io perché non sottopone ad ambientale. Perché Auricchio è firmatario ed autore di un'attività di appostamento che definire asimmetrico è un eufemismo, voi lo avete agli atti, avete le foto, vi è una scelta deliberata di diffondere suggestioni e carenze affinché la tesi rimanga in piedi...
“Vi chiedo di verificare l’attendibilità di questo investigatore che non vi ha raccontato un solo fatto, ma ha fatto l’elenco delle telefonate.I fatti c’erano, ve li dovevano fornireVi chiedo anche io l’assoluzione per i tre imputati per non aver commesso il fatto.
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