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Farsopoli di M. LANCIERI del 19/07/2011 08:17:53
L’Auricchio giacobino

 

Auricchio è nell’occhio del ciclone, ma gli va dato atto di dimostrare una certa dose di coraggio, anche se la sua dote, più che coraggio, andrebbe catalogata alla voce “indecenza”.
È di questi giorni una sua lunga intervista al giornale preferito dei forcaioli, quella Repubblica che nel 2006, con Gazzetta, Corriere e molti altri allegri compagni, demolì la Juve e quel briciolo di credibilità che poteva essere rimasta agli organi di (dis)informazione italiani.

La mentalità (e l’ignoranza storica) di Auricchio è tutta in una frase: “Siamo come i giacobini nel 1799” . Se Auricchio alle scuole elementari fosse stato più attento, forse saprebbe come si arrivò alla breve e dolorosa “repubblica giacobina” a Napoli: per mezzo di un’invasione francese che costò la vita ad una decina di migliaia di napoletani, i cosiddetti “lazzari”, appartenenti alle classi meno abbienti, ma tenaci oppositori dei potenti transalpini e dei loro ricchi amici partenopei.
Non a caso, quella repubblica ebbe vita breve: il popolo napoletano mal sopportava i francesi, ma ancora di più, odiava i compatrioti traditori, che si erano alleati con quel Napoleone che di lì a poco si sarebbe auto-proclamato imperatore.

Con la sua topica, Auricchio ha comunque azzeccato un parallelo interessante, che non riguarda tanto l’attuale reggenza napoletana (comunque stranamente contraddistinta da un buon numero di personaggi legati alle vicissitudini farsopolare), quanto piuttosto l’azione “investigativa” (se così la vogliamo chiamare…) relativa ai fatti del 2006. Effettivamente, i protagonisti dell’accusa agli ex-dirigenti juventini ed ai presunti arbitri “amici” si sono dimostrati perfetti giacobini, che grazie al cielo non hanno potuto contare sulle amate ghigliottine, ma che hanno comunque devastato la dignità di tante persone, fingendo di non sapere (o non sapendo veramente) che da “qualche” anno a questa parte ogni persona è innocente fino ad una condanna definitiva che non certifichi il contrario.

Ma chiedere queste “profonde” conoscenze di diritto al giacobino Auricchio è inutile. E allora lasciamo che si vanti di avere “smascherato Moggi” . Poi magari un giorno si degnerà anche di spiegarci perché imboscò qualche decina di migliaia di telefonate a lui sgradite. Ma questo è un altro discorso.

Calcio GP del 18.07.2011
 
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