Quando c'è da affrontare il mostro calciopoli la federazione non ne combina una giusta. Già le sentenze sportive del 2006 sono state svergognate in ogni sede (fiduciosi aspettiamo la revisione ex articolo 39 del CGS), ora in via Allegri si sono tirati un'altra volta la zappa sui piedi.
Nell'ultima udienza del processo in corso a Napoli infatti, la FIGC tramite il proprio legale ha rinunciato a qualsiasi pretesa risarcitoria verso l'ex guardalinee Titomanlio e l'allora designatore degli assistenti Mazzei in merito al capo d'imputazione scaturito per la partita di serie B Arezzo-Salernitana.
Giova ricordare come la partita Arezzo-Salernitana abbia suscitato l'interesse dei carabinieri. L'assistente Titomanlio dopo la partita parla al telefono con Leonardo Meani e commentando il proprio operato dice «Ho fatto una bella partita». Dal nastro all'informativa la frase viene “erroneamente trascritta” da Auricchio e i suoi baldi collaboratori in «ho fatto la partita». E siccome procura federale e corti giudicanti hanno seguito pedissequamente le (male)informative partorite da via In Selci, l'Arezzo si ritrova condannato per aver vinto la partita e per una telefonata intercorsa tra terze persone senza che vi fosse nessun elemento che comprovasse il coinvolgimento diretto della società toscana o di suoi dirigenti! Auricchio è debitore di altre spiegazioni...
Nel corso del dibattimento del processo calciopoli i contorni della vicenda vengono riportati nel suo vero perimetro: si è trattato di un errore e pertanto la FIGC “correttamente” ritiene di non dover chiedere risarcimenti per un danno mai verificatosi. Eccola un'altra mossa pilatesca di Abete & C., non chiede i danni a Titomanlio e Mazzei.
E il danno ingiustamente patito dall'Arezzo? I sei punti di penalizzazione inflitti ai toscani nella stagione 2006/2007 costarono agli amaranto la retrocessione in C1. Abete e il suo avvocato Milella hanno pensato alla prevedibile reazione della società aretina? Immaginavano forse che anche l'Arezzo sarebbe rimasto fedele e accondiscendente alle “sentenze rese”? Che si fa ora, si allestisce un tavolino della pace a cui far sedere la squadra ingiustamente danneggiata?
La verità è che quanto più la federcalcio si confronta con la stagione dell'inquisizione calciopolesca, tanto più rimane intricata nella farsa che essa stessa ha generato. E Abete con i suoi impacciati movimenti ne è la degna sintesi. |