Luciano Moggi ha avuto accesso al lodo stipulato tra la FIGC e il presidente del Genoa Enrico Preziosi, lodo col quale il patron dei grifoni aveva evitato la radiazione. Questa piccola ma significativa vittoria dell'ex Dg juventino è positiva sia perché finalmente si afferma anche in ambito sportivo il diritto d'accesso agli atti sancito dalla legge 241/90, sia perché
a dispetto della formula di riservatezza apposta al lodo tra le parti stipulanti, si riuscirà a vedere effettivamente con quali modalità Preziosi ha evitato la radiazione. E le modalità dell'accordo sono di grande interesse per Moggi e i suoi legali, alle prese con una radiazione che la FIGC vuole per forza comminargli. Non è difficile intuire, almeno a grandi linee, perché la conoscenza di quel documento sia importante per l'ex dirigente bianconero. Moggi si sarà molto incuriosito di sapere non solo su come fare per evitare la radiazione, ma vorrà anche capire perché Preziosi, che ha nella sua fedina sportiva due precedenti condanne - una inibizione di cinque anni con proposta di radiazione e un'altra di sei mesi -,
nonostante una situazione sanzionatoria peggiore della sua non sia stato radiato. Insomma, Moggi pare chiedersi: “perché a me sì e a lui no?”.
Noi invece aspettiamo di conoscere il documento per sapere quale altra scelleratezza ha combinato la FIGC di Abete.
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