L’avvocato Gallinelli a Napoli difende Massimo De Santis, uno dei principali imputati di calciopoli, ricordato spesso per il costante richiamo al famigerato
modello 45, il fascicolo archiviato dalla Procura di Milano, la cui acquisizione non è stata ad oggi concessa.
Il
modello 45 è la procedura di autoarchiviazione che un pm utilizza per etichettare “notizie di reato manifestatamente infondate”. In questo modo il fascicolo non passa al Gip e per consultarlo è necessaria l’autorizzazione del pm. La richiesta è stata avanzata dal legale di De Santis direttamente alla procura di Milano, senza ricevere nessun riscontro. Nel corso del procedimento penale a Napoli l’ invito alla sua acquisizione è stato rivolto al Giudice Casoria, ma non si hanno notizie sulla sua eventuale accettazione e contestualmente una sollecitazione è stata fatta anche al superprocuratore Palazzi che avrebbe potuto richiederne l’acquisizione nell’ambito dell’indagine sportiva. Ad oggi nessuno ha potuto visionare il fascicolo.
L’avvocato ritiene importante l’assunzione di quel documento perché potrebbe dire
«qualcosa in più sulle origini di calciopoli, potrebbero esserci degli ulteriori indizi sul fatto che gli obiettivi sono sempre stati solamente Moggi e la Juventus per colpire i quali si è cercato di utilizzare De Santis. E che gli indizi che stanno alla base delle indagini illegali di Cipriani e Tavaroli sono stati poi – per così dire- “riciclati” nell’inchiesta napoletana».Nel febbraio del 2004, il pm Ilda Bocasini della Procura di Milano convoca l’arbitro Nucini.
«Secondo quando afferma Tavaroli, lo fa a seguito ad un esposto dell’inter. Moratti alla giustizia sportiva ha sempre negato di aver presentato l’esposto, anche perché di tratterebbe di una chiara violazione della clausola compromissoria. Tant’è proprio Nucini viene convocato dalla Bocassini, ma a quanto pare non fornisce risposte esaurienti perché l’indagine non decolla. Anche se dal 2004 dalla Bocassini parte una richiesta di file di log, in pratica tabulati telefonici e lo fa con urgenza , vista la delicatezza delle indagini. Anche quei documenti potrebbero essere nel fascicolo che, tuttavia, viene archiviato dalla stessa evidentemente perché non erano emersi “fatti penalmente rilevanti” ».L’intervista completa rilasciata dall’avvocato Gallinelli a Tuttosport potete leggerla Nel nostro forum.
Con questo breve articolo, abbiamo ritenuto solo di dover evidenziare alcuni passaggi, pur essendo fatti noti i cui elementi sono già emersi a più riprese, sia dal dibattimento del processo napoletano, sia portati alla luce da interventi pubblici dello stesso avvocato Gallinelli.
C’è una costante in tutti queste circostanze che sono man mano sono emerse: l’inter è sempre avvolta da questo alone di” illegalità”, ma per l’opinione pubblica e per autoconvinzione del suo presidente, rimane l’onesta per eccellenza. Nessuno vuole veramente chiarezza. Ci hanno parlato di un puntiglioso Palazzi che però sorvola su situazioni paradossali, che guarda caso riguardano sempre la squadra milanese (come per le indagini illegali). C’è un Presidente della Figc che dichiara ai quattro venti di voler ridare credibilità al calcio e poi spera in un’ingiustizia bella e buona e sotto gli occhi di tutti, per salvare capra, cavoli e poltrona e nemmeno sogna di indagare ancora: di fantasmi ne ha visti già troppi.
C’è il gruppo degli imputati di Napoli e un manipolo di rancorosi che continuano a difendersi ed informarsi cercando di non far cadere definitivamente il sipario sulle vicende legate a questo scomodo capitolo del calcio italiano.
Le novità, seppur importanti, vengono riportate (se riportate) con poche righe dalla carta stampata e dai media in generale, chiaramente vogliosi di far dimenticare.
Nessuna inversione di rotta, anziché arrivare all’auspicata chiarezza continuano ad aggiungersi zone d’ombra.
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