Ricordate Barozzino, La Morte e Pignatelli? Sono i tre operai della FIAT dello stabilimento di Melfi licenziati dall'azienda torinese per presunto sabotaggio durante uno sciopero. Ebbene, i tre operai in questione sembrano poter vantare emuli molto più famosi e agiati. Stiamo per vedere Damiano Tommasi, Gennaro Gattuso e Leonardo Grosso asserragliarsi sul Duomo di Milano in segno di protesta contro la Lega di Serie A per la mancata firma del contratto collettivo dei calciatori. Contratto già steso e concordato ma ancora privo delle firme di ratifica da parte delle società.
Sul sito dell'assocalciatori è stata pubblicata una lettera, sottoscritta dai capitani e altri giocatori di tutte le squadre di serie A, in cui il presidente Tommasi desidera «portare a conoscenza dell'opinione pubblica la sconcertante situazione attualmente in atto per il rinnovo del contratto collettivo». L'assocalciatori ci tiene a sottolineare che a causa delle società «permane oggi un inammissibile periodo di deregolamentazione che lede le nostre tutele non di carattere economico e che potrebbe, ai sensi della legge 91/81, mettere in dubbio la validità dei nostri contratti».
Per certi versi è consolatorio sapere che almeno loro protestano non per questioni economiche. Ci consentano il presidente dell'assocalciatori e tutti i suoi rappresentati di estendere qualche piccola considerazione sulla questione. È sconcertante per l'opinione pubblica apprendere che i calciatori abbiano problemi di Contratto collettivo tali da far proclamare lo sciopero. Questo non per la facile ironia sui plurimilionari che non dovrebbero avere problemi. Il tutto è “sconcertante” perché i calciatori lamentano il menefreghismo dei loro presidenti di club alla firma del CCNL di categoria, eppure non ci sembra che durante la stagione agonistica i calciatori manifestino conflittualità con i patron delle società. “Per puro spirito di polemica” evidenziamo che il capitano dell'internazionale F.C. oggi firma un comunicato anche contro Moratti, però poi non perde occasione per dichiarare quanto sia un signore (sic!) il proprio presidente. E come Zanetti altri suoi colleghi.
Vede caro Tommasi, è per noi sconcertante che i calciatori, che quando vogliono sono ben collocati dentro al sistema e fanno comunella con i presidenti, oggi desiderano “condividere” con l'opinione pubblica una loro problematica. Cosa vogliono i nostri eroi del pallone, l'appoggio dei tifosi?
Sappiano i calciatori che gli italiani si appassionano ad altri CCNL, il proprio. Non c'è molta voglia di interessarsi di un conflitto tra parti sociali molto particolari e privilegiate rispetto alla gente comune.
Con il comunicato del 7 agosto l'assocalciatori non ha fatto altro che dimostrare egocentrismo e lontananza da quella che è la reale situazione sociale del Paese.
Forse è il caso di affermare una buona volta che il pallone non è il fulcro intorno al quale ruota questa nazione. Vogliono scioperare? Facciano pure, gli italiani hanno altro di cui preoccuparsi. Tra il panem et circenses viene sempre prima il pane, al companatico calcio preferiamo altro.
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