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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di N. REDAZIONE del 02/09/2011 07:05:52
Calcio: sciopero o sabotaggio?

 

Definirlo sciopero davvero non si può. Se non altro perché la prima di campionato sarà solamente traslocata a quando le temperature saranno più miti.
E forse, tutto sommato, non è proprio un male che non si giochi in pieno agosto con il termometro vicino ai 40° e anche oltre in alcune città.
A nessuno dei lavoratori mancherà un solo centesimo a fine anno né verranno presi provvedimenti disciplinari né altro che possa minimamente incidere, danneggiare o mettere a repentaglio il proprio posto di lavoro.
Non si capisce quindi perché i media continuino a definirlo “Sciopero” quando tale non è.
Chi non è d’accordo alzi la mano. A parte Zazzaroni che alla DS ha scelto senza dubbi di chiamarlo sciopero sottolineando la parola.
Però qualcosa è successo, e su questo non ci piove. Anche la politica è entrata in campo appena qualcuno ha messo in giro la voce che questi ragazzotti ricchi e viziati non giocano perché non vogliono pagare le tasse, il famoso contributo di solidarietà.
Apriti cielo! Calderoli che, rosso paonazzo in viso come una nduja calabra, scende in campo e, male informato, inizia a tirar giù legnate. Lo seguono colleghi di tutti i colori politici, da Casini a Rizzo, dall’Italia dei Valori al PD e PDL, uomini e donne.
Solo il calcio è capace di questi miracoli in Italia. E succede quando si vince il Campionato del Mondo o quando per la prima volta non si inizia il Campionato.
Ho visto Canale 5 e mamma Rai dedicare servizi molto lunghi sull’argomento, e tutti slealmente facendo fulcro sulla falsa informazione.
Niente di nuovo per noi juventini, ovviamente. Ma dire che tutto è saltato esclusivamente perché i calciatori ricchi, giovani e viziati non vogliono pagare le tasse non è corretto.
I servizi poi, registrati da Milano a Palermo e fatti vedere tutti, hanno rimarcato poco sportivamente quanto detto adesso: i calciatori non vogliono pagare le tasse.
Certo che indignerebbe anche me, se fosse cosi o solo cosi. Ma bastano solo due dati per smontare questa falsità.
In primo luogo, il contributo di solidarietà è venuto fuori da pochi giorni, da quando il Governo con Tremonti ha chiesto altri sacrifici al paese. Quindi non prima. Attendiamo smentite ovviamente, se ve ne fossero.
In secondo luogo, invece, un altro dato: il contratto è atteso da un anno dall’AIC. E da subito l’Associazione Calciatori ha chiesto garanzie per tutti, compreso il famoso art. 7 comma 2 che prevede tutela anche per i fuori rosa.
Detto questo faccio l’ennesimo applauso alla faccia tosta ed insolenza di pseudo giornalisti che sono davvero off limits sulla falsa notizia.
Ma cosa è successo allora? Un sacco di paroloni usati da tutti per far confusione e non far capire niente a nessuno. Leghe, AIC, Il presidente FIGC, Petrucci del Coni, Beretta, i Presidenti delle società etc etc .
Trovare il bandolo della matassa potrebbe sembrare davvero complicato, talmente difficile che i più, quando arrivano alla pagina riguardante lo “sciopero”, si affrettano a leggere i titoli e passano rapidamente ad altre notizie.
Il problema, in realtà, è molto più semplice di quanto ci raccontino.
Cercherò di fare una scomposizione semplice e spiegare il tutto nel modo più comprensibile possibile, almeno ci provo con molta umiltà.
Giancarlo Abete, presidente della FIGC, ha perso di fatto il controllo e la sintonia con le varie Leghe, che sono, o meglio dovrebbero essere, il pilastro del calcio italiano. Le Leghe si sono unite in una specie di patto per la sopravvivenza ed hanno di fatto messo il Presidente Abete in minoranza, non garantendogli più il numero necessario.
La prova lampante di questa rottura si è avuta quando Abete, (quello della morale e dell’etica che non si prescrive) si è detto disposto a “regalare” 20 milioni di euro a fondo garanzia per le società che intendessero tutelarsi, pur di iniziare regolarmente il campionato.
Purtroppo ha ricevuto un secco no da Beretta, che è il Presidente della Lega A.
Qualcuno potrebbe dire “La domanda nasce spontanea: come mai Beretta rifiuta 20 milioni di euro?”.
Semplice, ma prima di rispondere occorre far presente che i Presidenti delle Società hanno colto l’occasione per far entrare nel testo del contratto, in extremis, la famosa tassa di solidarietà. Di fatto mettendo in minoranza, oltre la FIGC, anche l’AIC.
Adesso possiamo rispondere alla domanda che il Lubrano di turno potrebbe aver fatto prima. Beretta rifiuta quella proposta di Abete semplicemente perché i Presidenti hanno tutto l’interesse che non si giochi, non avendo alcuna intenzione di perdere quei milioni di euro che perderebbero sui contratti pregressi firmati al netto.
Ma non solo. Ci sarebbe anche una perdita di potere enorme all’interno dei Club. Della serie “Il padrone sono io e qui comando io, se non ti sta bene da domani fuori rosa”.
Quelli che sono riusciti a seguire con attenzione il mio ragionamento potrebbero però non essere del tutto soddisfatti, magari avvertendo la mancanza di un passaggio fondamentale. Potrebbero chiedersi “Ma allora, Beretta cosa ci sta a fare? Con il ruolo che ricopre avrebbe dovuto accettare, no?”.
Ottima osservazione. La risposta risiede nel meccanismo di elezione del Presidente della Lega A. Chi elegge il Presidente di Lega A? Proprio i Presidenti dei Club. E se sono loro ad eleggerlo, come può fare secondo voi l’interesse di altri? Fine della questione.
E’ più uno sciopero o un sabotaggio dunque? Fate voi.
Intanto in questi giorni, ad Arcore, il vertice dei Ministri ha abolito il contributo di solidarietà. Quindi non ci sono possibilità di appelli.
Caro Beretta e caro Presidente FIGC, le vostre dimissioni forse sarebbero il danno minore a questo punto.
Strana storia, a pensarci bene.
Se la volessimo tradurre in note potrebbe forse ricordare quella ballata leggendaria di Branduardi “Alla fiera dell’est” che tutti conosciamo.
O magari, a cercare un’altra similitudine, potrebbe ricordare una specie di Matrioska messa in mano ad un bambino che, dopo averla scomposta, non riesce più a far entrare la statuina più piccola in quella più grande, e si chiede a modo suo perché. Ma i pezzi son quelli, prima o poi ci riuscirà. Per caso forse, ma ogni pezzo rientrerà esattamente nelle posizioni originarie. E le poltrone saranno di nuovo salve.
Buon campionato a tutti!

Di Antonio (zorba)

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