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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 13/09/2011 08:15:59
C’è chi dice no

 

E anche l’Estate 2011 se ne va. Come ogni anno porta con sè avventure piccanti sotto l’ombrellone, falò in spiaggia al chiaro di luna e tonnellate di improbabili “bombe” del calciomercato.
I quotidiani sportivi hanno dato il meglio di loro nella consueta gara a chi la spara più grossa, allo scopo di alimentare il gioco tutto italico di inventarsi sogni mostruosamente proibiti, come Messi che firma per l’Albinoleffe o Cristiano Ronaldo in trattativa con il Rimini.
Questa passerà alla storia come l’estate dello Sciopero, ovvero quella in cui fu finalmente data la risposta alla domanda che da cento e passa anni risuona nel paese di Dante: “Cosa capiterebbe se agli Italiani togliessero il calcio?”
Rivolte, tumulti, sommosse popolari? No. Il termine tecnico è Una beneamata cippa.
I calciatori scioperano? Bene, e io vado con mia figlia in bici, che tra una cosa e l’altra è tanto che non lo riesco a fare.
Questa sarà anche ricordata come l’estate degli “Indignados” . No, non parlo dei dimostranti che hanno reso ancora più “calde” le piazze di vari paesi... ci mancherebbe, la politica è una cosa seria (o dovrebbe esserlo) mentre qui parliamo di calcio, che è solo un gioco (o dovrebbe esserlo).
In questi giorni, infatti, come per un silente contagio da Torino a Firenze, da Roma a Milano, alcuni nomi più o meno grandi del calcio italiano hanno cominciato ed esternare malesseri, a dichiararsi offesi, quando non addirittura a prendere atteggiamenti di aperto conflitto con le loro squadre.

Ha cominciato il Pupone nazionale. Non appena il nuovo allenatore dei giallorossi ha lasciato intendere che Totti, pur riconoscendo quanto ha dato negli anni alla Roma, non può comunque considerarsi un intoccabile, apriti cielo. Davanti alla prospettiva di avviarsi davvero verso una carriera di venditore di panini con la porchetta, come in un celebre spot televisivo, il Pupone ha cominciato a lamentarsi e strepitare.
S’ode a destra uno squillo di tromba, e da sinistra risponde... un violino.
Da quel di Firenze, infatti, registriamo un simile malessere di Gilardino. L’attaccante della Nazionale, infatti, si è dichiarato molto offeso per il comportamento della Fiorentina, che non l’avrebbe coccolato a dovere. Peccato che il giocatore –pare- si fosse appena proposto al Genoa.
Saliamo ancora lungo lo Stivale e arriviamo a Milano. Qui l’offeso di turno è nientepopodimenoche il celebre Matrix. Non inserito dall’Inter nella lista-Champions ma solo in quella degli svincolati, Materazzi se l’è presa e non poco. Ha anticipato il suo ritiro dal calcio giocato, e la cosa pare sia stata accolta con un sospiro di sollievo dalle caviglie di tutti gli attaccanti della Serie A.
Per par condicio, anche sull’altra sponda dei Navigli, è successo qualcosa di simile. A non aver ricevuto l’invito per il ballo europeo è stato Inzaghi. E Superpippo se l’è legata al dito, altrochè. Si è talmente offeso che vuole andarsene dal Milan. Per carità, nessuno, io per primo, mettiamo dubbi sulle doti calcistiche di Inzaghi. Ma è anche innegabile che, se qualche scelta è stata fatta, una discriminante di peso è stata quella della carta d’identità. Nessuno nega che Sofia Loren sia stata una bellissima ragazza. E chi può negare che porti bene i suoi anni? Ma penso che nessuno dei maschietti del forum, con tutto il rispetto possibile per la Signora Scicolone, la preferirebbe oggi sul paginone centrale di Max al posto di Belen Rodriguez.
E arriviamo infine a Torino. Qua il problema è più complesso.
Faccio una doverosa premessa. Amauri ha –formalmente- tutte le ragioni del mondo. Ha un contratto validamente firmato che lo lega alla Juventus. E i contratti sono carta che canta, non fuffa.
Fine della premessa.
Può però capitare che un giocatore capace di “far reparto” da solo, che oggettivamente ha dimostrato doti e carattere superiori alla media (grazie a cui ha ottenuto quel contratto) inspiegabilmente subisca un’involuzione, diventi di colpo un elemento estraneo al gioco, un undicesimo uomo in campo giusto per figura. Per la carità, siamo umani, non c’è bisogno necessariamente di fare dietrologia per trovare le ragioni di questo “flop”.
Ma allora, a questo punto, se per questo giocatore porsi delle domande non è obbligatorio per legge (visto il contratto di cui sopra), diventa quantomeno consigliabile farlo per dovere morale.
Cercare con la società un “accordo tra gentiluomini”, modificare il contratto, cercare una sistemazione altrove. Cose che avvengono quotidianamente.
Ok, ok, sento già chi mi dice: “Povero illuso, per caso credi anche che Babbo Natale esista veramente? Cosa pensi, che uno sia tanto fesso da rinunciare ad un ingaggio principesco?”
Giusto. Ma sbagliato.
La Juventus ha proposto ad Amauri una rosa di ipotesi; giusto per esaminarne una, sarebbe andato in Francia a Marsiglia, con la possibilità di giocarsi le coppe (mentre come –ahimè- sappiamo, la Juve non avrà quest’impegno) e, almeno formalmente, a pari ingaggio.
Già, perchè la differenza tra l’ingaggio pagato dai francesi e quello attuale se la sarebbe accollata la Juve.
Perchè? Perchè almeno ufficialmente Amauri vuole riprendersi la maglia da titolare, dimostrare in bianconero di non essere un bidone, ma lo stesso campione che –già con quello sciagurato contratto in tasca- ridicolizzò la difesa Juventina in una delle sue ultime partite con la maglia del Palermo.
Messa così, è sicuramente una motivazione onorevole, e non sarò di certo io a dar fiato ai vari tromboni che hanno voluto leggere nei rifiuti dell’Italo-brasiliano oscure trame di altri team che mirano ad assicurarsi il giocatore, come si suol dire, al prezzo delle patate.
Però guardiamoci in faccia, Signor Amauri.
Quello che abbiamo visto in campo con la maglia del Palermo e nelle prime uscite in bianconero era un Signor Giocatore.
Poi è innegabile che “qualcosa” sia successo. Come in quel celebre spot pubblicitario, senza farlo apposta ha spento tutte le luci. Ma se là si trattava delle luci del campo, causando la sospensione della partita, qua i riflettori sono rimasti accesi, il gioco è proseguito. E si è spento lei.
Anche nelle uscite col Parma, in prestito, ha dimostrato di avere ancora i “colpi” del mestiere, ma di essere la pallida imitazione di quel centravanti inarrestabile.
E’ per questo che i suoi proclami suonano “male” alle orecchie degli Juventini, siano essi di Sede o di Curva. Sono un po’ come le giustificazioni del marito lazzarone che promette alla moglie di essere cambiato, di essere un uomo nuovo, mentre ha ancora in mano la bottiglia e che porta sul colletto slacciato vistose tracce di rossetto.
Le auguro ogni bene. In Francia, in Inghilterra, in Turchia o dovunque andrà, le auguro di “ritrovarsi” e di gonfiare 1, 10, 100 volte la rete avversaria. Spero di non vederla “rifiorire” magicamente, però, subito dopo aver vestito un’altra casacca, magari sempre del Campionato Italiano, a parametro zero.
Perchè sa, “A pensar male si fa peccato, ma......
 
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