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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. LANCIERI del 17/09/2011 08:09:32
Temuti ed odiati

 

Cos’è cambiato dal 2006 ad oggi? Nella testa dei rancorosi juventini, praticamente nulla. Pretendevamo allora giustizia. E la pretendiamo ancora adesso. Pretendevamo allora che ci fosse restituita la nostra dignità. E lo pretendiamo ancora adesso. Pretendevamo che la Juve agisse da Juve. E lo pretendiamo ancora adesso. Ma è proprio la Juve che pare essere profondamente cambiata. E finalmente, dopo 5 anni di delusioni, si sta riallineando sulle posizioni dei suoi tifosi più innamorati e sofferenti.
È inutile chiedersi come sarebbero andate le cose se quella pseudo-Juve del 2006 avesse agito con la stessa determinazione della Juventus attuale: servirebbe solo a farci soffrire ulteriormente, anche perché tutti sappiamo che se l’operazione-farsopoli ebbe successo, gran parte del “merito” fu di chi, come Elkann, non volle muovere un dito in difesa dei bianconeri e di chi, come Montezemolo, addirittura si arrabattò perché la Juve fosse sbattuta in serie B senza opporre resistenza.

I dirigenti post-farsopolari ebbero il loro bel daffare a convincere gli juventini a “guardare avanti”, “scordare il passato” e addirittura dimenticare pagine memorabili, come quel 5 maggio in cui la Juve vinse un tricolore insperato, anche grazie al suicidio di quella squadra perdente che, grazie ai regali della Figc e della stessa Juve, ora poteva appiccicarsi sulle maglie uno scudetto di cartone. Qualcuno ricorda le parole di Cobolli Gigli? “Per me esiste solo il 5 maggio di Manzoni”. Questi personaggi, fortemente voluti dalla proprietà per dare un segnale di discontinuità con il recente passato, trasformarono la Juve nella caricatura di una squadretta di provincia, con in più uno strano senso di colpa per avere vinto “troppo” nella sua storia. Insomma, una squadra che voleva essere simpatica, ma risultava solo patetica.. E avrebbero voluto che anche i tifosi bianconeri li seguissero nella loro oscena avventura. Grazie al cielo, qualcuno non si rassegnò, ricevendo come “premio” dalla società il titolo di “rancoroso tifoso di serie C” e venendo trattato quasi come un pazzo.

I giornalisti di carta stampata e tv fecero di tutto perché la storia fosse chiusa: la Juve devastata, Moggi e Giraudo cacciati come cani, l’inter alle stelle. E qualche “danno collaterale”, come quegli arbitri disgraziati, capitati sull’altare sacrificale senza particolari motivi: la vicenda di De Santis, uno dei fischietti più aggressivi nei confronti della Juve, fatto passare per capo della cupola pro-Moggi, ha il sapore di beffa. Anche se i conti evidentemente non tornavano (come faceva la Juve a rubare i campionati senza manomettere neanche una partita?), bisognava porre una pietra tombale sull’argomento e tirare avanti.
Per gli juventini “rancorosi” la situazione era tragica: la Juve stava zitta, come pure i giornali e le tv. Non solo: anche quando capitava di subire torti clamorosi sul campo, il massimo che si poteva sentire era la voce di un dirigente che piagnucolava: “Abbiamo già pagato per le nostre colpe (quali???), ora lasciateci giocare”.

E allora sembra evidente che in questi 5 anni a cambiare non siano stati gli juventini (o almeno non tutti), che dal primo istante ebbero ben chiara l’ingiustizia subita, ma la stessa Juve, grazie al cielo! Finalmente la dirigenza non si mette in ginocchio di fronte a chi le ha sgraffignato i titoli, regolarmente vinti sul campo. Finalmente non si fanno più gli occhi dolci a quella federazione alla quale i giocatori juventini hanno regalato 4 titoli mondiali, ricevendo in cambio solo offese e prese in giro. E di conseguenza è cambiato anche l’atteggiamento di tutti quei personaggi che orbitano attorno al calcio, con maggiore o minore continuità, chi con mezzi propri, chi con voli di stato.
Se fino a pochi mesi fa, i pochi irriducibili che continuavano a chiedere giustizia non trovavano spazio sui giornali “di regime” e, quando venivano citati, era solo per essere definiti spocchiosamente “quattro barboni”, oggi nessuno può nascondere che il popolo juventino si sia definitivamente stancato di essere preso in giro e che finalmente anche la Juve sembra essere intenzionata ad arrivare fino in fondo alla storia. Anche i giornalisti più fedeli alla linea “federale”, ora cominciano a preoccuparsi: inizialmente, si pensava che le uscite battagliere di Andrea Agnelli fossero solamente dettate dalla voglia di farsi amare dal popolo bianconero. Ma se il presidente juventino non scherzasse? È di questi giorni una dichiarazione dell’avv. Briamonte, che ha portato ad esempio una recente sentenza che ha comportato il risarcimento di circa mezzo miliardo di euro ad una società, perché non le era stata assicurata equità di giudizio. E lo stesso avv. Briamonte ha sottolineato che Farsopoli alla Juve è costata un danno di svariate centinaia di milioni. In altri termini, se l’azione legale dei bianconeri trovasse uno sbocco positivo, la Figc si troverebbe costretta a rimborsare alla Juventus una somma ben difficile da reperire.

Il sorriso sulle labbra dei giornalisti sportivi è scomparso e la voglia di ironizzare sui “rancorosi” e sui “talebani” juventini si è trasformata in qualcosa di diverso, che somiglia molto al sentimento provato nei confronti dei bianconeri fino al 2006: odio.
Lo stesso odio che gli anti-juventini già riservano al neo-allenatore Conte. Uno di quelli che non ci sta a perdere e neppure a farsi prendere in giro, uno che anche se vince 4-1 non dimentica un rigore negato o un gol buono annullato. Perché lui, come tutti i giulemanisti, vuole vincere, ma vuole pure la Giustizia.
Forse è finita l’epoca dello “smile” a tutti i costi. La strada per tornare ciò che eravamo è ancora lunga. Ma il fatto di essere temuti ed odiati è già un buon inizio.

PS: qualche giornalista “ottimista” è ancora convinto che se la Juve tornasse a vincere uno scudetto, gli juventini dimenticherebbero quanto accaduto nel 2006. Un consiglio: non si illuda…

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