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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di N. REDAZIONE del 20/09/2011 11:23:25
Calciopoli, udienza del 20.09.2011

 

Riapre i battenti l’aula 216 del tribunale di Napoli per accogliere le udienze conclusive del processo Calciopoli. Oggi è il turno delle arringhe difensive degli imputati Innocenzo Mazzini e Salvatore Racalbuto .
Il 27, scenderà in campo l’agguerrita difesa di Luciano Moggi, che sta da qualche giorno preparando il terreno a quella che sarà una scoppiettante arringa ricca, a quanto pare, di ulteriori elementi comprovanti un disegno anti-juventus.

INNOCENZO MAZZINI

Difesa Mazzini, Avvocato Botti

La credibilità del processo. L’avvocato introduce la sua arringa richiamando la necessità di “recuperare una credibilità che fino ad oggi è stata dispersa”, in un processo affrontato mentre la Corte di Appello, per tre volte, discuteva la ricusazione del giudice (“Una cosa irreale!”)

Rinvio a giudizio e requisitoria finali uguali. L’avvocato Botti, accusa il p.m. (“I pm si sono innamorati di un tema investigativo: ha dato un volano per prestigiose carriere politiche per il pm e per l’investigatore”) per la conduzione del dibattimento: “La stessa requisitoria con cui è stato chiesto il rinvio a giudizio è quella con cui sono state chieste le condanne”.
Nei mesi di dibattimento le ipotesi investigative non hanno trovato conferma, anzi hanno ottenuto un chiaro ridimensionamento della sua tesi iniziali.

Un’indagine piena di anomalie e la pressione mediatica, per l’avvocato Botti che richiama la fuga di notizie e la conseguente pressione mediatica ricercata che ha generato, nell’immediato, gli effetti che doveva creare. Ricorda anche i 2 libri dell’Espresso che contenevano tutto il materiale delle informative dei carabinieri (“è un reato, in quanto erano documenti non pubblicabili”).

Maddalena e l’inchiesta di Torino e il metodo investigativo. L’avvocato riprende, entrando nel dettaglio, l’importante indagine che poi fu archiviata, con parere favorevole anche del Procuratore Generale Caselli, Tatangelo e dallo stesso Guarinello che sosteneva che l’associazione e la ricettazione non erano comunque sostenibili. “Napoli, invece, prosegue e cosa ha in più? Solo il numero di intercettazioni”.

La captazione telefonica come fonte di prova. Botti , nell’affermare che “una fonte di prova ambigua non può essere l’unica”, e accusa il pm di essersi comportato come un avvocato di parte ha selezionando una serie di telefonate ed occultato tutte quelle che non servivano alla sua causa (violazione del codice 358 c.p.p.)

Il momento dell’autocritica. Botti, accusa i pm di ignorare volutamente quali siano le consuetudini, le gerarchie e i comportamenti che caratterizzano il mondo del calcio, laddove anche la giustizia sportiva ha sostenuto che non si possono individuare i presupposti dell’associazione ( sentenza della Caf del 2006).

Chi è il prestigiatore?. “..Perché sono stati tirati fuori da questo cilindro solo alcuni nomi?”, “? Cosa diversifica i promotori di questa associazione da coloro che nel processo sono emersi come persone che mettono in atto le stesse modalità?..”

Monopolio di tre società Se di monopolio si può parlare, per l’avvocato Botti, occorre considerare tre squadre: Milan, Inter e Juventus. Il tutto seguendo le statistiche degli ultimi 30 campionati. Esiste una soggezione degli arbitri, ma essa è in un triangolo tra Milano e Torino.

Giudici non tifosi. L’invito del legale è quello di restituire una veste giuridica a questa verità evitando di partire da una suggestione come ipotesi di reato.

Mazzini come capo dell’associazione. Botti ricorda il criterio della Cassazione che deve essere adottato nel caso specifico, invitando a non valutare il grado di responsabilità sulla base della quantità delle telefonate, ma la condotta e le posizioni di Carraro e Ghirelli.

Mazzini e il calcio dilettantistico Lo stesso Auricchio ha dovuto riconoscere che Mazzini era espressione del calcio dilettantistico; Abete ha ammesso che Mazzini si occupava di antidoping e di dilettanti e che la gestione era collegiale.

Salvataggio della Fiorentina . Botti invita a riascoltare le intercettazioni di Carraro e di Abete e verificare se ci sono parole diverse da quelle utilizzate da Mazzini, chiedendo retoricamente, se questo atteggiamento ha rilievo penale.E Mazzini chiede par condicio.«Devo ricordare il caso di Carraro e Ghirelli, anche loro ai vertici arbitrali: loro sono usciti giustamente senza nemmeno l’onta del rinvio a giudizio, e attenzione la loro sentenza è andata in giudicato. E l’altro vicepresidente, Abete, nemmeno l’avviso di garanzia. Allora più tardi compareremo i comportamenti dei soggetti: perché analoga valutazione non è stata fatta per gli altri, visto che identici erano i comportamenti? Il criterio è il numero delle telefonate?»

La millanteria . Una dote di Mazzini per l’avvocato Botti. Egli non ha assolutamente i poteri di cui si vanta.

Perché Abete non è indagato?. L’avvocato inviata a rileggere l’intercettazione tra lui Mazzini e tra lui e Ghirelli, chiedendosi il perché, il presidente della Figc non è nemmeno indagato.«Il medesimo Abete graziato, giustamente, dal processo nonostante una deposizione testimoniale che solo la bontà dei pm poteva chiudersi inq uesta sede. Una verginità che aveva resistito all’indagine, nonostante i suoi sviamenti ci ha assistito.»

Una persona onesta che giocava a fare il potente . L’avvocato parla di Mazzini come di una persona onesta che giocava a fare il potente, chiacchierone e millantatore. A questo punto richiama alcuni interventi di Luciano Moggi in cui diceva che Mazzini non aveva tutto questo potere e la ricostruzione logica di Ferri sulla personalità dello stesso Mazzini (giocherellone, logorroico e millantatore). Viene ricordata anche un’intercettazione tra Meani e Contini.

Tutte le telefonate di Mazzini avvengono a partite concluse. A riprova per Botti che si tratta di discorsi da parte di uno che non aveva alcuna possibilità di intervenire!

Nessuna intercettazione tra Mazzini e Carraro. L’avvocato si chiede come sia possibile che non vi è alcuna intercettazione tra Mazzini e Carraro, come mai cioè, il vicepresidente della Federazione non ha un canale diretto con il suo presidente.

Interpellato dai della Valle. Botti propone questo paragone: i Della Valle si rivolgono a Mazzini, allo stesso modo in cui Lotito si rivolge a Carraro.

Villa La Massa . Botti ricorda come, Auricchio arrampicandosi suglli specchi, risponde che non sono state fatte intercettazioni ambientali in quanto il proprietario del ristorante era amico dei Della Valle! Il sospetto: una dichiarazione risibile o una precisa volontà di effettuare una selezione tra le intercettazioni?

Sentenza De Gregorio . Un elemento certo, da addebitare a Mazzini, secondo il Gup è quello delle schede svizzere (“che non aveva”). Anche Auricchio dice che non era un aspetto dell’indagine di cui si è occupato. Botti afferma quindi che il primo elemento del gup non è applicabile a Mazzini. L’altro elemento è dato dalla partecipazione agli incontri che l’avvocato invita ad andare a verificare. La conclusione è con una domanda retorica: “…se io organizzo tutto ciò, devo averne un vantaggio? Quale è il vantaggio penalmente rilevante? Essere inserito in un mondo di una fascinazione straordinaria? “

Chiesta l’assoluzione”: Credo che il tribunale debba mandare assolto l’imputato Mazzini per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste”.

Avvocato Bratti, difesa Mazzini

Nessuo riscontro, solo smentite. Bratti inizia la sua arringa ricostruendo l’operazione” salvataggio della Fiorentina” partendo dalle elezioni di Carraro e di Galliani, dove, dopo l’iniziale contrapposizione vi è stato poi un compromesso, confermato in aula dallo stesso Abete.

Attività finalizzata ad alterare il risultato delle partite.
La procura parla di un’attività finalizzata ad alterare il risultato delle partite della Fiorentina, ma non troviamo, nessun capo di imputazione che vede la Fiorentina come parte offesa e nessuna partita sotto osservazione. Bratti afferma che il pm “ha utilizzato questa idea suggestiva del salvataggio della Fiorentina per avvalorare la sua tesi.”

Nulli i contenuti dimostrativi di Villa la Massa. C’è un incontro tra 4 o 5 uomini in un locale pubblico. Il giorno dopo l’incontro, la Fiorentina non vince (con l’Atalanta) e dopo la gara, se c’era un patto - chiede Bratti - perché non c’è nessuna telefonata di lamentela da parte di nessuno?
L’avvocato elenca le partite successive.

La prova dell’associazione dalle intercettazioni? Vengono ricordate le seguenti telefonate: 21 aprile 2005 (che per la procura segna l’inizio del patto; 02.05.2001, Della Valle chiama Moggi (Moggi non dice ‘ci penso io’!, ma di attivarsi per non avere svantaggi).

Salvataggio Lazio . L’avvocato Bratti afferma che per la Procura i rapporti politici sono la chiave di lettura delle intercettazioni tra Lotito e Mazzini. Non ci sono dei passaggi successivi.

Chievo-Fiorentina (maggio 2005). Non ci sono prove di alterazione del sorteggio, il pm prende in esame tre intercettazioni ( due tra Mazzini e Bergamo, e una tra Bergamo e Della Valle) e altre due che smentiscono la tesi vengono invece dimenticate (Moggi - Della Valle e Mazzini - Mencucci). L’avvocato chiede se è possibile che il capo promotore dell’associazione debba rivolgersi a Mencucci dicendogli di far telefonare i Della Valle a Bergamo senza verificare se i Della Valle chiamano il designatore. Era necessaria la verifica in quanto non vi è nessuna telefonata tra i due!

Lecce-Parma Le testimonianze in aula degli assistenti di Dondarini e del quarto uomo parlano di un arbitraggio fatto secondo le regole ed inoltre, sia rispetto alla designazione, sia alla possibilità di alterare il risultato, non vi è alcuna intercettazione in merito.

Chiesta l’assoluzione. L’avvocato conclude affermando che le operazioni di salvataggio della Fiorentina e della Lazio non esistano, ma che siano state solo descritte dai pm in quanto era più comodo sostenere la loro accusa. Chiede l’assoluzione di Mazzini perché il fatto non sussiste.


SALVATORE RACALBUTO


Avvocato Mungiello, difesa Racalbuto

Nessun dato oggettivo. Non ha percepito danaro, non ha avuto progresso di carriera, non era internazionale ma al terzo anno di proroga. Nessun dato oggettivo per l’avvocato Mungiello

Le schede svizzere. L’avvocato ricorda che a Racalbuto viene contestato il possesso delle schede svizzere, ma che alle stesse non può essere attribuito alcun valore probatorio. Secondo l’accusa due sono i contatti provati dall’aggancio della cella a Gallarate. L’avvocato produce un documento che attesta che in entrambe le occasioni l’arbitro ha dormito in albergo e non è tornato a casa.

Coppola e le indagini. Mungiello contesta il metodo di indagine ricordando il famoso episodio in cui Coppola , parlando delle pressioni ricevute dell’inter, si è sentito rispondere che non gli interessava questo aspetto, ma solo della Juventus.

Nessun teste ha confermato le accuse. Sono stati sentiti oltre 100 testimoni, prosegue l’avvocato,
e tutti hanno detto che non vi era nulla che potesse far pensare loro all'esistenza di un'associazione finalizzata alla frode sportiva.

Nucini e le telefonate non valutate. “Nucini ci ha detto cose inenarrabili!” (in che veste poi?). Inoltre, come ammesso da Beatrice, numerose telefonate non sono state valutate dal p.m.

Ammonizioni dolose. L’avvocato ricorda quelle che dovrebbero essere le ammonizioni dolose di Contini e Pisano per non farli giocare contro la Juventus. Due giocatori di riserva del Parma e nessun arbitro, a cui è stato chiesto se li conoscesse, ha detto di ricordarli. L’avvocato chiede retoricamente come si può immaginare che un arbitro, possa ammonire un giocatore vedendo da lontano chi è.

Cagliari–Juventus. La quasi totalità delle telefonate su Racalbuto sono fatte suoi referti da Pairetto e Bergamo. Ne cita una ad esempio...

Le schede svizzere. Mungiello si chiede a cosa doveva servire la scheda svizzera. Se l’accusa è quella di un accordo ad inizio campionato che voleva la Juventus vincitrice dello scudetto, era necessario ricordare ogni cinque minuti questo aspetto?

Roma-Juventus. Partita ad alto rischio e molto sentita. Dopo quella gara Racalbuto viene fermato per 8 turni, perdendo così € 40.000,00. “Continuo a chiedermi: qual è l’utile di Racalbuto di far parte dell’associazione se non è nemmeno tutelato?”. L’avvocato ricorda delle telefonate che la procura non ha inserito prima, durante e dopo la gara. Telefonate in cui Bergamo dice che hanno sbagliato gli assistenti..

Reggina-Brescia. Intercettazione ambientale presunta tra Rcalbuto e Moggi. Anche se fosse – dice l’avvocato – Moggi dice al suo interlocutore di “fare la partita con tranquillità, senza farsi condizionare”.

La media.Nella stagione 2004-2005, Racalbuto ha arbitrato 16 partite, la media degli altri arbitri è di 24/ 25.

Chiesta l’assoluzione. L’avvocato chiede l’assoluzione perché il fatto non sussiste e perché non costituisce reato

Appuntamento per il 27 con le attese arringhe di Prioreschi e Trofino per la difesa di Moggi


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