Due righe
en passant sulle continue esternazioni dei politici sulla Juve. Nel 2006 la sinistra, con Giovanna Melandri in prima fila (spalleggiata da Montezemolo), agitò con veemenza i forconi del colpevolismo e chiese con foga la retrocessione della Juve in B, ottenendo poi anche la rinuncia al TAR. Oggi assistiamo alle poco istituzionali
perfomances dialettiche “contra-Juve” di un altro ministro, La Russa, schierato dall'altra parte dell'emisfero politico.
Nel paese molto spesso si sente parlare di sentimento anti-premier quale unico elemento politico aggregante una parte contro l'altra. Invero sembra che
l'unico comune denominatore che unisca la politica in una posizione bipartisan sia la brama di attaccare la Juventus. Nel 2008 alcuni di noi hanno boicottato il voto presentandosi ai seggi ma rifiutando le schede. Allora punimmo il progressismo di sinistra a cui era piaciuto sguazzare in calciopoli. A questo punto, assodato che i più ci sono contro (i compagni della Melandri e gli amici di La Russa) e gli altri mostrano indifferenza,
non è d'uopo boicottare di nuovo il voto alle prossime elezioni politiche (in Italia possono capitare da un giorno all'altro)
facendo così pesare quattordici milioni di schede bianche o rifiutate? Commenta l'articolo sul nostro forum!