Giunge all’ultimo atto l’iter procedurale messo a punto per estromettere definitivamente dal mondo del calcio Moggi, Giraudo e Mazzini.
La FIGC non ha voluto rinunciare alla presa delle sentenze rese nel 2006, nonostante Palazzi abbia fatto riferimento nel corso dell’operazione “mancata revoca dello scudetto di cartone” ai
mutati scenari di calciopoli e alle nuove responsabilità extrabianconere in forma di illecito, sicchè gli ex dirigenti juventini e l’ex vicepresidente della FIGC sono stati radiati dalla Federazione.
L’Alta Corte del CONI, alla quale spetta l’ultimo grado di giudizio, è presieduta da Roberto Chieppa, coadiuvato da Lo Turco, De Roberto e Pardolesi. Certamente ricorderete quest’ultimo tra i tre saggi, con Aigner e Coccia, che nel 2006 cercarono di indurre a più miti consigli Guido Rossi o l’anonimo che fece poi le sue veci riguardo all’assegnazione dello scudetto 2005-2006, vincolandolo ai requisiti di
probità sportiva in seguito dissolti come neve al sole, nel tentativo di preservare la Federazione da possibili risarcimenti futuri dettati dal corso della giustizia ordinaria. Assente Giraudo, Chieppa dirime i preliminari: chiede ai legali di esprimersi sull’ attualizzazione, la tardività della sanzione accessoria della radiazione, che l’avvocato Tedeschini aveva già sollevato il 6 giugno in base all’art. 6 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sui mezzi istruttori ulteriori richiesti e sui margini del giudice sportivo nel caso dei tre radiati di calciopoli.
Dopo 90’ compare un
Mazzini rilassato, poiché ci sarebbe stata grande attenzione alle tesi dei suoi legali e si sarebbe svolto un dibattito molto caldo sui punti fondamentali di questa vicenda. A seguire i legali di Giraudo e Moggi.
Prima delle ventuno
D’Onofrio comunica che l’udienza al Coni è conclusa, precisando che
solo per la FIGC il tempo è fermo al 2006. Si attende la sentenza, che se fosse favorevole consentirebbe di segnare un primo passo verso quella verità che da 5 anni viene scientificamente ignorata.
L’auspicio è che il CONI tenga fede alla sua richiesta di attualizzazione di fatti e circostanze. Che il
conflitto di intenzioni con la FIGC conduca inevitabilmente a rivedere le responsabilità e soprattutto segni una tappa importante verso la
revisione dello scempio operato nell’estate del 2006. Invece le notizie che arrivano non sembrano essere positive. Secondo l’avvocato
Galasso, legale di Giraudo, si è
fuoriusciti dai limiti della giustizia sportiva ed è stato colpito il diritto fondamentale della persona umana. L'ambito autonomo dei giudici sportivi è stato superato dai principi di quello statale e comunitario.
L’avvocato
Prioreschi, difensore di Moggi, ha parlato di
impossibilità di difendere il suo assistito, mancando la disponibilità all’attualizzazione dei fatti pure richiesta dallo stesso CONI alla Federazione.
Non essendo manifeste nemmeno le intenzioni di accogliere le dimostrazioni di buona condotta di Giraudo. Ancora una volta è stato durissimo, definendo il procedimento istruito dalla Federazione
processo-truffa e farsa. Pertanto, in caso di esito negativo, i radiati non si fermeranno e andranno ai tribunali civili, chiedendo risarcimento per questo trattamento. Ha comunque sottolineato che i giudici del CONI hanno ascoltato con interesse le tesi dei radiati.
L'Alta Corte dovrebbe riservarsi la decisione nei prossimi giorni. Forse addirittura dopo la sentenza di Napoli, che ancora una volta risulta essere l’ago di una bilancia difficile da rimandare nei nostri pensieri all’immagine evocatrice della giustizia.
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