Partiamo da una doverosa premessa: siamo certi che dietro l'ipotetica fornitura di acciaio non a norma, utilizzato nello Juventus Stadium, non ci sia lo zampino di Alex Del Piero, che smetterà i panni di Pinturicchio per vestire quelli più congeniali di Alex “il drastico”?
Spietato, cinico, calcolatore, pure veggente: sapeva che Agnelli gli avrebbe teso la trappola , che lo avrebbe spogliato della fascia di capitano, che lo avrebbe costretto ad ammainare bandiera. E allora vendetta, tremenda vendetta! Peggio , molto peggio: sabotaggio. Così Andrea impara.
Never Mind. È il delirio notturno del vostro umile cronista, poco lucido per essere serio, comunque credibile per ironizzare sul significato della cronaca.
Già, esiste ancora la cronaca? Esiste il cronista nei media odierni? O esiste piuttosto una vasta categoria di “distorsori della realtà”? E allora perché non aggiungersi al folto gruppo di distorsori, magari attraverso l’ironia?
C’è però una notevole differenza: io non mi sono mai spacciato per cronista.
Ma se lo fai per professione, allora la musica cambia. L'etica professionale del cronista dovrebbe imporgli di raccontare la verità. Chi, anziché servire la verità, fa a brandelli la notizia, chi la storpia, chi la violenta, non ha come scopo quello di elevare l’etica propria e della professione, ma unicamente quello di speculare.
E se la speculazione finanziaria distrugge o partecipa alla distruzione dell'economia mondiale, speculare sulle notizie determina la distruzione della realtà, costruendone una a piacimento del potere.
Non sei cronista, sei uno speculatore: assurda, ignava, succube marionetta del sistema.
È la realtà ( quella vera) che testimonia quanto accade in “questo stupido paese”, orfano di cronaca , della semplice adesione ai fatti. Accade nell'economia, nel quotidiano, nella politica: il fatto non sussiste, o meglio non esiste.
Ora abbandoniamo questi temi per noi anche troppo problematici e torniamo a parlare di ciò di cui ci occupiamo: parliamo della Juve, perché amiamo la Juve; difendiamo la Juve, perché amiamo la Juve.
L'amore è cieco, si dice. Ma non così cieco da impedirci di capire che
l'ennesimo attacco mediatico è partito, forse perché non si accetta che finalmente si stia provando a riscrivere una storia che storia non potrà essere fino a quando resterà falsata.
E allora perché
non toccare due gemme che rappresentano e legano passato, presente e futuro?Astuti, nulla da dire: maledettamente furbi.
Uno stadio, il nostro stadio, e il vecchio campione, il nostro vecchio campione. La casa nuova ha già delle crepe. Udite, udite: c'è rischio di crollo! Sarà sicuro? La speculazione edilizia lascia il campo alla speculazione mediatica, tant'è vero che nessuno ha “ordinato lo sgombero” né si sogna di farlo.
E le parole di Andrea Agnelli su Del Piero? C'è pure chi sospetta che sia la paura di perdere la poltrona a costringerlo ad eliminare un possibile, credibile e carismatico candidato.
Non ci risulta, anche in questo caso, che siano indette elezioni alla carica di presidente della Juve, né che il nuovo asse Elkann-Agnelli sia già in discussione, visto che qui non ci sono di mezzo gli affetti, ma gli affari di Famiglia.
E la logica, qualora si temesse il colpo di stato, suggerirebbe di mantenere impegnato, sul campo, il generale ambizioso e carismatico piuttosto che togliergli i galloni.
Ma la logica, così come l'intelligenza , non è patrimonio genetico della stampa e dei media. E, visto che è evidente la speculazione contro la Juve, bisogna rimanere impassibili e riconoscerla come tale, magari suggerendo al Crosetti di turno di partire, nel racconto della “sua cronaca”, dalla premessa iniziale: sai che scoop, sai che titolone sul giornale, sai che tiratura!
Roba da premio Pulitzer… e poco importa se a vincerlo sia un cronista o una marionetta.
L'importante è crederci oppure no: dipende dai punti di vista.
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