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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di N. REDAZIONE del 25/10/2011 11:47:41
Calciopoli, udienza del 25.10.2011

 

Ma quale cupola!

Casoria: "L'8 parlerà il pm Capuano, poi mi affido al buoncuore degli avvocati: se non parlano troppo, si va in camera di consiglio. Se no il 15 per la sentenza" .

Nuovo appuntamento nell’aula 216 del Tribunale di Napoli dove si avvia alla conclusione il processo calciopoli. Oggi tornerà in aula l’avv. Morescanti che pronuncerà l’arringa conclusiva per i suoi assistiti: Paolo Bergamo, Maria Grazia Fazi e Angelo Fabiani.
Grande attesa per l’intervento della difesa di Moggi affidata all’avvocato Trofino che tratterà il tema legato all’associazione a delinquere.
Il pm Capuano ha annunciato una sua replica a cui seguiranno anche le controdeduzioni delle difese. Questa potrebbe essere anche l’ultima udienza in attesa della sentenza. Scopriremo in giornata se i Giudici potranno entrare in Camera di Consiglio o dovranno attendere un aggiornamento all’8 novembre.
Nel frattempo nuove intercettazioni fanno irruzione e rendono ancora più chiaro uno scenario che è stato completamente ridisegnato dal processo napoletano.


DICHIARAZIONE SPONTANEA DI PAOLO BERGAMO


Paolo Bergamo ripercorre la sua carriera nel mondo del calcio ricordando e di come, venuto a conoscenza del tentavo di illecito nei confronti della Roma (100 milioni per una partita internazionale con il Dundee), non lesinò nulla alla ricerca di quell’imbroglio : ” Io, benché giovane, convocai i due signori a Bologna, con un registratore nella giacca registrai tutto e li denunciai”. “Io credo che eravamo un gruppo di imbroglioni sgangherato” replica all’insinuazione di Narducci, ricordando la famosa partita di Perugia in cui la Juve perse il titolo all’ultima giornata di campionato. Ricorda lo scudetto vinto dalla Roma (per la prima volta nella storia del calcio due scudetti non al nord consecutivamente”), quello perso dall’inter il 5 maggio, l’incontro con Moratti e le indagini svolte dalla Securiy Telecom (“è accertato che proprio quell’anno Moratti incaricò la security Telecom di svolgere indagini e controlli bancari che sono stati fatti per me, le figlie, la moglie e mio fratello”). “Forse ero un imbroglione che riesce a farla franca, se riesco ad ottenere ancora promozioni”, prosegue l’ex designatore ricordando che proprio in quell’anno ottenne una promozione Fifa per designare alle Olimpiadi e al Mondiale 2006.
Ricorda il suo rapporto con Capello: «L’anno dopo venivamo da incontri sfortunati con la Roma: “per me dipendeva da Fabio Capello, che indispettiva gli arbitri”. Bergamo lo chiamò e strinse un patto: “Ci sentiamo tutte le settimane … ma tu mi devi garantire che non protesti, non alimenti tensioni in tribuna”. “Lo scambio di informazioni fu positivo”, fu un bel campionato.
Già prima del 2004-2005 aveva chiesto a Collina di prendere il suo posto di designatore: ” Lo andai a trovare a Viareggio per convincerlo ma non ci riuscii.” Fu un anno molto duro, con la stampa che non aiutò. L’anno del problema debiti per il Milan, della quotazione in borsa della Saras ( “andò in borsa e il titolo viene sopravvalutato per ripianare i debiti del calcio”), Cragnotti abbandonò la Lazio, La Fiorentina fallita insieme al Napoli, al Bologna e al Perugia, la famiglia Sensi si era “dissanguata” per la Roma e il Parma si salvò per caso.
Parla della situazione della famiglia Agnelli, delle contrapposizioni con Giraudo, “il vero obiettivo che viene disintegrato”. Pur chiusa con un nulla di fatto l’inchiesta Torinese, “la strategia del sospetto aveva già avuto un suo effetto “. “Tavaroli, è già a sentenza, ha detto chiaramente che le fatture dell’Inter sono state pagate perché Moratti e Facchetti gli avevano commissionato di fare indagini riservate su un gruppo di persone delle quali anche io facevo parte”. Ma anche da questa indagine nulla emerse.
Ma a Napoli Auricchio ha delega dai pm per svolgere un’indagine sul mondo del calcio. In quel momento Baldini si dimette dalla Roma “perché incapace di gestire una situazione così importante, dopo che la Juve gli aveva portato via l’ossatura della squadra”. Dopo l’acquisizione delle 170.000 telefonate si costruisce un processo mediatico :” Io ero un assicuratore ed ho perso tutto in una settimana”.
Io parlavo con tutti... Io dovevo stemperare le divergenze…la Federazione voleva che si intrattenessero rapporti con le società perché non voleva polemiche sulla stampa, non voleva ambienti ostili, c’era un indirizzo”. “La Federazione ci manda a scuola da Maurizio Costanzo perché dovevo imparare la mimica e le posture per andare in tv a spiegare gli errori, ci imponeva di tenere una rubrica sulla gazzetta dello sport per spiegare gli errori. Tutto alla luce del sole! “
Quello che Carraro diceva per noi era una missione, lui faceva la politica federale e, sapendo il valore dell’uomo, non ci sono mai stati dubbi”.
"Quando venni ricevuto da Narducci e Beatrice dissi e spiegai: non tradisco la fiducia di Pairetto. Magari in Svizzera, vi vado ogni settimana. Il Maresciallo Di Laroni mi ha aiutato: durò due settimane, e il telefono lo diedi a mia moglie che esaurì il credito velocemente"...
Arriva l’argomento Nucini e Bergamo afferma che «Qui si sono sentiti falsi storici”, “Nucini non era un arbitro all’altezza. Parla di Tombolini, Di Mauro, Copelli (“io l’ho portato ai mondiali”), Gabriele, Paparesta (“la sua ambizione lo induce a non scrivere” nel referto le parole grosse Juventus).
I rapporti anche a Cena con Sensi, Governato, Spinelli, Aliberti, Ghirelli, Spalletti, Tanzi e Sacchi. Nel girone di ritorno Juve, Inter e Milan andavo a Livorno e lui ci teneva a riceverli a casa sua. “Ma lo stravagante è altro: quando chiamo Facchetti e lo vado a prendere all’aeroporto, poi lui chiama Moratti da casa mia, chiamiamo l’addetto stampa dell’Inter; in altre occasioni chiamo Galliani, lui mi richiama e queste telefonate sono sparite! Poi l’ultima di campionato, già vinto dalla Juventus, io invito anche i dirigenti bianconeri, anzi chiamo anche Mazzini… quando vengono Moggi e Giraudo, guarda caso, ho la casa circondata dai carabinieri”.
“Non mi torna per niente. Ho scritto un libro perché nessuno mi ascoltava nel 2006. Nemmeno una denuncia per quello che ho scritto in quel libro. Questo sistema ha prodotto dei danni irreparabili ma a qualcuno è andata bene: il maggiore Auricchio ha fatto carriera, con lui Narducci assessore. Dico solo che forse è uno sfogo inopportuno, ma io credo che arriverà un giudizio finale per tutti : io sono sereno, altri lo saranno un po” meno”

SILVIA MORESCANTI, DIFESA BERGAMO, FABIANI, FAZI

Silvia Morescanti, legale di Bergamo, esordisce tenendo conto che questo è il processo di calciopoli e come tale non uno qualunque. Il pm Narducci a suo tempo espresse il celeberrimo "piaccia o non piaccia", ma avendo basato le prove sulle intercettazioni, come è stato possibile svolgere un processo sulla selezione di quelle intercettazioni?
Anche gli interrogatori sono stati condotti in fase istruttoria prendendo come punto di partenza alcune intercettazioni, per indurre i testimoni a credere che ci fosse un determinato sistema. Molti di essi sono venuti in aula per prendere in giro gli avvocati e la corte. La Morescanti si meraviglia che Nucini non sia stato cacciato, tanto palesemente falsa era la sua testimonianza. L'aver presentato questi testimoni e l'aver costruito le prove in maniera arbitraria è causa per Narducci di una grave accusa: protagonismo.
L'accusa di associazione a delinquere si basa su un vincolo associativo permanente, stabile, che prevede l'esistenza di una struttura organizzativa. Secondo il pm era attiva dal 1999 e vi inserisce Fabiani, che all'epoca non faceva parte del calcio professionistico.
I testimoni hanno dimostrato che era impossibile truccare i sorteggi. Manfredi Martino preparava i bigliettini ripiegati in 4, quindi illeggibili, dentro le urne trasparenti. Le palline si ammaccavano spesso e quindi non erano identificabili. Il designatore sceglieva la prima scheda con la partita e il giornalista la seconda con l'arbitro. La Fazi nel 2004-2005 non ha mai preso parte al sorteggio essendo stata trasferita. Allora il pm ha parlato delle griglie. Venivano scelti arbitri internazionali per la prima fascia, relativa alle partite di alta o bassa classifica e ai derby, mentre veniva rispettato il meccanismo delle preclusioni.
Auricchio ha testimoniato di Auricchio ha testimoniato di non aver eseguito accertamenti tecnici sui sorteggi. I pm non hanno nemmeno ascoltato i notai, hanno promosso una tesi senza fornire prove. Non hanno detto quale sorteggio è stato truccato, né in che modo.
Addirittura Narducci ha aggredito Martino in aula, che si è difeso dicendo che era stato frainteso dai carabinieri.

Le schede svizzere sono sotto accusa. Sono intercettabili e non è reato possederne. Non è reato nemmeno parlare con dirigenti di società. Ma allora qual è l'accusa?
L'argomento poi è inutilizzabile, perché l'acquisizione è stata ottenuta senza rogatoria. Le schede Sunrise dovevano essere intestate, ma De Cillis ha testimoniato che i carabinieri non gli hanno chiesto a chi. Fabiani si recò nel negozio di De Cillis con Moggi e non comprò schede. Le attribuzioni a Fabiani furono fatte a mano e senza riscontri.
Di Laroni non ha controllato e non sapeva nemmeno se dove abitasse, a Primavalle, ci fosse effettivamente una cella, né quale fosse la potenza dei ricevitori che avrebbero potuto agganciarla.
Moggi avrebbe dato delle schede al padre di Paparesta, per fargli da osservatore sui campi. Il figlio ammette di aver chiamato Fabiani dopo la partita di Reggio, il quale cercò di fare da paciere con Moggi.
La Morescanti solleva dubbi sulle dichiarazioni di Paparesta, che avrebbe voluto agire da collaboratore, come gli permetteva la federazione, per essere reintegrato. Comunque non è possibile che il giorno dopo quella telefonata effettuata da Quarto d'Altino, venisse intercettato a Roma, trovandosi a Bari.
Ma la vera vergogna è Nucini. Mendace. Ha mentito sul possesso della scheda e sulle telefonate effettuate. Ha mentito sull'incontro con la Boccassini. Allontanato dalla CAN perché arbitro incapace, avrebbe dovuto esserlo anche da quest'aula.
Frodi sportive. L'interesse tutelato è quello della correttezza. Non c'è nessuna prova, perché non c'è una sola telefonata nella quale si chieda a un arbitro di comportarsi in un determinato modo.
Chiesto il proscioglimento per Fabiani perché il fatto non sussiste.


Per quanto riguarda Bergamo si è già detto dell'impossibilità di truccare i sorteggi e delle griglie. Ci sono due telefonate con Carraro, che è stato assolto. Dopo Lazio Brescia, arbitro Tombolini, Carraro dice che bisogna dare una mano alla Lazio. Bergamo annuisce come a un superiore e la Lazio pareggia. Carraro ritelefona prima di Inter- Juventus chiedendo chi fosse l'arbitro sorteggiato: Rodomonti. Carraro allora si preoccupa che, per carità, non aiuti i bianconeri. Bergamo dal canto suo dice a Rodomonti di andare a fare la sua gara. Carraro è stato assolto, eppure era questo il tenore di tante telefonate che non si hanno e non possono essere ascoltate.
Il compito di Bergamo era quello di mantenere gli equilibri tra la federazione e i dirigenti delle squadre. Il telefono intercettato era quello della federazione, non quello personale del designatore e ora la federazione è parte civile e vuole i risarcimenti.
Chiesto ad Auricchio quale sorteggio era stato truccato, non seppe rispondere. E' venuto meno il presupposto per l'associazione a delinquere e per le frodi sportive.
Chiesto per Bergamo il proscioglimento perché il fatto non sussiste.
Chiesta l'assoluzione per la Fazi per mancanza assoluta di prove.


AVVOCATO TROFINO, DIFESA MOGGI

L’Avvocato Trofino avverte il collegio che leggerà delle telefonate inedite ma lo farà per chiedere al tribunale, in via subordinata ai sensi del 523 6 comma 6 cpp, “di disporre la trascrizione delle nuove telefonate che vi indicherò perché la difesa deve dimostrare al tribunale che quelle telefonate sono necessarie”.
Un processo che nasce senza notizia di reato: non c’è il reato, ma c’è il responsabile che è Moggi. Sono state autorizzate intercettazioni illegittime.
Moggi il capro espiatorio ideale, uomo di grande intelligenza che senza mezzi riusciva a fare grandi cose. Non era simpatico perché era il più bravo di tutti. Nessuno sapeva fare le squadre come lui.
Inizia un processo con le dichiarazioni di Baldini che il pm non ha avuto nemmeno il coraggio di chiamare in aula. Trofino invita a prendere la telefonata Baldini-Mazzini, in riferimento a Castagnini Baldini, dove rivela una cosa sconcertante, che prova che già parlava con i carabinieri: “Non ho fatto il tuo nome, ho fatto altri nomi ma il tuo non l’ho fatto, io ti salverò”. Voleva impadronirsi del potere, non denunciare qualcosa che non andava.
“È inquietante che prima di mettere in piedi l’indagine si parli con un teste che ha un odio profondo per Moggi.”
Nel 2006, Trofino dice di aver sostenuto davanti alla giustizia sportiva che c’erano centomila telefonate, ne avevano poste a base di quel procedimento solo 35 e che l’innocenza di Moggi era in quelle altre non messe a disposizione. La difesa è stata messa in una situazione di minoranza ed è per questo che ancora oggi escono telefonate.
Tre telefonate inedite che seguono la telefonata tra Carraro e Bergamo che conoscete.
Gli investigatori hanno messo in campo una macchina investigativa degna di miglior causa.

Bergamo-Rodomonti. Bergamo non mette in campo alcun atteggiamento specifico, ma incoraggia Rodomonti su quella che potrà essere la gara (In questo momento, se hai un dubbio, pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti ).

Bergamo–Fazi. Bergamo racconta la telefonata con Rodomonti (la Fazi: “quest’anno la Juve vince lo scudetto perché non c’è nessuno… “ e Bergamo: "ma se stasera perdessero con l’Inter… ").
“Ma Bergamo non era uno degli organizzatori e promotori di questa associazione che aveva l’obiettivo finale di far vincere la Juventus? “, chiede Trofino.

Da questa telefonata crolla il teorema dell’accusa, perché si apprende che Bergamo tifa Milan in maniera sfegatata, collegandolo all’altra intercettazione, quella dell’8 maggio, quando a casa Bergamo si piangeva..

“Qui abbiamo la prova del contrario!”, afferma il legale di Moggi, parlando della catalogazione delle intercettazioni da parte di Auricchio e dell’episodio della mancata espulsione di Toldo che anche Collina, al telefono con Pairetto, conferma essere da rosso diretto.

Rodomonti-Pairetto. In questa l’arbitro ammette di aver sbagliato. Carraro è stato prosciolro all'udienza preliminare ed è un grande risultato “perché è l’unico in questo processo che ha fatto una pressione indebita!”.
Entra nel merito delle nuove intercettazioni e riassume: “quindi tre associati, Bergamo, Fazi e Racalbuto che tifano espressamente per la squadra mia concorrente! Ma che roba è?”

Si parla della leggenda delle designazioni e delle griglie. Moggi non ha mai fatto alcuna richiesta come quella testimoniata da una intercettazione tra Bergamo e Meani in cui Bergamo chiede a Meani chi mandare come quarto uomo. Anche Governato del Brescia Calcio, che si è costituita parte civile in questo processo e chiede svariate decine di milioni di risarcimento, riceve anticipazione da Pairetto sulla griglia che sarà nota solo un’ora dopo.
Anche Manfredi Martino parlava di designazioni con Meani e l’addetto agli arbitri milanista si congratulava per le designazioni:” che potere aveva costui di decidere arbitri o guardalinee?”

Moggi-Pairetto in cui Moggi chiede : “A Viareggio chi ci mandate Messina? e allora non ci volete far vincere nemmeno il trofeo di Viareggio?"
In questo caso, dove non c’è sorteggio ma designazione diretta, Moggi non dice di mandargli un altro arbitro perchè Messina non gli piace, ma fa solo una considerazione!

Martino è stato colto in un mendacio clamoroso e nulla è stato detto dai pm. In piena indagine, mentre nessuno sapeva delle indagini, Manfredi Martino dice a Meani: "Di questo parliamo da vicino, perché c’è gente che ci ascolta". E che ne sapeva delle intercettazioni? E questo signore è colui che ha detto che era impossibile che a mezzogiorno si sapesse dell’esito dei sorteggi. Noi abbiamo la prova che egli mandava sms a Meani alle undici e mezzo!

Moggi e la segretaria che gli comunica gli arbitri e lui dimostra di conoscerli. Narducci contesta che non poteva saperli per telefono perché non c’erano telefonate precedenti, ma Moggi camminava insieme ad altre persone (Secco), e poteva essere che uno dei suoi assistenti avesse ricevuto la comunicazione da qualcuno presente al sorteggio.

Moggi era il più corteggiato dai media perché la sua presenza spostava gli indici di ascolto e, certamente la sua presenza era per la tranquillità della sua squadra, “a difesa della Juventus!”.


A Moggi è stato contestato addirittura un sequestro di persona! Un episodio fantasma che non è mai avvenuto.

Ignazio Scardina è accusato da 5 anni perché si mette in mezzo ad un diverbio tra Pieroni e Moggi. La sua vita è stata stravolta.

“Meani con Galliani, è uno che di richieste ne fa e osa. Parla con tutti gli arbitri”. Afferma Trofino, dopo aver ricordato qualche intercettazione: “Questo significa avere un sistema che noi non abbiamo!” .
Moggi ha da sempre dichiarato che si muoveva per difendere la Juventus dal Milan.
“Meani e Galliani sono anche persone che hanno messo in campo iniziative su quella che era la posizione di Moggi. Egli è raggiunto da un’accusa quando nel processo c’è una prova schiacciante di carattere opposto” . Si fa riferimento all’amicizia di Moggi con il ministro Pisanu quando poi si scopre una telefonata tra Galliani e Meani, in cui Galliani dice che la giornata era slittata di una settimana e che così avrebbero recuperato Kakà.
Aiutare una squadra per Moggi significa che quell’anno, due giovani della Juve, andavano a giocare nella squadra Sarda. Questo in riferimento a quella frase pronunciato da Pisanu “Aiutiamo la Torres”, sulla quale hanno costruito altre accuse.

L’alone da millantantore. Lo dice anche Collina, riferendosi a Moggi: "Vedete che quello millanta, si butta. Quante volte ci ha preso ma tantissime altre volte no, è uno che ci prende per il culo"….”Gli input al computer per il calendario li dava? la Lega Calcio, no? E chi c’era al vertice della Lega? E dopo l’errore di Siena, Meani dice al telefono con Galliani: ‘Ho urlato ai designatori che nel dubbio contro il Milan si sta giù con la bandierina!’. Avete mai sentito Moggi dire una cosa del genere?

Ammonizioni mirate: Meani chiese di non ammonire Nesta e c’è una statistiche che dimostra che sulle espulsioni a favore la Juve è all’ultimo posto, sulle ammonizioni mirate è quinta!
Si è parlato anche della qualità dei giocatori ammoniti del Bologna e di come De Santis non amminisce nessuno dei tre diffidati del Milan prima di Milan-Juventus (Seedorf, Nesta e Rui Costa). E poi dobbiamo ascoltare – prosegue Trofino - la telefonata tra Meani e De Santis, con Meani che chiede di non ammonire Nesta!

Schede riservate. È evidente che esiste un'inutilizzabilità degli atti relativamente alla violazione della rogatoria. Questo non necessita di alcuna prova. Quello che ci ha detto Auricchio qui è solo infantile.
Il maresciallo Nardone ci ha detto che sono andati nel negozio di De Cillis in Svizzera. Non so come si possa superare l'inutilizzabilità. Tra le tante violazioni messe in campo questa è la più grave.
E sugli interrogatori? Cuttica dice che è stato sentito per 5 ore e mezzo con domande incalzanti. Questi interrogatori sterminati che hanno prodotto una paginetta di verbalizzazioni che senso hanno?
Le schede sono inutilizzabili, ma vogliamo parlarne perché non ci spaventano.
La Procura ha messo in campo una forzatura. Non chiediamo la nullità della vostra ordinanza sulla competenza territoriale. Voi avete deciso sulla base di un fatto: che la scheda era stata data da Moggi a Napoli, non sapevate di Bertolini che le aveva comprate.
Prima di darla la scheda va comprata, quindi la competenza sarebbe stata diversa, ma siamo stanchi e vogliamo una decisione.
Compra le schede con le trombe! Moggi è una persona capace, con intelligenza superiore alla media. Egli decide di essere un criminale e di avere una linea riservata. La cupola è di Moggi e lui la dirige. Ma Moggi a capo di una cupola segretissima, e con una capacità economica notevole, fa acquistare le schede dalla Juventus, una spesa di poche centinaia di euro, all’ultimo fattorino della squadra. E Bertolini non va al negozio a ritirare una busta riservata e chiusa. No, va sapendo cosa comprava, e più di lui lo sapeva la segretaria Gastaldi, che fa salti mortali per trovare i soldi in contanti nello store Juventus! E lo sa Capobianco, lo sanno le due segretarie Lella e Morena! Il segreto di Pulcinella.
E quindi tutti sanno che quelle schede servivano per tutelare la Juventus! E qui c’è un’altra anomalia. Nell’interrogatorio fatto ai carabinieri Moggi dichiarò che quelle schede servivano per il mercato e per evitare lo spionaggio, io ero presente e ricordo il particolare perché quando finimmo l’interrogatorio contestai a Moggi di non avere allargato il tema dello spionaggio industriale. Ma quando ho letto la trascrizione dell’interrogatorio non vi era traccia di quella dichiarazione! Non c’era, ma è certo che Moggi comprava le schede non per sé, ma le comprava davanti a tutti perché servivano per uno scopo lecito!

C'erano spioni in giro. L’acquisto e la vendita dei giocatori era la cosa che più interessava a Moggi.
Moggi temeva lo spionaggio industriale e la sciocchezza detta dal pm che il mercato si fa ad agosto è enorme. Il mercato si fa sempre tutti i giorni dell’anno e Moggi era uno che non trascurava niente.
È o non è l’epoca del fascicolo 'Ladroni', delle intercettazioni Telecom; è o non è l’epoca dello spionaggio di una squadra che spesso e volentieri sbagliava le campagne acquisti?
Dove sono le telefonate di calciomercato?
Avete mai sentito Moggi parlare di mercato in tutte le 171 mila telefonate agli atti?
Può mai essere che uno come lui non parli mai con un procuratore o con addetti ai lavori di mercato?
E questa è la prova schiacciante! C’è un argomento contrario?

E poi, Signor presidente, noi che siamo questa organizzazione criminale, che dobbiamo riunirci per decidere la linea, mi volete dire noi che abbiamo questa linea riservata perché per convocare le riunioni non la usiamo?
Sui metodi di attribuzione è già stato detto tutto, io dico solo che esse non servivano all’associazione. Quello che poteva essere una valutazione diversa, ad esempio quella fatta dall’avvocato della Figc che dice che già avere una scheda riservata era reato, viene smentita da De Gregorio nell’abbreviato, il quale dice che il semplice possesso della scheda non è reato. Ma, signor presidente, perché l’arbitro doveva avere una scheda? Qualcuno ha avuto vergogna di dire che ha accettato un regalo, magari per parlare con l’innamorata o per risparmiare quattro telefonate…

Atalanta-Milan dove ci sono molti contatti tra Moggi e Bertini. La gara finisce 1 a 2 (e non 1 a 1 come scritto nella informativa, una distrazione) per il Milan che segna al secondo 46 del quarto minuto di recupero, dopo che Bertini ne aveva concessi 3, quindi fuori tempo massimo; inoltre sbaglia a non espellere Nesta per fallo da ultimo uomo.
Fiorentina-Milan del 1° maggio, con una mancata concessione di rigore alla Fiorentina. Vi è una telefonata tra De Santis e Meani. De Santis si lamenta della Juve e in particolare di Moggi che stila, dopo Milan-Atalanta, un comunicato in cui chiede espressamente che Bertini sia sospeso come Racalbuto. Ma Bertini non era un nostro amico? Non era un associato? Ma c’è logica in tutto questo??

Trofino chiede di concludere la prossima udienza e la Casoria fissa, accordando la richiesta, il prossimo appuntamento l’8 novembre.

Scardina farà una precisazione.


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