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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 28/10/2011 11:15:14
Vigilia di Inter Juventus

 

Anche gli onesti piangono

Era stato ri-clamoroso al Cibali. Quasi una piacevole abitudine, ormai, per chi come me non solo è di fede bianconera, ma a due passi dal ribattezzato Massimino c’è nato.
Catania Inter, benché giocata sotto la pioggia, era sembrata un contributo a bruciare i sogni interisti. Scivolata in un paio di stagioni dal triplete di Mourinho alla zona bassa della classifica, la squadra nerazzurra non si guarda dentro per comprenderne le ragioni.
Nemmeno un occhio alla panchina, dove non ci sono più Ibra e Eto’o. Non una riflessione se il ciclo di successi si è sfaldato passando da Mancini a Mourinho, Benitez, Gasperini e Ranieri senza l’imprimatur di una personalità costante.

Dal palcoscenico rosa della solita Gazzetta dello Sport Moratti aveva tuonato contro le decisioni arbitrali. Alla stregua dei parossismi dell'Etna, la serie di prestazioni opache dell'Inter non si è esaurita e nemmeno gli spunti forniti dal campo e dai direttori di gara alle lamentele di tutti i componenti dell'universo interista. Invero, se capitan Zanetti recrimina forse non sempre a torto per le prime otto giornate di campionato che gli hanno contato 5 rigori contro, impressiona che venga annullata agli onesti una rete sul filo del fuorigioco, dopo averli visti segnare con cinque calciatori avanti alla linea di difesa degli avversari.
Come impensierisce che la dozzina di penalty sbloccarisultato rimediati nella stagione 2006-2007 intorno al minuto 22 del primo tempo, venisse allora considerata alla Pinetina come il semplice frutto dell’umanità degli arbitri, i quali dopo calciopoli non sbagliavano più se non in buona fede.

Ranieri ha insinuato che vogliono far pagare calciopoli all’Inter. Dopo il pareggio con l'Atalanta, Paolillo, ad e dg della società, ha voluto esprimere le sue perplessità ai microfoni di Premium Calcio, per la presunta facilità con la quale i fischietti intervengono contro l'Inter piuttosto che a vantaggio, sollecitando eventuali valutazioni a tutela da parte nientemeno che del presidente della FIGC. Puntualizzando con SKY: "Io rispetto la classe arbitrale e non credo ci sia un disegno contro di noi, niente di così grosso o macchinoso, ma credo che la classe arbitrale psicologicamente pensa di dover dare i rigori dubbi sempre contro l'Inter, perché magari non darlo gli fa credere di aver omesso qualcosa, mentre a darlo non succede niente... Ma non metto le mani avanti alla vigilia di una partita importante (sabato si giocherà Inter Juventus), chiedo solo attenzione a non valutare con troppa superficialità".
La partita infinita è giunta ai tempi supplementari. Catania Inter puntualmente assume i connotati di un déjà-vu. E i nerazzurri rimangono quelli che preferiscono vincere a tavolino.

Il 4 giugno 1961 Sandro Ciotti coniò la celebre frase durante la trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”. Era l’ultima di campionato e un orgoglioso Catania neopromosso in serie A che non aveva sfigurato per tutto il campionato, si prese la rivincita sul 5 a 0 patito all’andata per effetto di 4 autoreti e sulle beffe di Helenio Herrera che aveva definito gli etnei “una squadra di postelegrafonici”.
La Juventus pareggiò in casa con il Bari e si riappropriò vincendolo del terzo campionato sotto la guida della presidenza del giovane Umberto Agnelli.
Il tavolino riprese le sembianze di un accessorio inutile per il calcio giocato. Ma lasciò dietro di sé uno strascico di veleni mai sopiti nei quali si può riconoscere la genesi di calciopoli.

La partita infinita è Juventus Inter del 16 aprile 1961. Un match che non è mai stato giocato, sebbene le squadre siano scese in campo due volte. Nerazzurri e Bianconeri si disputarono il campionato a sette giornate dalla fine. Secondo le cronache il Comunale si riempì di 10.000 spettatori in esubero sui 72.000 che poteva contenerne. Il pubblico venne fatto confluire a bordo campo. L’Inter giocò bene, forse meglio della Juventus. Ma nella mente di Herrera scattò l’idea tavolino. Rinunciò a giocare con questa pacifica invasione e fece sospendere l’incontro, che gli venne assegnato a tavolino.
Un brillante ricorso presentato da Chiusano fece sì che venisse rigiocato. Il 10 giugno l’Inter aveva già perso a Catania l’ultima chance per lo scudetto e buttò in campo la primavera, prendendosi una goleada propiziata da due triplette, una per tempo, di Sivori.
Umberto Agnelli era anche presidente della Federazione. E’ vero. Ma pochi sanno che l’entusiasmo che avvolgeva il calcio di quegli anni aveva generato altri episodi simili.
Nel campionato della prima stella la Juventus aveva sportivamente accettato di giocare due volte in questa situazione. A Padova e a Napoli. Un pareggio e una sconfitta, ma la vittoria dello scudetto.


L’ultimo clamoroso ma non troppo revival dall’ex Cibali è stato il preludio di un’uscita teatrale di uno dei personaggi di calciopoli più chiacchierati pur rimanendo in ombra: Marco Tronchetti Provera. Dai microfoni di mamma Rai l’ex presidente di Pirelli e Telecom e vicepresidente dell’Inter ha detto la sua sullo scudetto 2005-2006, appellandosi al principio per il quale nello sport quando il primo viene squalificato, il secondo diventa vincitore.
Per gli apatici colti da dubbio ricordiamo la classifica finale del campionato 2005-2006 sul campo: Juventus 91, Milan 88, Inter 76. Un dettaglio, forse, per chi non ha le carte in regola per fare la morale in fatto di sportività.
Sono note le vicende giudiziarie del processo Telecom, che hanno visto coinvolto suo malgrado anche Tronchetti Provera nelle accuse di dossieraggio illegale.
Telecom e Pirelli sono stati sponsor dell’Inter. Il commissario straordinario scelto per gestire calciopoli è stato Guido Rossi, colui al quale le cronache del tempo ascrivono la responsabilità dello scudetto di cartone. Proveniente dal cda dell’Inter ed ex presidente Telecom, Rossi vi tornò il 15 settembre 2006, alle dimissioni di Tronchetti Provera. A Gennaio la presidenza del Consiglio ha posto il segreto di Stato sui rapporti tra il Sismi e Telecom. Il 25 settembre 2006 la Gazzetta dello Sport annunciava l’apertura di un fascicolo della FIGC per ipotesi di violazione dell’art 1 del CGS sulla vicenda Inter-De Santis-Vieri e riassumendo i rapporti tra Facchetti e Nucini spiegava che “l’Inter, a quanto poi è emerso dalle indagini della magistratura, si rivolse alla Polis d’Istinto, l’agenzia investigativa di Emanuele Cipriani (legato al responsabile del Cnag della Telecom, Giuliano Tavaroli) per far pedinare De Santis. Da quel momento fu aperto un dossier dal significativo nome in codice: operazione ladroni”.
Chiudeva l’articolo così: “L’argomento interessa, intanto, anche la Procura di Napoli che nel 2004 proprio a Tavaroli si rivolse per comunicare le intercettazioni delle utenze di Moggi, Bergamo, Pairetto. Sì, proprio a Tavaroli che era a capo del Cnag, il centro nazionale autorizzazioni giudiziarie della Telecom, che quindi venne a conoscenza dell’indagine che i magistrati Beatrice e Narducci stavano conducendo proprio sulle stesse persone. Una coincidenza, chiaramente, ma che alla luce degli ultimi sviluppi diventa inquietante: Tavaroli ha detto ai pm che lui riferiva tutto a Carlo Buora, amministratore delegato Telecom e vice presidente dell’Inter”.
Nel giugno 2007 il fascicolo venne archiviato dalla FIGC, nonostante Borrelli avesse ascoltato in ottobre sia Moratti che Nucini.

Il 28 giugno 2010 il Corriere della Sera scriveva che Telecom e Pirelli avevano patteggiato le accuse con una sanzione amministrativa. Secondo il giudice Panasiti l'attendibilità delle dichiarazioni di Marco Tronchetti Provera è risultata gravemente inficiata dalle contrarie indicazioni rese dagli altri testimoni esaminati in fase di udienza e da una valutazione logica degli avvenimenti che conduce a ritenere che le operazioni sopra descritte non potevano essere frutto di una attività autoreferenziale del Tavaroli, bensì di un pieno e soddisfatto interesse aziendale e di Tronchetti Provera in particolare.

Il resto è cronaca. Come le ricevute dei pagamenti che l’Inter effettuava alla Polis d’Istinto di Cipriani attraverso una società londinese. E le richieste di risarcimento danni di Vieri e De Santis.
E una FIGC incompetente e impotente a sottrarre il calcio ai tavolini per restituirlo al campo. Appuntamento il 29 Ottobre: Inter Juventus si gioca a San Siro.
L'Inter è già tornata. Speriamo anche la Juventus.

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