Caso Sion – UEFA: mi piacerebbe passare direttamente alle conclusioni ma vale la pena riassumere la vicenda, all’apparenza decisamente complessa .
Complessa per il quadro di conseguenze a cui potrebbe condurre, ma semplice nel suo svolgimento.
Un po’ meno semplice però per le modeste capacità di comprensione del soggetto “italiano – tifoso – rossonerazzurro” medio (tipologia curiosamente diffusa e maggioritaria in un paese in cui –al contrario - tutti sanno e si occupano di tutto):
incompetente, come i dirigenti federali a cui fa riferimento.
Nel caso qualche pellegrino in transito su queste frequenze dovesse prenderci per matti di fronte alle conclusioni sugli scenari futuribili (gli stessi che da anni ci ripetono: voi siete pazzi a sostenere quello che sostenete), vediamo di dimostrare conoscenza del caso, così come l’abbiamo di Calciopoli.
I presenti, invece, notoriamente informati, possono guadagnare tempo passando direttamente alle considerazioni finali, poste a mò di domanda.
La vicenda: in estate l’UEFA sentenzia che il Sion, quarto classificato nel campionato svizzero 2011 e ammesso ai preliminari di Europa League, non può operare calciomercato in entrata per due sessioni.
Al contrario, lo fa.
Il Celtic, accoppiato al Sion, fa ricorso per la presenza in campo dei giocatori appena acquistati, e lo vince: l’UEFA concede il doppio 3-0 a tavolino a favore degli scozzesi e respinge il contro-appello degli svizzeri.
Colpo di scena: il Sion si rivolge al tribunale civile del cantone Vaud che sentenzia la riammissione in coppa della società biancorossa, la validità del tesseramento dei giocatori e che le partite del girone di coppa devono essere rigiocate (anche) dal Sion.
E’ una bomba, che in Italia logicamente non esplode,
i giornali di regime ne accennano a malapena un po’ perché le cose importanti da noi vengono sempre dopo il gossip, un po’ perchè la faccenda li riguarda da vicino.
Da qui è tutto un affannarsi, uno studiarsi a vicenda le mosse e un rincorrersi di carte bollate: il presidente del Sion Costantin denuncia Platini, il segretario generale UEFA Infantino prima con Platini poi contro, Blatter che chiama Platini e gli ordina la linea dura, la federazione svizzera (minacciata di ritorsioni) squalifica per 5 turni i famigerati giocatori, Platini che a sua volta (pare) interpelli il presidente della Commissione Europea Barroso, Platini (ovviamente sempre al centro della vicenda) convocato in una Procura svizzera, Costantin accusa la FIFA (numeri alla mano) di frode fiscale e il tribunale del Vaud multa (solo simbolicamente) l’UEFA, il Sion ricorre al TAS (la Gerusalemme del calcio), l’UEFA che si impunta, non riammette il Sion e sceglie l’attesa di un pronunciamento del massimo tribunale (umanamente parlando) in campo sportivo che arriverà a fine novembre.
E’ delle ultime ore la notizia che
Costantin in caso di parere favorevole del TAS vorrà stravincere rifiutando la proposta di conciliazione UEFA di passare direttamente ai 16esimi di finale, vuole andare a Madrid per forza, sia per giocare con l’Atletico che per far riammettere i giocatori dalla giustizia spagnola.
Conclusioni (un po’ gobbe un po’ no):
- Si parla del peccatore e non del peccato (originale): qual è la motivazione esatta per cui l’UEFA impedì al Sion di ingaggiare i giocatori e il Sion formalmente accettò ma senza rispettare ?
Era una decisone legittima o no ? (Ah se Zaccone … lasciamo perdere).
- Michel Platini al di là di qualche timida apertura ad una riforma nel calcio è un dipendente di Blatter.
L’UEFA ha più pesi e più misure, tratta in modo diverso federazioni e clubs, e questo si era intuito.
Ma soprattutto l’UEFA è una corporazione di privilegi forte della convinzione di essere al di sopra della legge di uno stato democratico, a sua volta scatola cinese di un’altra potente corporazione al di sopra delle leggi fiscali.
Cosa può aspettarsi la Juventus dalla sua richiesta/denuncia/invito se non qualche parola di circostanza ?
- Il Sion ha bruciato le tappe rispetto alla Juve, ma Agnelli ha da perderci o guadagnarci se si comporta come Costantin ? La Juve ha una storia di legalità e ben altro fardello di obblighi che gli impedisce di attaccare a testa bassa, con tutto il rispetto per il Sion e per il Catania di Gaucci (rispetto per il Catania, non per Gaucci).
- La salvezza di queste cassaforti chiamate UEFA e Europa può venire solo da fuori i suoi confini. Il tribunale fallimentare di Martigny nel cantone Vaud se entrasse in possesso dei libri contabili di Grecia, Italia, Manchester United, Europa e UEFA cosa sentenzierebbe ?
- Non illudiamoci, amici juventini, che il Sion ci apra la strada o che lavori in qualche modo per noi.
Contro i “poteri forti” del calcio erano anche Maradona, Zeman e l’Inter.
Ah, gli scenari futuri ? Ignoti, credetemi, lungo il "corridoio" Lisbona- Kiev si naviga a vista.
Di
Francesco ( LuisitoMonti) Commenta l'articolo sul nostro forum!