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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di E. LOFFREDO del 22/11/2011 07:29:49
Merito e incompetenza

 

Mettiamo per un giorno da parte le incondivisibili reazioni della Juve alla sentenza su calciopoli, rimandiamo invece il nostro pensiero all'ennesima incompetenza dichiarata da un organo della FIGC e alla reazione che il presidente del CONI ha esternato come se fosse l'Oscar Luigi Scalfaro dei bei tempi: "non ci sto!".

Petrucci non gradisce la fermezza juventina a voler ottenere soddisfazione ricorrendo anche alla giustizia ordinaria, "doping legale" lo ha definito il capo dello sport italiano. Questa è stata solo l'ultima esternazione con la quale il mondo del calcio mostra fastidio a qualsiasi ingerenza dei giudici nazionali o europei nei suoi affari.

Un'arroganza quella pallonara non nuova e che si è inspessita nel caso Juventus vs FIGC& internazionale F.C. Perché poi la Juve debba desistere suona oscuro quanto un avvertimento di stampo "consociativo". Andrea Agnelli e il suo staff di legali hanno presentato un esposto con delle richieste alla FIGC, superata una prima dichiarata incompetenza, fiduciosi si sono rivolti al successivo grado di giustizia domestica e ancora una volta gli hanno sbattuto in faccia le porte dell'incompetenza.

In ambito sportivo quindi ci sono organi che prima prendono decisioni e poi, quando dovrebbero discutere nel merito se riformarle, si dichiarano incompetenti. La FIGC ha risposto che non poteva dare risposte. La Juventus doveva quindi farsi sbeffeggiare e accontentarsi di un interrogativo inevaso?

Petrucci invece di mostrare insofferenza per il "doping legale" doveva chiedere conto al suo amico Abete di quel fare un po' kafkiano e un po' omertoso con il quale la federcalcio ha risposto alla società Juventus. Dovrebbe pretendere che in una federazione affiliata ci siano almeno gli strumenti e i soggetti in grado di discutere nel merito le questioni che le vengono sottoposte. Diversamente bene fa il richiedente una decisione a rivolgersi alla competente autorità giurisdizionale dello Stato. O il presidente del CONI pensa che ad Abete e consiglieri sia consentito prendersi quattordici mesi per replicare che "non rispondono perché non vogliono rispondere"?

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