L’Italia è forse l'unico Paese in cui è possibile che un ufficiale dei Carabinieri, in aspettativa per espletare un incaricato di natura politica, rilasci interviste su indagini da lui stesso svolte ad un periodico il cui titolo, tradotto in italiano, è la “Fiera delle Vanità”.
Per carità, la libertà di pensiero vale per tutti; ma che senso ha, nel commentare i lusinghieri risultati conseguiti con le provvisorie sentenze di condanna (la presunzione di innocenza del resto è solo un dettaglio, visto che c’è “una valenza probatoria impossibile da smontare, anche se dovessero fare appello”), ipotizzare la sussistenza di altri e ancor più gravi reati, il tutto con un elegante “non escluderei”, considerato che le indagini non le facevano altri, ma il diretto interessato?
E sulla base di quali riscontri si può affermare che "In Italia su fatti che coinvolgono il mondo del calcio nessuno ha voglia di approfondire" perché "c’è solo tanta superficialità e convenienza".
Provate a chiederlo alla Juventus e a Luciano Moggi.
Di Francejuve Commenta l'articolo sul nostro forum!