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Farsopoli di P. CICCONOFRI del 08/12/2011 11:42:46
Calciopoli non finisce mai

 

Ricordate Guido Rossi, il commissario straordinario della Figc nell’estate del 2006; l’ex consigliere interista, a fianco di Moratti nella notte di Madrid (quella della chanpions), colui che ha consegnato lo scudetto di cartone alla squadra nerazzurra?
Ebbene, dopo cinque anni di silenzio, in occasione della consegna dell’ambrogino d’oro, torna a parlare di calciopoli e lo fa in questo modo:
Non c’era niente. E’ stato tutto messo benissimo in chiaro da tutta la documentazione, quindi…”. Avrebbero cambiato qualcosa? “No, no, no. Assolutamente no da quello che ne so” ha proseguito Rossi che alle critiche di oggi risponde di essere “stufo di queste cose, e quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere” e che quanto accaduto nell’estate del 2006 non va riscritto perché “è storia”.

Da notare l’eleganza e l’arroganza e la totale mancanza di aderenza alla realtà con la solita pretesa di essere superiore a chiunque al punto tale da voler imporre un silenzio.
Eppure, da persona intelligente quale è dovrebbe ricordare che la stessa giustizia sportiva, per mano dello stesso Palazzi, ha scritto nero su bianco che quelle telefonate erano importanti, anche più di quelle di Moggi, classificandole da articolo 6. La prescrizione non cancella questa realtà.
Una beffa non aver contenuto proprio quella giustizia sportiva, che in un nome di una fantomatica autonomia è stata negli ultimi anni ben modellata per raggiungere fini che di nobile hanno solo la vergogna.
La relazione c’è, le telefonate ci sono, la loro gravità è stata valutata dalla Figc pur dichiarando i reati prescritti. Allora mi chiedo: ma chi è Guido Rossi per negare e imporre ed esprimersi in questo modo?

L’ambiente nerazzurro, di cui fa parte anche Guido Rossi, è da sempre avvezzo ad atteggiamenti di superiorità anche se a ben guardare, nella sua storia, c’è poco di cui vantarsi.
Possono auto incensarsi come “onesti”, ma le telefonate le abbiamo sentite tutti e non siamo tutti così da stupidi da non capire la loro gravità.
Possono chiamarci “ladri”, ma lo scudetto a tavolino lo hanno ritirato loro, dalle mani di un ex consigliere interista, e non siamo così stupidi da non capire il suo significato.
Possono coprirsi dietro alla prescrizione, ma non siamo così stupidi da non capire che senza la copertura l’inter doveva essere giudicata e condannata.

Guido Rossi dice che dobbiamo essere messi a tacere, perché non siamo tanto stupidi da piegarci a certi dettami.
Queste ennesime dichiarazione faranno gioire i tifosi nerazzurri, le riproporranno in qualche striscione, animeranno i loro dibattiti. I giornalisti non cercheranno di capire, non faranno domande storiche e per qualcuno questa sarà anche la dimostrazione che “Guido Rossi ha parlato proprio bene”.

Poi ci sarà qualche giornalista, strumentale, che alla prossima uscita di Andrea Agnelli dirà che con le sue pretese di giustizia avvelena il calcio e la tifoseria.
Che la deve smettere di pensare a quanto accaduto nel 2006 perché la storia non deve essere riscritta.
Quella che hanno inventato, così schifosamente macchiata da una giustizia a due velocità, con la coperta troppo corta per essere credibile, deve rimanere tale per salvare la faccia a tante persone. Guido Rossi compreso.

Quindi Moratti può continuare a pretendere e sparlare. Guido Rossi può continuare a pretendere e sparlare. Andrea Agnelli e gli juventini no; loro devono rimanere zitti perché le loro pretese di giustizia sono fuori posto.

Da umili tifosi juventini, educati e coscienti, a Guido Rossi possiamo dire semplicemente che non ci arrendiamo alle ingiustizie e continueremo a parlare di cosa ha rappresentato Calciopoli e per mano di chi è stato possibile tutto questo.

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