H 13:30 – Il
TG di SKY annuncia il coinvolgimento di gruppi ultras della Juventus nell’assalto al campo Rom di Torino. h 14:30 –
TG.com24.mediaset.it: “Si stanno concentrando sugli ambienti del tifo organizzato, in particolare della Juventus, le indagini delle forze dell'ordine sul raid incendiario compiuto ieri sera a Torino contro il campo rom abusivo della Continassa. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il volantino che ha preannunciato la manifestazione sarebbe stato prodotto da uno dei gruppi di supporter della squadra bianconera”.
Repubblica Torino.it: “Raid ultrà Juve in campo rom Cancellieri: ‘Violenza intollerabile’. Ultrà del tifo organizzato, in particolare della Juventus, secondo gli inquirenti, dietro l'assalto a un campo nomadi abusivo avvenuto ieri a Torino. Bastoni, spranghe e bombe carta. Motivo del raid, la rabbia nei confronti degli zingari. All'origine, uno stupro inventato. Una ragazzina di 16 anni che per paura di confessare a casa quanto accaduto - ha perso la verginità con un suo coetaneo quando aveva giurato alla nonna che sarebbe arrivata pura al matrimonio - ha chiesto aiuto al fratello più grande. E insieme hanno trovato qualcuno a cui dare la colpa”.
Come si trattasse di un sistema antincendio che sprigiona spruzzi d’acqua appena il calore supera il livello di guardia, mi attivo per scoprire cosa c’è di vero.
La storia ha due motivi per finire in prima pagina. I Rom e la Juventus. Due mostri mica male. E siccome il mostro Rom si è sgonfiato, troppo tardi, ma si è sgonfiato, rimane la Juve. Fortuna che mentre qualcuno si organizzava per vendicare la donzella bugiarda, qualcun altro pensava bene di informare gli zingari, che abbandonavano il campo ancora prima dell’evacuazione forzata da parte delle forze dell’ordine.Storie di ordinaria barbarie, storie di ordinario buon senso, quello che sui giornali ci va raramente.
Contemporaneamente mi arrabbio con i presunti autori dell’impresa piromane. Mentre restiamo all’erta per controbattere punto su punto alle migliaia di articoli che raccontano di processi per doping, scudetti di cartone, cupole, intercettazioni selezionate, incompetenze e tavolini senza la minima dose di professionalità ed equità di giudizio,
ti bastano un pugno di imbecilli e ripiombi nel baratro.
Tra le tante leggende metropolitane che si raccontano c’è quella che dice che noi Juventini siamo razzisti. Lo sa bene Riccardo, che solo qualche giorno fa deve aver avuto una premonizione. Cerco di recuperare il pezzo sul quale aveva aperto una discussione su facebook, che mi pare di ricordare fosse di Mura per Repubblica e chiedo a un paio di amici che vivono a Torino e che allo stadio ci vanno da quando sono nati come stanno le cose, che si dice in città. La ricerca è fruttuosa su entrambi i fronti.
Di articoli di Repubblica ne trovo tutta una serie.
Una vera caccia alle streghe contro il razzismo nel calcio. Nello stesso stile di calciopoli. A senso unico. Contro la Juventus. Il 26 novembre 2009 Gianni Mura: “Dai cori d'insulti a Balotelli a Torino (lui assente, a Barcellona) ieri si è passati ai cori d'insulti a Balotelli a Bordeaux (lui in Italia)… Esportiamo razzisti, è un dato di fatto. Definirli ignoranti o stupidi, come fanno molti dell'ambiente pallonaro, è riduttivo, è sbagliato. Sono razzisti e sono fieri di esserlo… Per cori del genere, sempre contro Balotelli, era stato squalificato il campo della Juve, sentenza poi attenuata in partita a porte chiuse”. Segue ragionamento che scagiona dirigenti e tesserati bianconeri, ma “non i tifosi, teste calde e vuote”. Lo stesso giorno Repubblica ci informa che “il deputato Pd Roberto Giachetti preannuncia un'interrogazione parlamentare…” ricordando “che pur esistendo norme che prevedono sanzioni dure per combattere le manifestazioni di xenofobia e razzismo negli stadi, la società bianconera sia stata 'graziata' e abbia pagato l'episodio di Juve-Udinese solo con un'ammenda pecuniaria”.
Il 14 gennaio 2010 Emanuele Gamba in un articolo dal titolo ‘Razzismo e violenza, la vera crisi Juve’: “Il razzismo, la violenza e la maleducazione dei suoi tifosi sono già costati alla Juventus 144.500 euro… nel mucchio ci sono cori razzisti (puniti per tre volte: contro Udinese, Inter e Milan), accensioni di fumogeni, esplosione di bombe carta, lanci di oggetti contro tifosi avversari, incendi”. L’idea che viene lanciata è che la Juventus subisca tutto ciò dai suoi tifosi sotto forma di contestazione, come uno strumento di minaccia.
Ma si va oltre: “Blanc non ha mai avuto il coraggio, la forza o l'intenzione di prendere nettamente le distanza dall'ala più becera del tifo bianconero, cercando anzi di ammansirla a ogni occasione buona: ad esempio, rivendicando la legittimità degli illegali scudetti di Calciopoli… la Juventus è contraria a ogni forma di razzismo, formuletta valida per tutte le stagioni, ma non ha mai detto chiaro e tondo: ci dissociamo dai nostri tifosi razzisti”. Segue disamina del razzismo juventino che si scatenerebbe in modo particolarmente paranoico contro Balotelli e i tifosi napoletani, dei quali a onore del vero non si tace il saper rendere pan per focaccia.
Il 20 gennaio 2010 Fulvio Bianchi: “Pugno duro contro i razzisti dopo i cori contro Balotelli: niente tifosi juventini a Milano il 28 gennaio per l'attesissima sfida di Coppa Italia con l'Inter… Considerata ‘a rischio’ Juventus-Lazio… sperando che alcuni ultrà finiscano di insultare i calciatori di colore… L'Osservatorio ha ‘preso atto con soddisfazione del rinnovato impegno assicurato dalla Juventus’”. Ma è sul pacchetto di misure, un vero piano-antirazzismo varato, che cade la mia attenzione. I punti sono sei. Al punto 2 si legge: “la contestuale implementazione dell'impiego di operatori di polizia in uniforme ordinaria, in appoggio agli steward, per le esigenze di filtraggio e controllo documentale”; al punto 4: “il raccordo più stretto tra gli organi della giustizia sportiva e i responsabili dei servizi di ordine pubblico, per l'attuazione di una compiuta attività cognitiva, che consenta di registrare tanto gli accadimenti quanto le misure organizzative pianificate ed efficacemente attuate dalla società, idonee ad attivare le esimenti previste ed a rendere vani i tentativi ricattatori di alcuni tifosi”. Più avanti: “Sarà rafforzato il dispositivo di sicurezza, verrà interessato anche l'intelligence: grande attenzione quindi da parte della polizia di prevenzione e degli stessi servizi (Aisi, agenzia informazioni sicurezza interna) che già hanno una ‘squadra’ che si occupa di problemi da stadio”.
Non so perché, ma ripenso a
Filucchi e ai suoi
trascorsi nella polizia di stato e nell’intelligence, per i quali da membro dell’Ufficio indagini della FIGC nel 2003, passa all’Inter diventandone vice Direttore Generale alla morte di Facchetti, per ritrovarsi coordinatore nazionale degli steward nel 2007 di nuovo alla FIGC.
Intanto gli amici torinesi mi scrivono le loro testimonianze. Sonia: “Ho sentito la notizie al tg regionale. Non parlavano di ultrà, ma di gente che ha voluto "vendicare" la ragazzina. Se chi ha organizzato il raid sia o meno un ultrà... non dovrebbe essere di nessun rilievo secondo me, visto che il calcio in questa cosa non c'entra proprio nulla...”. Laura: “Se è per "l'informazione" che fa sky...... ho appena sentito che al Milan non è stato concesso un rigore nettissimo su Ibra, omettendo, ovviamente, che l'arbitro aveva già fischiato il fuorigioco! Comunque, vivendo a Torino, non posso non evidenziare i numerosi scippi e rapine commessi dai rom, è sbagliato farsi giustizia da soli ma non c'è giorno in cui gli stessi non commettano dei reati e la gente fa di tutte le erbe un fascio...”. Bruno: “Lo ha anche riportato purtroppo Rai 2, lì si sa quanto è radicato il sentimento popolare antijuventino per cui si fa sempre di un'erba (cattiva) tutto un fascio. E poi non verificano nemmeno quelli della Rai, sono come il duo Caressa-Bergomi”. Silvia: “Il falso stupro è stato solo un pretesto per sfogare un malessere che c'è nel quartiere. Perché quel campo non è autorizzato, perché sono aumentati i furti (ed è inutile fare i buonisti, non tutti ma alcuni zingari rubano eccome), durante le partite devi lasciare il ‘pizzo’ per parcheggiare, nonostante tutti i vigili che ci sono in giro. E allora quando la gente non si sente tutelata dalle istituzioni, cerca di farlo da sola... e il fai da te in questi casi porta quasi sempre alla violenza... perché è una lotta di povero contro più povero. In questa faccenda ti assicuro che non c'entra né il tifo, né il razzismo... solo un profondo disagio sociale. Quindi questa è una polemica strumentale, montata per nascondere i veri problemi di quel quartiere...”.
Silvia mi fornisce un link di
perotorino.it,
nel quale si afferma che La Stampa, la RAI e altri autorevoli mezzi di informazione hanno dato una notizia senza verificarla, creando il classico ‘mostro’ . Uno sbaglio. Che Guido Tiberga de la Stampa enfatizza : “Nel titolo di ieri c'è la parola ‘Rom’, siamo stati razzisti, scusateci”. Mentre l’articolo chiude: “Questo moralismo dolciastro e insopportabile non è opportuno e nasconde l'unica verità, mascherandosi ancora una volta dietro al buonismo di facciata, per celare uno sbaglio”.
Forse è venuto il momento che ciascuno faccia i conti con i suoi sbagli. Senza approfittare del mostro di turno. Ma anche senza falsi moralismi o incompetenze.
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