14 dicembre 2011, oggi è il giorno del
“tavolo della pace”, così come ama definirlo Petrucci.
Petrucci, Abete e Moratti sono
dalla stessa parte della barricata e così come davanti all’Alta Corte Coni, rappresentano il
fronte comune che trova forza con
prescrizioni ad orologeria e dichiarazioni di incompetenza. Unione di forze che ad oggi ha permesso di
non entrare nel merito del post calciopoli, quello del vero scandalo sportivo dove sono chiaramente emersi i vari occultamenti e le vere responsabilità, permettendo all’inter - giudicata colpevole di illecito sportivo dal procuratore federale Stefano Palazzi - di
mantenere nel proprio palmares lo scudetto del 2006 e sfuggire a qualsiasi genere di giudizio. Così viene gestito il calcio italiano.
Sulla base di questa premesse, i rispettivi presidenti del Coni e della Figc,
chiedono e pretendono dalla Juventus di rinunciare a qualsiasi pretesa di giustizia e di fare, per l’ennesima volta, un passo indietro per il bene del calcio.
Negli ultimi giorni hanno parlato tutti e lo hanno fatto con i soliti modi pretestuosi come se le loro parole dovessero essere recepite come
avvertimento. La beffa è che a pronunciarle sono stati personaggi che hanno rappresentato il vero scandalo nel 2006 come Rossi e Carraro. Solo questo dovrebbe bastare per capire di che genere di pressioni e di quali
uomini di sport devono ancora servirsi per reggere il confronto con la nuova realtà emersa.
E poi ancora
chiacchiere, un po’ come quelle usate nel 2006 per condannare una sola squadra all’inferno della serie B, che mostrano ad ogni nuova dichiarazione, come il vero scopo non sia quello nobile di salvare il calcio italiano, ma solo quello di preservare privilegi che oggi possono
determinare e condizionare l’esito di una competizione sportiva a danno del risultato maturato sul campo.
Questa è la realtà: istituzioni sportive
schierate a favore di una compagine, quella nerazzurra in questo caso; nessuna decisione in merito ai fatti nuovi da parte dalla giustizia sportiva ad ogni livello; pretesa di bloccare ogni altra azione volta a fare chiarezza; uso di pressioni mediatiche con dichiarazioni di ogni genere per inculcare una nuova farsa.
In questa situazione non possiamo stupirci che
Moratti può anche dettare le condizioni per sedersi al famoso tavolo della pace, che Abete pretenda di non essere
strattonato dopo essere riuscito nella non facile impresa di non pronunciarsi su nessun aspetto controverso della vicenda, che Carraro giudichi improprio che la Juventus dichiari di aver conquistato 29 scudetti.
D’altra parte, solo con queste
istituzioni si poteva arrivare a calciopoli e solo con le stesse
istituzioni si può ancora pretendere di non revisionare l’intera farsa, gestita malissimo e condizionata in modo evidente dagli interessi che circolano all’interno del salotto sportivo.
Assisteremo ad una nuova farsa? Certo che solo pretendere di lasciare uno scudetto a chi è stato giudicato colpevole e coprirsi ancora una volta dietro alla specificità dello sport e a non precisati richiami etici e morali
rende l’aspettativa quasi nulla. Commenta l'articolo sul nostro forum!