Alessio Secco, il prototipo del miracolato di Farsopoli, nel commentare l'esito dell'incontro al cosiddetto "tavolo della pace", ha affermato che
"sia necessario a un certo punto tirare una riga e andare oltre, perchè rischiamo di perdere ulteriormente credibilità nei confronti del calcio europeo".E' interessante notare come certa gente si accorga solo oggi che la
credibilità del calcio italiano è stata devastata durante quella vergognosa estate del 2006; è interessante notare come certi personaggi, spesso legati a quella dirigenza newhollandiana che gestì (parola enorme, me ne rendo conto...) la prima fase della Farsa, non
sentissero allora la necessità di levare alto un grido di dolore verso un movimento che si stava scientificamente distruggendo.
Il
Secco dovrebbe capire, se ne è capace, che
non esiste alcun "ulteriore" livello di perdita di credibilità per il sistema calcio in Italia. Il livello più basso è stato raggiunto sin da subito grazie anche alla supina accettazione di tale stato dei fatti da parte della dirigenza di cui egli faceva parte; il fondo è stato raggiunto e toccato subito con la nomina a commissario straordinario della FIGC di un uomo Inter/Telecom che non disdegna affari con la Exor, tanto per capirsi.
Tutto quello che è avvenuto poi, passando anche dalle aule dei tribunali ordinari, la cui credibilità è pari a quella dei tribunali sportivi, equivale ad uno strisciante sguazzamento nel guano di quel fondo di cui sopra. Uno sguazzare in cui si sono trovati alla grande mestieranti da quattro soldi, pseudo professionisti del pallone, improvvisati manager della pedata; insomma: tutti coloro che grazie alla Farsa hanno potuto alzare il capo da cotanta melma.
Peccato che non si siano accorti che sempre nella melma sono rimasti; e che sempre striscianti sul pavimento del "fondo" saranno...
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