Gli eventi, come si diceva una volta, sono precipitati.
Prima la trasmissione
Piazza Pulita, poi, a breve distanza,
l’intervista choc. L’attinenza fra questi due fatti ? Permettetemi di considerarla più avanti.
Prima una digressione sulla “categoria” dei
giornalisti, loro ad ogni piè sospinto tirano in ballo “noi”, noi di conseguenza tiriamo in ballo loro, io personalmente negli spazi che l’Associazione mi ha consentito l’ho fatto più volte, in maniera impietosa.
Dice: Tu, LuisitoMonti, che ti diverti tanto a criticare i giornalisti, non riesci mai ad essere costruttivo? Perché almeno una volta non sei propositivo? Perché non dai un consiglio invece di fare sempre a pezzi tutto e tutti?
Pronti: parliamo di uno a caso,
Corrado Formigli. Questo giornalista non ci risulta abbia
mai trattato il calcio, ma per la storia delle scommesse ha fatto un’eccezione, tra l’altro invitando un pezzo grosso come
Oliviero Beha, uno che ne mastica, ce lo ha dimostrato.
Poi
un altro di Repubblica, uno di quelli che “la sanno lunga” di qualsiasi cosa si parli.
Insomma, una fettina di
“casta” , perché di ciò si tratta, più che di categoria: è il destino dei privilegiati, un privilegio oggi un altro domani e da categoria o corporazione è un attimo che ti ritrovi "casta".
Del resto chi beneficia di
soldi pubblici per quelle somme e che manifesta per la libertà di informare e poi
non informa, gode ( eccome se gode) di privilegi non comuni.
Poi in collegamento c’era
Luciano Moggi, il quale sebbene non si parlasse di Farsopoli non ha declinato l’invito, avendo bisogno di continuare a proclamare la sua verità (la Verità) e di non sparire dalla luce dei riflettori.
Formigli lo chiama in causa, poi ad un certo punto il discorso devia (inevitabilmente) sulla Farsa e Moggi punta al bersaglio grosso, la demolizione dell’indagine.
Il conduttore tiene il punto: “Ma Moggi, ci sono le sentenze …” e lì Beha gli dà di gomito facendogli capire che il giornalismo italiano si è limitato solo a lanciare sospetti maligni, non ha mai indagato, mai fatto un’inchiesta, mai cercato l’inganno, mai trovato l’inghippo ma solo, nel maggio del 2006, dato voce alle Procure e anticipato sentenze, così come Formigli (dicembre 2011) continua a dare voce alle sentenze stesse.
Pietoso (praticamente interista), Formigli, quando fa a Moggi: “Ma lei davvero sente di non aver mai sbagliato niente, di non essere mai stato scorretto?”
Detto a due ore dalla presunta, possibile, molto probabile Verità su come sono state svolte le indagini risulta più che pietoso,
penoso. Veniamo a me. Dice: cosa avrebbe dovuto fare Formigli allora, sapientone ?
Fare il giornalista, che quando ha un ospite in trasmissione
gli chiede di raccontare la sua versione e poi confrontarla con la sentenza, non di piegare la conversazione a suo piacimento con la forza delle spalle coperte dal tribunale e dalla claque. Semplicemente cercare di aggiungere un pezzettino di verità in più, persino a quella risultata da un dibattimento penale.
E riprendendo la domanda posta da un’eccellente redattrice di GLMDJ e rilanciata sopra, perché collegare Scommessopoli con Moggi?
E’ un vecchio vizio che prima o poi verrà sradicato:
quello di prendere sempre e comunque qualsiasi cosa succede la Juve (e Moggi) come paragone.
Ora sappiamo che come ce l’ha la "casta" ce l'ha anche Formigli.
Di Francesco (LuisitoMonti) Commenta l'articolo sul nostro forum!