“Ogni pagina nuova sai, sarà ancora la storia di tutti noi
Solo chi corre può, fare di te quello che sei” Apro questo nuovo appuntamento con la nostra rubrica
“La Gente della Juve”, riprendendo le parole del nostro inno perché ogni pagina nuova, quella che condividiamo da giulemanisti da più di cinque anni, è la storia di tutti noi, raccontata attraverso i nostri pensieri e le nostre riflessioni.
Il calcio visto da tifosi e messo a confrontato con la realtà che ci circonda e che allarga gli orizzonti anche verso problemi di carattere sociale di ben più ampio respiro. Anche questo è segno di crescita e di maturità ottenuta attraverso la condivisione di un ideale comune.
Ho raccolto come al solito i commenti degli ultimi giorni che possono essere spunto di approfondimento e magari stimolare il lettore occasionale ad una riflessione su tematiche che normalmente vengono insabbiate.
L’Anm ha prosciolto Giuseppe Narducci, in quando “non getta discredito sull’Ordine giudiziario” l’assunzione dell’incarico di assessore alla legalità nella giunta comunale guidata da Luigi De Magistris a Napoli, nella stessa città dove è stato pm.
Risponde
Juve 1897-2006 con un commento molto duro:
“L'amministrazione della giustizia é (dovrebbe) essere attività esercitata con la più assoluta imparzialità e terzietà possibile. Consentire a chi ha esercitato questa alta funzione di candidarsi negli stessi luoghi in cui si è fatto diritto significa permettere ad ogni magistrato di coltivare rapporti e clientele elettorali ossia, in buona sostanza, di prepararsi il terreno alla propria discesa in campo mediante un esercizio connivente del proprio ufficio”. Calciopoli sempre in primo piano e dopo la lettura della sentenza di primo grado del processo, cresce la sfiducia verso la “giustizia” italiana. Scrive
Nicola:
“Non solo a Napoli, ma nel 90 % delle procure d'Italia accade questo (Di certo a Napoli non vige la forza del Diritto ma il diritto della forza, la loro, forse ancora per poco. Il motivo è uno solo: sono protetti e intoccabili e finché non pagheranno personalmente per il loro cattivo operato ci sarà sempre il diritto della forza a prevalere a discapito di una giustizia sana”. Il pentito ha catturato per qualche giorno l’attenzione della stampa riportando interesse su calciopoli. Giusto qualche giorno prima di far calare nuovamente il silenzio su calciopoli... Scrive a tal proposito
vilostra:
“I pentiti, e la storia insegna, sono utili se vengono usati nella maniera giusta, se riescono a dare ad un magistrato contezza e prove delle proprie asserzioni. Dopo le denunce di Della Valle, Pieri e Donadrini, le confessioni pubbliche di “Roberto” dovrebbero, condizionale, mettere in moto un meccanismo di revisione della metodologia usata nelle indagini e nel processo. Dovrebbero, appunto, solo se si troverà un magistrato con la voglia di fare e senza pregiudizio alcuno” . Dopo aver letto l’intervista dell’avvocato Bordoni, legale di Paolo Dondarini,
Gustavo scrive:
“.. a Paolo Dondarini , non sono riusciti ad affibbiargli nessun disegnino del maresciallo Di Laroni dove gli squillava la SIM-SVIZZERA-SEGRETA 69 (sessantanove) volte prima della partita: ed allora hanno pensato bene di inventargli un gol annullato al posto di un presunto rigore non dato". Johnny Guitar, si domanda per quanto ancora l’informazione sarà solo quella dei blog di tifosi:
“Quante volte dovremo leggere ancora i fatti di Calciopoli, così esaurientemente esposti da Edgar, e più e più volte illustrati, sviscerati, documentati, prima che un barlume di buona coscienza laceri la crosta di ipocrisia e malafede che connotano la nostra miserevole stampa 'meritoriamente' al 72° posto nel mondo per obiettività e onestà? Si parla tanto di crescita e innovazione in questo Paese; non sarebbe male cominciare ad innovare il format della triangolazione calcio-stampa-cittadini.” Il condizionamento mediatico e la presa di coscienza così come vista da
Lothar:
“Esiste una coscienza collettiva frutto dell'accordo o del consenso collettivo su cui si basa questa società (i"soldi" o l'economia virtuale ne sono un esempio). Ci viene insegnata in ogni modo e in ogni forma (più o meno distorta) dalla stessa società in cui cresciamo o aderiamo. Ma quel consenso è un solo un accordo ... per certi versi una "fede", un credo di massa. Quando e se un singolo individuo ne prende coscienza è il momento in cui intuisce l'errore, l'inganno e rifiuta l'inglobamento di massa ... l'inganno, il grande bluff (per qualcuno il lento suicidio). Per i più scettici: non è pazzia, è solo aver spostato il proprio punto di osservazione, guardare coi propri occhi e pensare con la propria testa (o anima)” . Spazio anche a qualche battuta con la profezia maya che secondo
Lothar, aveva previsto anche calciopoli:
"7 cicli solari prima dell'apocalisse finti onesti dalle sembianze di lerci roditori insorgeranno dalle buie tenebre cui erano relegati e con l'inganno, la viltà e la menzogna corromperanno i kanidi eredi e verranno assunti a nuovi reggenti spodestando e rovesciando i legittimi detentori dello scettro". (dalla lettera profetica di Montezumolo).
“Juve, storia di un grande amore…”…Anche questo è l’esempio di come lo sport insegna a vivere… e pensare che qualcuno continua a chiamarci “rancorosi”!
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