C’era una volta un bambino così piccolo, ma così piccolo… da vincere per tre volte il Pallone d’Oro.
Non è la riedizione della fiaba di Pollicino, ma la storia vera della Pulce più celebre del mondo.
Lionel Messi, capace di eguagliare il record di tre vittorie consecutive di Le Roi Platini battendo agilmente in volata il compagno di squadra blaugrana Xavi e Cristiano Ronaldo.
Senza tirare in ballo l’articolo di C. Pizzigoni, cattivo e controcorrente sul fenomeno argentino naturalizzato spagnolo, Iniesta e Xavi non sarebbero stati da buttare nelle due ultime edizioni di un trofeo tutto sommato assegnato a tavolino. Vincitori di un mondiale proprio con la nazionale spagnola alla quale a prima vista difetta il talento di Messi, che a sua volta privato di cotanto reame, con la celebre armata biancoceleste non è riuscito a salire il gradino più alto. Ma che si tratti di autentico strapotere talentuoso o anche solo un poco di smania da sponsor e rotocalco, i 23 anni di Lionel gli lasciano tutto il tempo di dimostrare se sia o no più forte del totem Maradona, che rischiò addirittura di bissare il successo, sebbene aiutandosi con mani e con piedi.
La favola continua. Nel corso della stessa cerimonia è stato assegnato anche il premio Fair Play. Andato a
Simone Farina, giocatore del Gubbio, per il merito di aver denunciato un tentativo di combine di una partita di serie B. L’aulico riconoscimento segue i reiterati inviti di Cesare Prandelli al calciatore di godere di qualche sessione di allenamento con la nazionale azzurra, scambiati grossolanamente dai media per una convocazione.
Come ha sottolineato Gramellini su la stampa.it, stona “che i comportamenti onesti non rappresentano più la normalità, ma l’eccezione”. Tanto più che la riflessione è riferita in generale
all’italico modo di concepire normalità e eccezione. Mentre l’ambito nel quale è avvenuta la denuncia del tentativo di corruzione alla magistratura interessa anche l’alveo sportivo.
Più volte abbiamo ribadito l’esistenza
dell’art. 7 del CGS, che sancisce l’obbligo di denuncia alla Procura federale della FIGC di illeciti sportivi per i soggetti tesserati. Recentemente rivalutato anche dalle dichiarazioni di Abete:
“Non è un gesto di buona volontà, ma un dovere”. Da qui l’effetto cacofonico avvertito da Gramellini per il comportamento della mosca bianca Simone Farina. Ma anche il solito retrogusto ipocrita dell’atteggiamento di chi è a capo delle istituzioni purtroppo non solo sportive e non solo nel nostro paese.
Nell’affaire
Facchetti Nucini non si è osservata soltanto la violazione della
clausola compromissoria da parte dell’ex arbitro e dei dirigenti interisti, oltre ai ben noti comportamenti lesivi del codice di giustizia sportiva e penale riguardanti la questione dei
dossieraggi illegali Telecom, ma non è mai stata presa in considerazione la richiesta formale dell’avvocato Gallinelli della difesa di De Santis, di consegna del famigerato
fascicolo 45 da parte della giudice Boccassini, che avrebbe squarciato un velo significativo sull’intera vicenda, rimasta celata all’ombra di una specie di maleodorante omertà. E nemmeno si è fatto
un eroe di Rosario Coppola, l’ex guardalinee che aveva cercato di informare i carabinieri che indagavano su calciopoli circa
“un episodio che andava a toccare una società come l’Inter”, poiché l’operato di quella società non suscitava interesse.
Simone Farina invece, suo malgrado, assurge agli onori della cronaca e miete allori oltre i patri confini, con la benedizione del presidente della FIGC. E con l’investitura di Blatter, presidente della FIFA, la massima organizzazione calcistica internazionale, protagonista da un ventennio dei destini del calcio.
Come segretario della FIFA si deve a lui, tra gli altri, l'abolizione della possibilità, da parte del portiere, di prendere la palla con le mani su retropassaggio dei suoi compagni di squadra (1 luglio 1992) e l'introduzione dei tre punti-vittoria a partire dal Campionato mondiale di calcio 1994.
In qualità di presidente, l’impiego del Golden gol e del Silver gol, poi ripudiati, come pure la non qualificazione automatica per la successiva competizione per la compagine campione del mondo e l’inasprimento per le pene per atti ritenuti immorali quali il fallo da dietro o il togliersi la maglietta dopo un gol.
Blatter è celebre anche per l’ostruzionismo contro l’impiego della tecnologia in campo a sussidio degli arbitri e per una dichiarazione oscura resa il 22 dicembre 2007:
“Quando scoppiò lo scandalo, nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo".Riguardo all’idea del tavolo della pace, così si è espresso in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, complimentandosi con Abete e Petrucci:
"Un'idea eccellente per eliminare incomprensioni e imperfezioni e chiudere con un'epoca".Chissà se non voglia esserlo anche quella di premiare Simone Farina.
Non servirà per chiudere scommessopoli. Come il tavolo della pace non è servito per chiudere calciopoli. Ma può tornare utile per rinfrescare la facciata del malconcio calcio italiano. Uscito con le ossa rotte da calciopoli ed entrato nel tritacarne di uno scandalo del quale non è ancora possibile quantificare gli effetti.
Soltanto osservare con stupore come il campionato più bello del mondo
stia evolvendo da spettacolo a spettacolarizzazione del calcio. Se non altro per tutti quei gol che sono il segno tangibile di un’attitudine di gioco diversa, non più votata a difendere il risultato sul campo.
Sarà contento Zeman. Scommettiamo?
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