In questi giorni sono saliti agli onori delle cronache i
comportamenti presunti violenti di due calciatori: Pepe del Real Madrid, che ha pestato una mano a Messi in Copa del Rey, e Balotelli del Manchester City, che in Premier League ha scalciato in faccia un avversario del Tottenham Hotspurs: Parker.
Iniziamo col primo: non è la prima volta che Pepe si lascia andare a comportamenti decisamente sopra le righe in campo; un paio di anni fa si prese ben otto giornate di squalifica per aver ripetutamente scalciato un avversario a terra. Nel caso di mercoledì scorso molto si è scritto; ma personalmente vorrei darne una lettura mia particolare. Premessa: il calcio spagnolo ha abbandonato ormai da una quindicina d'anni quei comportamenti violenti ed intimidatori che lo contraddistinguevano sia sul rettangolo verde di gioco che sugli spalti; circa cinque anni dopo il football britannico anche gli stadi spagnoli hanno conquistato la libertà dal tifo violento e dagli steccati di separazione. Ma se in terra d'Albione il calcio giocato è sempre stato duro, ma corretto, in Spagna si assisteva ad ogni genere di porcheria; faceva tipico... Dicevo: sono anni che ormai nei campi spagnoli "fa tipico" il bel calcio e non più i calci. Siamo passati da Goycoechea che massacrava Maradona, al Bernabeu che applaude le meraviglie in blaugrana di Ronaldinho. E allora che senso dobbiamo dare all'intervento di Pepe e in generale al comportamento spesso violento, in quella partita, dei madridisti? Personalmente, e sottolineo: personalmente, ritengo che tutto il lavoro psicologico di motivazione che ha reso Mourinho una specie di vate del football in questo caso abbia sortito gli effetti contrari.
Il motivare i propri giocatori di fronte ad un avversario ormai chiaramente più forte è trasceso nell'inaccettabilità di questa supremazia. Messi va fermato e se non ci si riesce scatta qualcosa nella testa che sà tanto di frustrazione, ma soprattutto di mancanza di sportività. L'inaccettabilità del secondo posto è logica e persino doverosa nel football professionistico; ma vale la pena rendersi ridicoli in mondovisione per questo motivo? Oppure sarebbe meglio lavorare per superare questo limite? Fa bene Mourinho a dire di voler credere al suo difensore, quando racconta la balla che lui la mano della Pulce non l'ha vista; fa bene perchè difende un suo giocatore, evita, non smentendolo, di farlo passare anche da bugiardo oltre che da violento. Ma si chieda Mourinho se i due anni di vita in Italia non abbiano portato alla sua indubbia intelligenza altro che non un'insana
propensione al vittimismo e all'antisportività.
In tal senso, fosse vero lo scontro che ha avuto con Casillas e Sergio Ramos, le dichiarazioni che i suoi, ripeto: i suoi giocatori spagnoli sono protetti dalla stampa contro i compagni stranieri è delirante e persino stupefacente se riferita da chi ha fatto della leva psicologica un'arte. Tralasciando ovviamente il fatto che negli spogliatoi la verità si deve dire. E la verità, chiara, nitida e sotto gli occhi di tutto il mondo è che Pepe ha volontariamente pestato una mano a Messi.
Passiamo a Balotelli: anche in questo caso, per me e ripeto: per me,
le colpe dell'allenatore sono evidenti: lui l'ha voluto, perchè lui lo conosceva; lui ha garantito, ma non è riuscito a trasformare un ragazzino inquieto e presuppongo anche poco intelligente, in un uomo normale. Balotelli è chiaramente
vittima di se stesso e un allenatore storicamente incapace nel gestire i rapporti umani affiancato da un procuratore che se si chiamasse Mino Moggi tutti insulterebbero dalle pagine di ogni giornale e dagli studi di ogni televisione, non possono far altro che peggiorare la situazione di un uomo che in ordine sparso ha dato fuoco a casa sua coi petardi sparati da dentro casa; ha preso a freccettate i compagni della primavera; è entrato dentro un carcere femminile con il suo bolide da centinaia di migliaia di euro; ha visitato i quartieri e gli edifici dello spaccio di droga a Scampia. Anche qui è evidente a tutti che il gesto di Balotelli sia volontario. Il movimento della gamba destra lo tradisce: invece che portarla in avanti per evitare la caduta e per dare la giusta alternanza sinistro/destro al proprio passo, la rivolge all'improvviso all'indietro a cercare l'avversario.
La differenza con Pepe sta nel fatto che qui non lo difende chi ha giustamente interesse a farlo, leggasi: il suo allenatore, ma la stampa nostrana. Ieri "tutto il rosa della vita" ed un suo "roseo" collaboratore, tal
Paolo Condò , hanno fatto in tal senso un'arrampicata sugli specchi per dimostrare l'innocenza del colpevole che farebbe ridere i più se non sapessimo per certo, perchè loro, i "rosei" lo hanno dichiarato, che certe prese di posizione servono non per raccontare fatti, ma per "orientare l'opinione pubblica".
Bene: c'è poco da orientare: Balotelli è innocente tanto quanto Pepe; Balotelli è innocente tanto quanto "Tutto il rosa della vita" e i suoi "rosei" collaboratori sono giornalisti obiettivi. Per me e ripeto: per me.
Commenta l'articolo sul nostro forum!Scaricate il pdf di Giulemanidallajuve News con un click (qui!)
Regalatelo ai vostri amici
