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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di N. REDAZIONE del 09/02/2012 13:34:44
Cosa rimane del processo penale di calciopoli?

 

È paradossale, ma per una sentenza così motivata Moggi - e di sicuro la Juve – avrebbero messo la firma fin dall’inizio del processo (a parte i 5 anni e quattro mesi che, con due gradi di giudizio ancora da celebrare, potrebbero essere cancellati dalla prescrizione).
L’ipotesi accusatoria è stata in punto di fatto demolita: sorteggi regolari e campionato non falsato.

Epperò, nonostante questo, la frode sportiva è stata ritenuta sussistente.

Una simile conclusione può apparire (come in effetti è) incomprensibile per un normale cittadino; il problema, come è stato detto, nasce dalla formulazione della norma incriminatrice, che configura questo tipo di reato come reato di pericolo.
E' sufficiente esporre a "pericolo" la regolarità della competizione per ritenere consumato il fatto.
E così, il tribunale, per condannare Moggi & C., ha ritenuto sufficiente l’uso vicendevole“ammantato di clandestinità”- di sim straniere, unito al contenuto di alcune telefonate intercettate (che dimostravano l’invadenza di Lucianone e la condiscendenza di chi doveva mantenere le distanze).
Di tutto il processo penale e di oltre cinquecento pagine di sentenza rimane questo.

Rimane, però, tra le pieghe della motivazione, una contraddizione di fondo; se da un lato sono corretti, nelle premesse, i riferimenti giuridici sulla definizione e i presupposti del reato, al momento di verificarne la rispondenza coi fatti si avverte un senso di incertezza, mancando ogni riscontro sul contenuto delle telefonare ritenute “clandestine” e sullo scopo perseguito da Moggi.
In altri termini non convince come si possa ritenere fraudolenta una condotta di per sé assolutamente neutra (telefonare, anche con le sim svizzere, e pure se fossero state date da Moggi, non è reato; ipse dixit).
Anche perché la legge precisa che il fine illecito (che l'accusa deve comunque provare) è quello di raggiungere un risultato "diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione".

Nella richiesta di archiviazione a Torino, il Procuratore Maddalena ritenne che vi fosse la prova dell'esatto contrario (e cioè che Moggi voleva solo evitare che gli arbitri sbagliassero a danno della Juve).
E il punto rimane questo; già in appello la Corte potrebbe pensarla diversamente, anche se, stando così le cose, con una sentenza destinata a salvare capra e cavoli, sarà molto difficile.
Se davvero c’è un investigatore pronto a dichiarare che le intercettazioni delle sim estere vennero iniziate e poi sospese quando ci si rese conto che era inutile continuare, sarebbe meglio chiamarlo a deporre; potrebbe scattare, se a qualcuno interessa, l’assoluzione con formula piena.
Sennò, tocca arrivare in cassazione per stabilire se la consegna e l’uso di sim straniere, in assenza di ogni tipo di riscontro sul contenuto delle telefonate, possa da sola integrare il reato di frode sportiva in un ambiente “ammantato” di millanterie di ogni tipo (come riconosciuto dagli stessi giudici), con uno spietato spionaggio industriale (ritenuto pure esistente), e tra protagonisti che si conoscevano e frequentavano da una vita, come dimostrano, quasi per contrappasso, proprio le 170.000 telefonate intercettate.

Francesco (Francejuve)

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