Qualche giorno fa sul sito del Palermo calcio è apparsa una nota in cui il presidente rosanero attaccava in
modo diretto ed esplicito Unicredit e Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A. La ragione dell'uscita piroclastica di Zamparini è stata la revoca di un fido di due milioni e mezzo di euro da parte di Unicredit.
L'occasione è stata utile al
Zamparini per accorgersi che stranamente Unicredit
«è una banca fortemente interessata ad un'altra squadra di serie A» (AS Roma e non solo – ndr). Anche i
Zamparini pretendono parità di trattamento. Zamparini ha comunque trovato in seno ad Unicredit il colpevole della revoca del fido:
«il nostro presidente Beretta, di cui abbiamo chiesto le dimissioni, è un alto funzionario della Banca Unicredit».
Il presidente della Lega di A avrebbe fatto lo sgambetto. Per Zamparini tutto ciò risulta "strano". A noi risulta strano che solo oggi Zamparini si avveda della ingombrante presenza di Unicredit nel calcio italiano, e che si sorprenda di simili sgarbi (che non saranno indagati da nessuno come espressione di poteri cupolari nel pallone italiano). Vogliamo comunque evidenziare per intero queste stranezze: oggi ci sono intere nazioni esposte alle manovre delle banche, il Palermo è fortunato a risentirne per una cifra che infondo è alla portata del suo presidente. Se poi il massimo dirigente rosanero ritiene che certe decisioni di Unicredit falsino la competizione tra i club di Serie A, non deve fare altro che
denunciare i fatti nelle sedi opportune.
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