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Attualità di M. LANCIERI del 22/02/2012 07:52:39
La gestione del calcioscommesse

 

Non sono abituato a sputare sentenze a metà di un’indagine e certo non comincerò ora. Ma qualcosa, nella recente vicenda del calcio scommesse, mi ha incuriosito: dal momento che tra le nuove partite sotto inchiesta ce n’è anche una del Milan (squadra per cui il coinvolgimento in questo genere di affari non è certo una novità), come gestiranno la notizia i giornali amici dei rossoneri?
La risposta è semplice e in fondo non deve sorprendere: semplicemente, non se ne parla. Oppure si relega il tutto ad un trafiletto, magari spiegando che i milanisti forse truccavano le partite, ma senza sapere di farlo e dunque si tratta al massimo di un peccato veniale. Del resto, in Italia c’è gente che si fa pagare case a propria insaputa e ci sono partiti che si fanno sfilare decine di milioni di euro senza che nessuno se ne accorga: e allora cosa c’è di strano a truccare le partite senza il proprio deliberato consenso?
Ma la macchina mediatica non si ferma qui. Qualche giorno fa mi imbatto su “Il Giornale”, quotidiano che, per dirla alla Auricchio, nulla c’entra con il Milan, se non per il piccolo e trascurabilissimo particolare di appartenere allo stesso proprietario. E nella sezione sportiva, dove si parla di calcioscommesse, vedo un titolo a tutta pagina: «I veleni in casa della Signora». La mia reazione è immediata: evidentemente, sono saltate fuori anche partite della Juve e finalmente si può dare risalto alla vicenda. Ma poi leggo il sottotitolo: «Dagli interrogatori emerge che un uomo legato ai boss di Singapore era amico del vice di Conte». Lo so: sembra uno scherzo. Eppure le parole sono esattamente quelle, testuali. Uno scoop da titoloni! Ma perché non metterlo in prima pagina? Non possiamo neanche dire di essere arrivati alle comiche finali, perché questa storia ti tirare in ballo sempre e comunque la Juve dura da anni, ma la dignità è ufficialmente andata a farsi benedire.
Ammetto la mia ignoranza: non sapevo neanche chi fosse Cristian Stellini. E, considerando la mia cattiva memoria, immagino che già stasera non lo ricorderò. Fatto sta che la vicenda a cui si fa riferimento è dell’epoca in cui Stellini era viceallenatore a Siena. Ma, dal momento che attualmente è in forza alla Juve, perché non fare un bel titolo sulla Signora, anche se la stessa non è menzionata da nessuno?
Il metodo è rodato e funzionante: anziché riportare le notizie che possono danneggiare i propri amici, si fa un bel polverone sui nemici, a maggiore ragione se sono tornati a fare paura e hanno maglie a strisce bianconere. Peccato solamente che ai vertici societari non ci siano più Cobolli e Blanc, altrimenti non era neanche impossibile che, dopo una notizia tanto sconvolgente come questa, chiedessero ancora una volta la retrocessione in B.

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