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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di N. REDAZIONE del 06/03/2012 07:51:52
E’ nata prima la calunnia o le squadre milanesi?

 

Se è nato prima l’uovo o la gallina lo lasciamo decidere ai posteri che perlomeno avranno ancora qualcosa da scoprire.
Noi, dopo Farsopoli, abbiamo visto tutto.
Però prima di lasciare spazio ai posteri ci piacerebbe rispondere alla domanda: è nata prima la calunnia o le squadre milanesi?
Si potrebbe scegliere una data a caso ma se ritornassimo sullo scudetto del 1906 non risulteremmo credibili, troppi anni sono passati e dimenticati quei protagonisti, così come non saremmo credibili considerando il 1998, il 2005 o sabato scorso, fatti ancora troppo freschi ( o meglio, cronaca) per passare alla storia.
Prendiamo un anno a caso fra le numerose opzioni possibili che ci permettono di individuare calunnie milanesi alla Juve, il 1973, abbastanza lontano per poter essere inquadrato in prospettiva storica ma non ancora archeologia del football.

Juventus, Lazio e Milan, in ordine alfabetico, sono in lotta per lo scudetto.
Dopo la 25’ giornata il Milan è primo con 39, la Lazio seconda a 37 e la Juve terza a 35.
Il 22 aprile all’Olimpico si gioca Lazio – Milan, per molti è già decisiva, la Lazio si porta sul 2-0 poi segna Rivera e a 3 minuti dalla fine viene annullato un gol a Chiarugi del Milan per fuorigioco.
Sul cross da sinistra c’è una deviazione di testa forse di Bigon, più probabilmente del difensore laziale, fatto sta che Chiarugi viene pescato dal segnalinee e dall’arbitro Concetto Lo Bello in posizione irregolare.
Viene giù il mondo (tipo sabato scorso a San Siro, tipo Juventus – Inter del 1998 per meno di mezzo rigore): i milanisti assediano Lo Bello, Bigon dalla disperazione si tiene la testa fra le mani e non sa dove andare a sbatterla, Rivera mastica qualcosa di amaro nei confronti dell’arbitro, suo nemico personale, Rocco dalla panchina impreca non in italiano, conoscendolo pochissimo, ma Lo Bello capisce che non sono complimenti e lo spedisce fuori, negli spogliatoi il presidente del Milan Buticchi se ne esce con un “Avevamo avuto garanzia dal presidente della CAN Ferrari Aggradi che non avremmo più avuto Lo Bello ad arbitrarci !” , roba da Ufficio Inchieste.
Il quale non si attiva.
Strano, essendo da sempre la FIGC una propaggine della Juventus.
Nemmeno la moviola manovrata dal mitico Carlo Sassi riesce a chiarire l’episodio: sei anni prima c’era invece riuscita benissimo – fu inventata per quello - la domenica sera di un derby milanese stabilendo che un tiro di Rivera aveva picchiato nella traversa ed era rientrato in campo, non in gol come invece l’arbitro aveva assegnato ai rossoneri sbagliando.
Il contrario di quanto accaduto sabato sera a Milano.
Di quel Lazio – Milan il sito internet magliarossonera.it (si, non abbiamo pregiudizi, per combatterli bisogna conoscere le fandonie che sono in grado di sparare) tramanda questo:
“Negli annali della storia di calcio (sic) rimangono queste notizie, ma nella memoria dei tifosi ci sono ben altre le cose (ari-sic): la designazione di un arbitro che pochi mesi prima aveva subito degli attacchi da parte della stampa e della Società Milan per episodi accaduti che (ad essere di parte) sembrano ‘voluti’, e che i ‘neutrali’ chiamarono incidenti di percorso avuti da Lo Bello e sempre con il Milan..... e a danno di quest'ultimo.
Al Milan è annullato un gol di Chiarugi.... che la stampa tutta dichiara essere valido! E che la TV mostra chiaramente! Il pensiero di un tifoso ‘tranquillo’ sull'argomento: A pensar male (dell'arbitro) non si sbaglia mai!”.
Traducendo dal rossonero all’italiano viene fatto riferimento ad un polemica in corso da alcuni anni fra Rivera, campione in ugual misura con il sinistro e con la lingua, un artista del “te lo mando a dire per vie traverse”, e l’onorevole Lo Bello, il Collina dell’epoca per competenza, personalità e abilità politica.
Rivera prende 4 giornate di squalifica (evidente non si era limitato a mormorare) e il suo campionato sarebbe finito, poi gliene abbuonano 2 (Ibra la settimana scorsa non è stato ugualmente fortunato, la FIGC è tornata proprietà della Juve), lo stesso per Rocco.
Corsera e Gazzetta non si fanno sfuggire la golosa occasione e (ri)cominciano a picchiare duro contro l’arbitro siculo-democristiano, non gli danno apertamente di mafioso (o perlomeno non si fanno sentire mentre lo dicono e lo pensano) ma il senso è quello.
Casualmente (solo casualmente) Rivera a fine carriera sarà deputato dello stesso partito.
Nel frattempo la Juve batte il Lanerossi Vicenza e rosicchia 2 punti al Milan rientrando alla grande nella corsa per lo scudetto.

Nel frattempo succede anche che sia il Milan che la Juve vanno avanti nelle coppe europee e raggiungono entrambe la finale.
Quella del Milan (Coppa delle Coppe) è prevista per il 16 maggio (4 giorni prima dell’ultima di campionato), quella della Juve il 30 (i bianconeri avranno tutto il tempo di prepararla in un tetro ritiro di Novi Sad).
Racconta Carlo Nesti per pagine70.com: “A Salonicco, il 16 maggio 1973, il Milan di Rocco spese tutte le energie che attraversavano ancora i suoi muscoli e i suoi nervi, affrontando gli inglesi del Leeds nella finale di Coppa delle Coppe. Chiarugi segnò dopo appena 3 minuti, e in funzione di quella rete, la squadra diede vita ad una delle più ciniche esibizioni di calcio speculativo che si possano ricordare. Fu tanto catenaccio e poco contropiede, il gioco all'italiana espresso nella sua chiave più sparagnina …”.
In effetti Rocco schiera Vecchi, Sabadini, Zignoli, Anquiletti, Turone, Rosato, Sogliano, Benetti, Bigon, Rivera e Chiarugi, praticamente un 4-5-1 con l’unica punta che in realtà è un’ala offensiva, manca Schellinger infortunato altrimenti poteva essere un 5-5-0 ovviamente con il “libero” staccato all’indietro.
Ma non è qui il punto: il Leeds lamenta un arbitraggio sfavorevole e volano le accuse di corruzione, questa volta all’arbitro greco Christas Michas (chi di fischio perisce di fischio colpisce, ma non è il caso del Milan che a colpi di fischietto non ha mai avuto l’onore di essere abbattuto).
La stampa inglese (non hanno The Gazette né tantomeno The Republic per ovvie ragioni ma sono in gamba anche loro) fa di tutta l’erba un fascio: il Milan ha comprato l’arbitro così come ha fatto la Juventus con quello della partita di ritorno della semifinale con il Derby County.
Magliarossonera.it ci va giù pesante, alla Rosato o alla Anquiletti:
“La stampa inglese ha appena lanciato pesanti accuse alla Juve per gli arbitraggi di Schulenburg e Lobo nelle semifinali dei Campioni contro il Derby County e rincara la dose parlando apertamente di ‘corruzione’, parola che usano tutti i calciatori del Leeds.”
In realtà l’arbitro della partita di andata (Gerhard Schulenburg) non c’entra niente, l’indiziato è quello della partita di ritorno, il portoghese Marques Lobo, partita finita 0-0.
Storiedicalcio.altervista.org la racconta così:
“In semifinale gli avversari di Zoff e soci sono i temibili inglesi del Derby County. La Juventus vince la gara di Torino 3-1 con una ripresa molto convincente. Al ‘Baseball Ground’ di Derby i bianconeri si difendono senza affanno, rischiando solo in occasione del rigore calciato fuori da Alan Hinton …”
Primo caso di arbitro corrotto della storia che ti da un rigore contro (nel 2004/05 “gli inquirenti” faranno tesoro della lezione inventandosene di tutti i colori).
In realtà andò un po’ diversamente e ce lo racconta ancora storiedicalcio.altervista.org:
“Un anno dopo, sul ‘Sunday Times’, Keith Borsford e Brian Glanville riveleranno un tentativo di corruzione nei confronti dell'arbitro portoghese della partita di Derby, Francisco Marques Lobo.
Si saprà però che l'Uefa ha condotto le indagini del caso con la collaborazione della società bianconera, che infatti uscirà "pulita" dalla faccenda. In effetti l'Uefa ha interrogato segretamente Marques Lobo prima della partita di Derby rinnovandogli la fiducia e informando del fatto anche il club inglese. Il 5 luglio 1973 l'Uefa pone fine all'indagine ringraziando la Juve per la collaborazione”.

Non ci risulta che per il Milan l’UEFA si sia attivata nello stesso modo, a Leeds aspettano ancora la riapertura dell’inchiesta e nel 2009 un deputato inglese europarlamentare (a Strasburgo non si dorme) avvierà anche una petizione per chiedere indietro la coppa “fregata”.

Quello che succede negli spogliatoi dello stadio greco dal nome impronunciabile (quello dell’Aris, per far prima) lo facciamo raccontare a calciogiocato.com (della cui imparzialità non abbiamo motivi per dubitare):
“Rocco vieta che si stappi lo champagne ‘Ne riparleremo dopo Verona’, ammonisce il Paròn. Rocco ha paura, lui sà che i suoi uomini sono 'scoppiati'. Hanno esaurito la benzina. Nereo Rocco cerca di rimediare alla situazione. Appena torna in Italia avvicina i suoi dirigenti e spiega come sia indispensabile fare tutto il possibile per rinviare almeno di ventiquattr'ore l'incontro di Verona. Il regolamento lo consente.
I dirigenti del Milan però non sono dello stesso avviso dell'allenatore. C'è chi dice che è poco dignitoso, c'è chi dice che è troppo tardi, e addirittura chi fa ricorso alla superstizione. L'Inter nel '67 aveva ottenuto il rinvio, ma portò sfortuna, perchè venne sconfitta a Mantova con la clamorosa 'papera di Sarti' e lo scudetto finì alla Juve.”
In realtà il Milan a quanto ci raccontano i milanisti fecero eccome richiesta per il rinvio dell’ultima giornata.
Scrive ancora magliarossonera.it (che è come James Tont, sotto le cui vesti si cela un tifoso rossonero, Fabrizio Fontana, “le sa tutte !”):
“Per regolamento le squadre Italiane impegnate in coppe europee (ed in special modo se si tratta di finali) possono usufruire, su richiesta, dell'anticipo o del posticipo della partita domenicale.
Subito dopo aver ricevuto la certezza della finale di Coppa delle Coppe, il 26 aprile 1973, la società chiede ufficialmente di posticipare di un giorno l'ultima partita di campionato, di giocare praticamente il lunedì.
Il Verona, squadra avversaria, è al di fuori di ogni gioco di classifica, quindi non è avvantaggiata dalla conoscenza degli altri risultati, ed il Milan per ottenere il titolo deve comunque vincere la partita (sia che si giocasse di domenica o di lunedì).
Sembra tutto regolare, e secondo prassi consolidata (di anticipi e posticipi ne han goduto anche le altre squadre) si attende il benestare della Lega.
Sorpresa! La Società Juventus fa ricorso contro il posticipo ventilando la presunta irregolarità del torneo... rifiutando di posticipare la sua partita. Nella sorpresa generale viene accolto il ricorso e la partita non subirà nessun posticipo!”.
Per cui non è la scaramanzia o un improvviso eccesso di fair – play a far rinunciare il Milan a chiedere il posticipo, ma è la Federazione (in pugno ad Agnelli e Boniperti come l’Ufficio Inchieste, è risaputo) a negarglielo, loro “ci provano”, a Roma (non a Torino) non accettano.

E in quanto alla famosa “papera di Sarti” (un’ uscita in presa alta stile saponetta) ci illumina ancoracalciogiocato.com:
“Pochi giorni dopo la ‘papera’, Emilio Violanti, giornalista della Gazzetta dello Sport (chi lo avrebbe mai detto ? nda) predice:
- Vedrete che ora finirà alla Juventus, ci starà un paio d'anni e poi sparirà dal giro del grande calcio. Perchè questi episodi il grande calcio li rifiuta-.
Giuliano Sarti finì alla Juventus, ci restò due anni e poi scomparì dal giro del grande calcio”.
Questa volta sull’imparzialità di calciogiocato.com, a differenza di prima, qualche dubbio ci viene.
Strano destino quello di Giuliano Sarti, ci viene anche da pensare, campione alla Fiorentina e all’Inter per una quindicina d’anni e poi 2 anni alla Juventus (alla quale peraltro arriva a 35 anni per fare la riserva ad Anzolin) a riscuotere la pensione di “venduto”.
Della serie: come infangare, senza essere informati a solo in malafede, un campione.

Per ricollegarsi ad un altro articolo di GLMDJ ( “Bugie ultraterrene”), ci ha incuriosito saperne di più di tale Emilio Violanti.
Wikipedia scrive:
“ … fu una delle grandi firme del quotidiano La Gazzetta dello Sport su cui scrisse prima di ciclismo e poi come esperto di calcio (toh ! nda) negli anni cinquanta e sessanta, prima di mancare improvvisamente nel maggio 1968”.
Ebbe l’onore di concludere insieme alla “grande Inter” di cui probabilmente era tifoso avendo scritto nel 1955 un libro insieme a Meazza.
Non fece in tempo, ahilui, a vedere il tramonto della carriera del sospetto Sarti.

Nel frattempo si arriva all’ultima giornata di campionato, 20 maggio.
Il Milan ha 44 punti, la Juve (che ha vinto le ultime 6 partite consecutive fa paura come oggi quella di Conte) e la Lazio 43.
Il Milan va a Verona (già salvo), la Lazio a Napoli (salvo) e la Juve a Roma (che non è matematicamente salva, in teoria perdendo con 12-0 retrocederebbe a favore del Lanerossi) per una partita tradizionalmente ostica.
Trapattoni sostituisce Rocco sulla panchina rossonera e malgrado la solita tattica per così dire “prudente” nel giro di pochi minuti va sotto 0-3: sono cotti come pere.
Per farla breve (è di altro che ci preme parlare più che di un altro meritatissimo scudetto bianconero) il Milan soccombe 3-5, la Lazio cede a Napoli (segna Damiani che anche lui passerà alla Juve, alla faccia di calciogiocato.com e della buonanima di Emilio Violanti) e la Juve vince nel finale a Roma con un eurogol (avrebbe detto Giorgio Martino quando presentava la panoramica sulle coppe europee nei primi anni ’80 e non odorava ancora di curva sud e di “Brogesso”) di Cuccureddu.
E’ il 15esimo scudetto.
Intanto Nereo Rocco a Verona, prendiamo un’altra volta per buone le parole di calciogiocato.com:
“ In un angolo degli spogliatoi, sussurra: Sapevo che sarebbe finita così. Per questo avevo chiesto il rinvio. Ma una manica di dilettanti non mi ha creduto''.
Chissà a chi si riferisce visto che i suoi dirigenti il rinvio pare lo avessero chiesto e con Michas erano stati impeccabili?

Passano 10 giorni, la Juve si gioca la sua prima finale di Coppa dei Campioni, nel frattempo l’Ajax spaventato dal polverone alzato dai giornali inglesi su Lobo e su Michas (forse anche da quelli “del nord” su Lo Bello) chiede all’UEFA garanzie sull’arbitro designato, lo jugoslavo Gugulovic.
Le avrà, perché la partita a differenza di Milan – Leeds è regolarissima, e la Juve perde con pochi rimpianti sia dei giornali “del nord” che “del sud”.

Riguardo il quesito iniziale se è nato prima l’uovo o la gallina qualche volpinide (non un giornalista di Repubblica o Gazzetta, che senza intercettazioni non ci arriverebbero mai) ha già risolto la questione affermando che essendo i dinosauri anch’essi ovipari e precedenti alle galline l’uovo è più antico del pennuto che lo pubblica, pardon, che lo defeca.
Se invece è nata prima la calunnia o le squadre milanesi la risposta ce l’abbiamo: i dinosauri non si sono estinti, Franco Ordine lunedì era in trasmissione che strillava.
Chissà cosa faceva il 20 maggio del 1973 ?

Francesco (LuisitoMonti)


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