Nicchi che continua ad elogiare i suoi arbitri, Abete e Petrucci che predicano calma e chiedono alla sola Juventus di non alzare i toni, è l’istantanea che descrive l'attuale campionato di seria.
Ricordate le indagini partite e i processi celebrati sulla base delle dichiarazioni di Zeman (il processo doping), oppure quei testimoni, alcuni dei quali oggi
denunciati per falsa testimonianza, che hanno prestato le loro chiacchiare da bar per sostenere le accuse di calciopoli? Poche parole sono bastate per mettere in moto la macchina della giustizia ad personam, quella che ha agito (e agisce) motivata dai interessi di parte.
Nel corso degli anni, quelli che all’inizio erano solo meccanismi da provare, oggi lavorano come una perfetta catena di montaggio, dove tutto viene oleato per funzionare alla perfezione. Controllo mediatico totale coperto da una rete di cronisti, opinionisti e televenditori di
sentimento popolare che supportano, attraverso l’intera informazione sportiva, l’arbitro killer che ogni giornata di campionato decide la classifica. Altro che “Moggi e il controllo sul processo del lunedì” a cui Auricchio e Narducci si sono attaccati per sostenere l’accusa nel processo penale di Calciopoli.
Quale è la vera cupola, quella che voleva controllare “la patente a punti” di Biscardi o quella che controlla l’intera informazione sportiva italiana? Eppure, situazioni che dovrebbero destare il legittimo sospetto vengono completamente disattese a differenza di quanto successo con calciopoli. Insomma ci sono chiacchiere e chiacchiere...
Siamo impotenti ma non fessi. Mi chiedo il perché la giustizia si attiva dopo una dichiarazione di Zeman e non dopo le parole di Cellino e Zamparini, anch'essi sfilati come testimoni dell’accusa a Napoli. I due fanno chiacchiere di un certo spessore quando devono avvalorare un accusa di “associazione a delinquere” e chicchiere prive di valore quando casualmente preannunciano una sconfitta che muove la classifica… Insomma, Cellino e Zamparini sono credibili ad intermittenza!
Il presidente del
Cagliari , prima della partita con il Napoli, ha dichiarato:
“Con il Napoli cercheremo di limitare i danni” . Partita persa per 6-3, risultato tennistico. Ma è normale affrontare un impegno sportivo già da perdenti?
Stesse dichiarazioni quelle del presidente
Zamparini che qualche giorno prima, in occasione della partita con il Milan, ha detto:
”Il Milan? Al 95% perdiamo…”. Accidenti, se guardate la statistica della partita il Palermo non è nemmeno sceso in campo!
Non mettiamo in dubbio la buonafede, ci meravigliamo soltanto del perché qualcuno non abbia fatto notare il poco impegno che queste due squadre hanno messo in campo nelle rispettive partite, soprattutto come il loro atteggiamento sia stato preceduto da una sorta di resa pubblica dei loro presidenti…
Ripetiamo: impotenti ma non fessi. C’è poi tutto il contorno che aiuta ancor più il sistema. Da Sky alla Domenica Sportiva hanno condannato anche il silenzio stampa deciso dalla Juventus dopo l’ennesima partita condizionata dalla direzione arbitrale, incappata in errori clamorosi che hanno permesso al Milan di andare in fuga.
Il tema di fondo rimane quello di
attaccare la Juventus. Attaccarla perché parla ma anche perché decide di rimanere in silenzio. Contestarla ad ogni dichiarazione, ridimensionare il cammino fatto in questo campionato, selezionare accuratamente gli episodi da martellare per instradare il sentimento popolare nella giusta via e non essere minimamente obiettivi.
Sulla carta, e sappiamo che quella del Palazzo può assegnare d’ufficio anche uno scudetto, c’è già scritto il nome del vincitore di questo campionato. Si lavora per rendere credibile questa vittoria…Sarà per questo che nel momento in cui Allegri, apre e chiude ogni conferenza stampa ricordando il gol non concesso a Muntari, nessuno dei televenditori di sentimento popolare, gli ricorda che è “stucchevole polemizzare sempre” (come fanno puntualmente per le parole di Conte) o magari che nella stessa partita è stato annullato anche un gol regolare a Matri.
Ovviamente si contesta Conte per il suo modo di vivere le partite “indomito ma leale”, e si incensa Galliani per aver mandato a quel paese tutti prima di presentarsi, nell’intervallo di Milan-Juve, faccia a faccia con la terna arbitrale aggredendola per l’errore fatto. C’è evidentemente qualche obiettivo da raggiungere ed è da tempo che non si bada più alla forma e alle apparenze pur di perseguirlo…
Ripetiamo: impotenti ma non fessi. Ai tanti che accusano gli juventini per le loro proteste, ricordiamo che ad esacerbare gli animi
non sono delle giuste proteste, ma delle false accuse. Commenta l'articolo sul nostro forum!